di Aloisio Bonfanti
Quanti erano i lecchesi fra i 1089 volontari che salparono dallo scoglio di Quarto il 5 maggio 1860, su due vapori? Sono noti i tre immortalati sul basamento del monumento di piazza Garibaldi: i fratelli Carlo e Giuseppe Torri Tarelli ed Ernesto Berthè, residente a San Giovanni alla Castagna. E’ nota pure la partecipazione di Tranquillo Baruffaldi di Barzio, in Valsassina. Il conteggio, però, dei garibaldini lecchesi fra i Mille appartenenti all’attuale territorio provinciale non è mai stato fatto, in quanto la realtà istituzionale di villa Locatelli è storicamente molto recente. Non c’era ancora, ad esempio, nel 1982 quando il centenario della scomparsa dell’Eroe dei Due Mondi venne accompagnato da revival e rievocazioni.
L’elenco di riferimento è quello reso noto nel 1867 da Alessandro Pavia, di Genova, che diede alle stampe l’”Indice completo dei Mille, sbarcati a Marsala, condotti dal prode generale Giuseppe Garibaldi”. E’ una pubblicazione che riporta l’elenco progressivo dei volontari sulla base dei documenti dei furieri garibaldini, dove non mancano, però, omissioni ed imprecisioni.
Dopo i quattro già menzionati (i due Torri Tarelli, Berthè e Baruffaldi), occorre subito ricordare Giuseppe Sirtori, capo di stato maggiore, con il grado di maggiore generale. Fu ferito ad un braccio a Calatafimi, comandò una divisione nella battaglia sul Volturno. Era nato a Casatevecchio di Monticello Brianza nel 1813, morì a Roma nel 1874. Era uno dei “colonnelli”, i più stretti collaboratori di Garibaldi. La caserma di Lecco(costruita nel 1867), attuale sede di uffici della Questura, in via Leonardo da Vinci, era dedicata a Giuseppe Sirtori.
Nell’elenco vi sono poi Giacomo Beretta, di Barzanò, Eugenio Gaffuri, di Brivio, Eligio Panzeri, di Bulciago, Luigi Rota, di Bosisio, Lazzaro Salterio, di Annone. Rimane, invece, da decifrare, al n. 453 dell’elenco, Francesco Frediani, di Carlo, da Comillo, presso Lecco di Massa, come è scritto sulle note dell’elenco medesimo.
La ricognizione dell’elenco dei 1089 può, quindi, far concludere che i residenti dell’attuale provincia di Lecco, presenti fra i volontari delle otto compagnie di Camicie Rosse, siano stati dieci.
E’, però, doveroso ricordare anche un garibaldino del 1860 che non è stato tra i Mille, ma che raggiunse la Sicilia con le successive spedizioni di rinforzo delle Camicie Rosse. E’ il lecchese Giovanni Battista Ongania, di anni 19, deceduto all’ospedale di Messina il 18 agosto 1860. Una lapide a sua memoria si trova nella cappella di famiglia presso il Monumentale di via Parini: ricorda la sepoltura lontana ed il suo grande amore di Patria. Ongania segue nel ricordo commosso Giuseppe Torri Tarelli, tenente delle truppe garibaldine, di anni 21, deceduto all’ospedale di Catanzaro il 28 settembre 1860. Nella battaglia di Palermo, durante assalto a trinceramento borbonico, venne ferito ad un braccio. Durante la marcia in Calabria la ferita divenne mortale per complicazioni infettive. E’ stato decorato di medaglia d’argento.
