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20110121

A Lecco gli impressionisti nella pittura e nella musica


L’Associazione Amici delle scuole “Pietro Scola”, “Massimiliano Kolbe” e “Gicomo Leopardi” propone, venerdì 21 alle ore 21 nella sede delle tre scuole in via Mazzucconi 67 nel quartiere lecchese di Rancio, un nuovo appuntamento della serie “Immagini da ascoltare e suoni da guardare. Introduzione alla musica e all’arte”. La serata con la formula del cafè concerto – protagonisti Antonio Scaioli direttore dell’Accademia Corale di Lecco e Laura Polo D’Ambrosio docente al Liceo classico “Manzoni” di Lecco – sarà dedicata al tema “Gli impressionisti nella pittura e nella musica”.di Angelo Sala 

Se è  facile, quando si parla di impressionismo – il movimento artistico nato in Francia nella seconda metà dell’Ottocento e il cui nome deriva dal titolo del dipinto del pittore Claude Monet “Impression, soleil levant” (Impressione, levar del sole) – evocare una serie di pittori, cominciando dal già citato Monet e continuando con Edgar Degas, Alfred Sisley, Pierre-Auguste Renoir, Paul Cézanne, Camille Pissarro, Felix Bracquemond, Jean-Baptiste Guillaumin, Edouard Manet e, unica donna, Berthe Morisot, gli inglesi Richard Parker Bonington e William Turner, il tedesco Maxime Liebermann, il danese Peter Severin Krojer, lo svedese Anders Zorn, l'olandese Vincent Van Gogh tra i massimi pittori del suo tempo, meno noto è il fatto che una compiuta trasposizione dei modi e delle teorie impressionistiche si ebbe anche nella musica. L'impressionismo musicale è quella caratteristica concezione estetica e morale dell’arte occidentale e, in primo luogo, francese, che si libera verso la metà dell'Ottocento dal dogmatismo, ricercando una libertà formale che la scuola accusa di genericità ed inconsistenza. In questo ardente desiderio di "liberare" la forma individuale, il primo atto è quello di rinnegare, abbandonandole, le "forme" musicali tradizionali quali la sonata e la sinfonia e di escludere rigorosamente quei procedimenti compositivi che ad esse hanno dato netta configurazioni, quali l'impostazione tematica, gli sviluppi, le simmetrie architettoniche, eccetera. I maggiori esponenti di questo movimento nella musica furono Claude Debussy (1862-1918), Maurice Ravel (1875-1937), Paul Dukas (1865-1935), Alexander Scriabin (1872-1915), Frederick Delius (1863-1937) e molti altri minori d'ogni paese, compresa l’Italia dove troviamo fra i suoi rappresentanti l’eclettico Ottorino Respighi (1879-1936).
A raccontare tutto questo, con suoni e immagini, saranno, come accennato, Antonio Scaioli e Laura Polo D’Ambrosio. Il primo, nato a Lecco nel 1966, si è diplomato in pianoforte, musica corale e direzione di coro, composizione al Conservatorio di Milano. Ha svolto attività concertistica come pianista in varie formazioni cameristiche. Ha all’attivo diverse elaborazioni e armonizzazioni corali di musica popolare e sacra per coro maschile, femminile e a voci dispari, a cappella e con strumenti. Dal 1993 al 1997 ha svolto attività di insegnamento di composizione, esercitazioni corali, teoria e solfeggio al civico istituto musicale “Giuseppe Zelioli” di Lecco, di cui, dal 1995 al 1997 è stato anche direttore artistico. Ha iniziato l’attività di direttore di coro con il Coro Grigna di Lecco. Dal 1990 al 1996 ha diretto il Coro Città di Milano, dal 1998 al 2005 il Complesso Vocale Syntagma sempre della stessa città. Dal 1993 a tutt’oggi è direttore dell' Accademia Corale di Lecco. Dal 2008 dirige anche i “Cantori della Basilica di Lecco”. Laura Polo D’Ambrosio si è laureata nel 1986 in storia dell’arte all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. È autrice e ha collaborato alla realizzazione di testi scolastici per la storia dell’arte, disciplina che insegna al liceo classico “Manzoni” di Lecco, città dove vive.