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20101129

Pubblicato il 5° volume della "Storia della Brianza" di Cattaneo Editore

Il volume, di oltre 750 pagine, è dedicato alle "culture popolari" della Brianza  

E' stato pubblicato in questi giorni il quinto volume della "Storia della Brianza", la monumentale opera alla quale dal 2005 si sta dedicando l'editore Paolo Cattaneo, avendone condiviso l'idea con lo storico Giorgio Rumi, già presidente del Comitato scientifico dell'opera, poi prematuramente scomparso.

Dopo l'uscita nel 2007 dei primi due volumi ("Storia e politica" e "Economia, religione, società" a cura di Edoardo Bressan) e nel 2008 di altri due volumi ("Architettura e territorio" a cura di Adele Buratti Mazzotta e "Le arti" a cura di Simonetta Coppa), ad essere oggetto del lavoro di studio ed approfondimento  che si sviluppa per ben 752 pagine con 525 foto a colori, sono "Le culture popolari".

Ad occuparsene, sotto il coordinamento del curatore Massimo Pirovano, direttore del Museo Etnografico dell'Alta Brianza, sono quattordici autori che affrontano in modo organico il tema della cultura popolare briantea fra passato e presente, attraverso contributi che si pongono non solo come sintesi di ricerche già realizzate e disperse in più rivoli, ma anche indagine di fenomeni non analizzati in passato.
"E' la prima volta che in un'opera sulla storia della Brianza si dedica uno spazio consistente come quello di un intero volume alle culture popolari. - spiega  il curatore Massimo Pirovano -Dove per cultura intendiamo, come affermato da Edward Burnet Taylor nel 1871, quell'insieme complesso che include la conoscenza, le credenze, l'arte, la morale, il diritto, il costume e qualsiasi altra capacità e abitudine acquisita dall'uomo come membro della società. E dove per popolare ci riferiamo a quell'insieme di persone che per millenni ha costituito la parte bassa e più numerosa di popolazione nelle società stratificate come la nostra. La scelta di dare un titolo plurale al nostro volume, poi, riflette la consapevolezza di avere a che fare con una molteplicità di attività, di compiti, di espressioni, di credenze, di saperi, determinati dalle differenti professioni, dalle appartenenze di genere, dalle classi di età e di condizione, dalle diverse provenienze geografiche".

Proprio questa scelta ha determinato anche il metodo di indagine impiegato, la ricerca sul campo, condotta attraverso tre differenti categorie di beni culturali: i “beni materiali immobili” (edifici abitativi, produttivi, destinati al culto, ma anche il paesaggio antropizzato); i “beni materiali mobili” (oggetti d'uso quotidiano, strumenti di lavoro, macchinari, documenti a stampa, manoscritti, dipinti e fotografie); i “beni immateriali o volatili” (le azioni individuali, le usanze collettive, le tecniche del corpo e le espressioni verbali e musicali più o meno formalizzate).
Il volume si apre con i temi classici del folklore, sviluppati da Rosalba Negri, Italo Sordi, Fabrizio Mavero, Massimo Pirovano, Giorgio Foti, Giovanni Bonfadini ed Elisabetta Silvestrini: dai riti e dalle pratiche del ciclo della vita alle feste e alle tradizioni del ciclo dell'anno; dalla religiosità popolare delle feste patronali alle forme espressive della poesia popolare (canti, racconti, spettacoli, musiche strumentali); dalla analisi del dialetto brianteo allo studio dell'abbigliamento quotidiano e del costume, fino alle pratiche popolari della salute.
Al di là dei temi tradizionali del folklore si spingono i saggi di Vittorio Beonio Brocchieri su famiglie e comunità e di Roberto Valota sul diario pluridecennale della moglie di un fattore brianzolo.
I saggi di Mariola Viganò e Tiziano Casartelli, sulle forme dell'abitare e sui segni del sacro nelle campagne, mettono in luce l'importanza sociale della vita comunitaria e della religiosità popolare e ne documentano alcune importanti testimonianze.

Al tema del lavoro, o meglio dei lavori, che tanto spazio hanno occupato e continuano ad occupare nella vita della gente della Brianza sono invece dedicati i saggi di Angelo De Battista (i contadini), Rosalba Negri (le donne), Massimo Pirovano (la pesca), Natale Perego (l'immigrazione dal Sud nel secondo dopoguerra). Sempre Massimo Pirovano si è infine occupato di alimentazione, gioco e sport.
Dall’opera emerge, dunque, un mondo antico nel quale il lavoro e la spiritualità erano le fondamenta della vita della gente: valori che spiegano anche il carattere della Brianza odierna.
Il volume è  in vendita al prezzo di 40 Euro.