“Pensare
secondo il mondo è mettere da parte Dio, non accettare il suo progetto di
amore, quasi impedirgli di compiere il suo sapiente volere”. Papa Benedetto XVI
lo ha sottolineato questa domenica, affacciandosi a mezzogiorno al balcone del
Cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo per recitare
l'Angelus con i fedeli e i pellegrini che erano giunti per l'occasione.
Per
il suo intervento, il Pontefice ha tratto spunto dal Vangelo del giorno, in cui
Gesù spiega ai suoi discepoli che dovrà “andare a Gerusalemme e soffrire molto
da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso
e risorgere il terzo giorno” (Mt 16,21). “Tutto sembra capovolgersi nel cuore
dei discepoli!”, ha esclamato. “Com’è possibile che 'il Cristo, il Figlio del
Dio vivente', possa patire fino alla morte? L’apostolo Pietro si ribella, non
accetta questa strada, prende la parola e dice al Maestro: 'Dio non voglia,
Signore; questo non ti accadrà mai'”.
Per
il Papa, “appare evidente la divergenza tra il disegno d’amore del Padre, che
giunge fino al dono del Figlio Unigenito sulla croce per salvare l’umanità, e
le attese, i desideri, i progetti dei discepoli”. Questo contrasto, ha
sottolineato, “si ripete anche oggi: quando la realizzazione della propria vita
è orientata solamente al successo sociale, al benessere fisico ed economico,
non si ragiona più secondo Dio, ma secondo gli uomini”: Come ai discepoli, ha
proseguito il Vescovo di Roma, “così anche a noi Gesù rivolge l’invito: 'Se
qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi
segua'”.
Il
cristiano, ha aggiunto, “segue il Signore quando accetta con amore la propria
croce, che agli occhi del mondo appare una sconfitta e una 'perdita della
vita', sapendo di non portarla da solo, ma con Gesù, condividendo il suo stesso
cammino di donazione”. “Accettando volontariamente la morte, Gesù porta la
croce di tutti gli uomini e diventa fonte di salvezza per tutta l’umanità”. Come
ha scritto San Cirillo di Gerusalemme, “La croce vittoriosa ha illuminato chi
era accecato dall’ignoranza, ha liberato chi era prigioniero del peccato, ha
portato la redenzione all’intera umanità”.
Il
Pontefice ha quindi chiesto di affidare tutte le preghiere “alla Vergine Maria
e a Sant’Agostino, di cui oggi ricorre la memoria, perché ciascuno di noi
sappia seguire il Signore sulla strada della croce e si lasci trasformare dalla
grazia divina, rinnovando il modo di pensare 'per poter discernere la volontà
di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto'”.
