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“È successo un quarantotto!” celebra l’Unità d’Italia


In scena lo spettacolo di Massimiliano Paganini sulle Cinque Giornate di Milano. Il 26 febbraio: Busto Arsizio (Va); 12 marzo: Solbiate Olona (Va); 19 e 20 marzo: Castellanza (Va); 12 maggio: Busto Arsizio (Va)   

In occasione dei festeggiamenti dei 150 anni dell’Unità d’Italia, la Compagnia teatrale “Entrata di Sicurezza” di Castellanza porta in scena lo spettacolo teatrale di Massimiliano Paganini È successo un quarantotto! ovvero Le Cinque Giornate di Milano.


L’1 gennaio 1848 il professor Giovanni Cantoni invita i milanesi ad attuare uno sciopero del fumo per colpire il monopolio austriaco del tabacco. Nei giorni successivi i soldati austriaci ubriachi girano per Milano fumando ostentatamente e attirando gli insulti e l’ilarità dei milanesi. La reazione austriaca è violenta e sfocia in una repressione sanguinosa. Intorno alla metà di marzo i giovani viennesi (soprattutto gli universitari) insorgono per chiedere maggiori libertà, costringendo alle dimissioni il potente cancelliere Metternich. La notizia giunge a Milano il 17 marzo; due giorni dopo una folla guidata dal podestà Casati si dirige verso il Palazzo del Governo, dove Enrico Cernuschi costringe il vice-governatore O’Donnel a firmare tre decreti in favore dei milanesi. Dopo l’arresto di O’Donnel il Feldmaresciallo Radetzky dichiara lo stato di assedio e minaccia di bombardare la città con duecento cannoni. Iniziano così le Cinque Giornate di Milano (l’episodio più importante della Prima Guerra di Indipendenza), che divengono fin dal primo momento un’insurrezione di popolo e che si concluderanno con la fuga degli austriaci dalla città meneghina.
Il testo rappresentato è  ambientato nella casa del professor Cantoni, dove i fatti storici si fondono con la finzione romanzata, a costituire una commedia brillante e divertente come nella tradizione di “Entrata di Sicurezza”. Lo spettacolo vuole essere un tributo a Milano e ai milanesi che in quelle cinque memorabili giornate insorsero a rischio della vita per innalzare in ogni casa, in ogni via, su ogni palazzo, il tricolore al grido di “Viva l’Italia!”.
«La storia narrata è un misto di realtà e finzione - spiega Paganini -. Personalità storiche presenti indirettamente sono Carlo Cattaneo, Radetzky, Carlo Alberto, Ferdinando I, Metternich e il Manzoni. Altre sono tra i protagonisti dello spettacolo: Giovanni Cantoni, Enrico Cernuschi, Luigi Torelli, Luciano Manara, il maggiore Ettinghausen... Discorso a parte va fatto per la contessa Confalonieri, defunta nel 1830: ne abbiamo allungato la vita per omaggiarne la figura. Sono invece inventati di sana pianta altri personaggi, nonché i dialoghi rappresentati, anche se, in seguito alla ricerca bibliografica e al colloquio con alcuni storici, ritengo di aver colto lo spirito di fondo delle Cinque Giornate».