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20101229

In Basilica a Lecco gli Inni dell’incoronazione composti da Haendel


La Basilica di San Nicolò in Lecco si trasformerà, questa sera (mercoledì  29), nell’Abbazia di Westminster. Magia della musica e, in particolare, della musica di Georg Friedrich Haendel che, giunto in Inghilterra nel 1710 al seguito di Giorgio I, principe di Sassonia e futuro re d’Inghilterra, nominato maestro della Royal Chapel, di Angelo Sala 

compose la musica liturgica per la cerimonia di incoronazione di Giorgio II e della moglie Carolina che si svolse nell’Abbazia di Westminster l’11 ottobre 1727. E questa sera, nella basilica lecchese, risuoneranno gli Inni per la incoronazione dei re (Coronation Anthems), composti da Haendel, nel Concerto di Natale offerto dall’Associazione musicale lecchese Harmonia Gentium a conclusione della stagione concertistica 2010, venticinquesima Rassegna internazionale capolavori di musica religiosa. Protagonisti la schola cantorum Cantate Domino di Aalst (Belgio) e l’orchestra giovanile Arcantico di Milano. Dirige David De Geest.
 “Zadok il sacerdote”  è indubbiamente il più importante e conosciuto dei quattro inni composti per la cerimonia. Haendel volle creare un nuovo stile per le grandi occasioni combinando le sue conoscenze sullo stile dell’oratorio barocco tedesco ad alcuni elementi inglesi. Aveva appreso lo stile tedesco nel periodo della sua formazione quando si trovava a Halle e ad Amburgo. La tradizione inglese gli era invece familiare per aver ascoltato le “Coronation Anthems” di Purcell composte per l’incoronazione di Guglielmo d’Orange e di Maria Stuarda. Haendel usa uno stile monumentale per l’epoca. Le fonti parlano di una grande orchestra anche se gli archivi di corte menzionano il pagamento di soli 57 membri dell’orchestra e di 14 cantori esterni, chiamati, questi ultimi, a rinforzare l’organico della Royal Chapel.
“Let thy hand be strengthened” è un inno breve, con alcune parti in trio e viene cantato nel momento dell’ingresso del futuro re nell’abbazia. Il testo biblico rende omaggio al re e lo rappresenta come forza dello stato, nella prima parte e come giudice supremo nella seconda parte. Haendel vuole sottolineare l’ampiezza del potere del re con motivi ascendenti e discendenti. La seconda parte, con i suoi accordi tesi e complessi, esprime l’onere della responsabilità di cui il giudice si fa carico nei casi complessi.
Nell’inno “The King shall rejoice” Haendel ottiene un risultato multiforme attraverso cambiamenti di tempo e di atmosfera. La prima parte si caratterizza per una scrittura che imita il corno e con effetti derivanti dalla tradizione del concerto grosso. Nella seconda parte si serve di un ritmo puntato che ricorda lo stile dell’ouverture alla francese. La terza parte alterna ritmi binari e ternari, mentre l’ultima parte è costruita su un fugato che richiama gli stili tedeschi o italiani.
“My heart is inditing” si colloca in modo particolare tra i quattro inni poiché assume un ruolo unico nella cerimonia. Questi brani che sono stati scritti per l’incoronazione della “Queen Consort”, rendono omaggio alla regina in quanto moglie e sostegno del re. Il finale, esultante, celebra la coppia reale unita in una comune tensione verso il popolo.
Eseguiti i “Coronation Anthems” di Haendel, il concerto assumerà il carattere natalizio annunciato nel titolo con l’esecuzione del “Laudate Dominum” dai “Vesperale Solennes de Confessore” di Wolfgang Amadeus Mozart e del “Tollite hostias”, coro finale dell’oratorio di Natale di Camille Saint-Saens. Completerà il concerto l’esecuzione di quattro dei più celebri canti tradizionali natalizi: Stille Nacht, Joy to the world, Les anges dans nos campagnes e Adeste fideles.
Appuntamento nella Basilica di San Nicolò in Lecco alle ore 21. Ingresso libero.