Il sindaco di Cesana Brianza, Piergiuseppe Castelnuovo (a sinistra), riceve dal prefetto di Lecco, Nicola Prete, il decreto di concessione dello stemma e del gonfalone al Comune da lui guidato (foto Lariana - Lecco).
Momento clou anche il conferimento delle onorificenze dell’Ordine al merito della Repubblica italiana e la concessione dello stemma e del gonfalone al Comune di Cesana Brianza
di Mauro Galli
Festa della Repubblica nei giardini di Villa Manzoni, lo scorso mercoledì 2 giugno, per la tradizionale cerimonia del prefetto di Lecco, Nicola Prete, con le autorità civili, religiose e militari della città e del territorio nella ricorrenza del 64.mo anniversario di fondazione della Repubblica. A intrattenere gli ospiti il corpo musicale “Alessandro Manzoni”, che ha eseguito l’inno di Mameli.
Dopo l’intervento del prefetto e la lettura del messaggio del Presidente Giorgio Napolitano, sono state consegnate le medaglie d’onore a 29 internati nei lager nazisti. Hanno ricevuto il riconoscimento i lecchesi Rino Bonfanti (artigliere della contraerea) e Carlo Casati (alpino), Giacomo Martinoli di Olginate (a sua volta alpino) e Adele Trezzi di Lecco. A ricevere la medaglia sono stati inoltre i familiari di Giovanni Biffi di Colle Brianza (fante), Luigi Bonfanti di Castello Brianza (fante), Pierluigi Bonfanti di Colle Brianza (fante G.a.F.), Andrea Vittorio Cattaneo di Castello Brianza (geniere), Angelo Cattaneo di Castello Brianza (fante), Giuseppe Civilini di Colle Brianza (fante), Pietro Paolo Cogliati di Viganò (fante), Giulio Conti di Castello Brianza (alpino), Enrico Formenti di Colle Brianza (fante G.a.F.), Enrico Lorenzo Formenti di Castello Brianza (soldato sanità), Graziano Fumagalli di Castello Brianza (fante), Salvatore Fumagalli di Castello Brianza (fante), Michele Longo di Lanciano-Civate (militare), Luciano Mandelli di Barzanò (alpino), Dante Manzoni di Castello Brianza (fante G.a.F.), Attilio Montanelli di Colle Brianza (fante), Livio Montanelli di Barzanò (artigliere alpino), Francesco Panzeri di Merate (militare), Luigi Panzeri di Castello Brianza (fante), Quirico Panzeri di Castello Brianza (artigliere), Giovan Battista Pellegatta di Annone Brianza (alpino), Mario Riva di Castello Brianza (artigliere), Massimo Riva di Castello Brianza (fante), Emilio Sala di Perego Brianza (geniere) e Giuseppe Viganò di Rogeno (civile).
Momento clou della cerimonia era stato anche il conferimento delle onorificenze dell’Ordine al merito della Repubblica italiana e la consegna dei decreti con cui il Capo dello Stato ha concesso lo stemma e il gonfalone al Comune di Cesana Brianza. A ritirare quest’ultimo riconoscimento è stato il sindaco, Piergiuseppe Castelnuovo.
Il professor Carlo Secchi di Mandello, ordinario di Politica economica europea alla Bocconi di Milano, ha ricevuto l’onorificenza di Grande ufficiale, mentre a Giovanni Fazzini di Premana (da sempre impegnato in politica e nel sociale, già sindaco e amministratore) e a Massimo Ricci di Cassago Brianza (ingegnere, ricercatore dell’Università di Pisa) sono andati l’onorificenza di ufficiale.
Hanno invece ottenuto l’onorificenza di cavaliere Albertina Rozzoni di Garlate (imprenditrice), Paolo Gulisano di Lecco (medico, saggista, docente di Storia della medicina all’Università Bicocca), Leonardo Migliore di Premana (presidente della casa di riposo Madonna della Neve onlus) e Adriano Stasi di Vercurago (laureato in Scienze religiose, esperto in Mariologia).
Il messaggio del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano
“L’Italia consolidi la sua unità,
divenga più moderna e più giusta”
“Un augurio affettuoso a quanti vivono e operano nel nostro Paese per la festa che celebriamo insieme: festa dell’Italia che si unì e si fece Stato 150 anni or sono, festa della Repubblica che il popolo scelse liberamente il 2 giugno 1946”. Inizia così il messaggio diffuso dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (nella foto), in occasione della Festa della Repubblica. “In questo momento, sentirsi nazione unita e solidale, sentirsi italiani, significa - ha aggiunto il Presidente - riconoscere come problemi di tutti noi quelli che preoccupano le famiglie in difficoltà, quelli che nei giovani suscitano, per effetto della precarietà e dell’incertezza in cui si dibattono, pesanti interrogativi per il futuro”. “Parlo dei problemi del lavoro e della vita quotidiana, dell’economia e della giustizia sociale. Stiamo attraversando, nel mondo e in particolar modo in Europa, una crisi difficile: occorre dunque un grande sforzo, fatto anche di sacrifici, per aprire all’Italia una prospettiva di sviluppo più sicuro e più forte. Per crescere di più e meglio, assicurando maggior benessere a quanti sono rimasti più indietro, l’Italia deve crescere tutta, al Nord e al Sud. Si deve, guardando ai giovani, promuovere una migliore educazione e formazione, fare avanzare la ricerca scientifica e tecnologica, elevare la produttività del nostro sistema economico: solo così si potrà creare nuova e buona occupazione. Il confronto tra le opposte parti politiche deve concorrere al raggiungimento di questi risultati e non produrre solo conflitto, soltanto scontro fine a se stesso”. “Si discutano in questo spirito - ha sottolineato il Capo dello Stato - le decisioni che sono all’ordine del giorno; si scelga in questo spirito - nel Parlamento, nelle istituzioni regionali e locali e nella società - tra le diverse proposte che si dovranno liberamente esprimere”.”Ci accomuni - ha concluso Napolitano - un forte senso delle responsabilità cui far fronte perché l’Italia consolidi la sua unità, si rinnovi, divenga più moderna e più giusta e si dimostri capace di dare il suo contributo alla causa della pace e della giustizia nel mondo”.

