Per il PGT di Lecco in questi mesi è stato realizzato un grande lavoro: di analisi, di confronto, di traduzione normativa e grafica delle indicazioni che via via si sono andate formando. Lo sforzo compiuto dagli uffici che l’hanno preparato è stato senza dubbio grande. Il progetto del PGT di Lecco non è però ancora stato presentato per la sua discussione finale, cioè quella che dovrà portare alla sua adozione e che dovrà ri-coinvolgere, come è stato fatto all’inizio di questo percorso per la stesura delle linee guida poi votate dal Consiglio Comunale, le associazioni, le categorie economiche e i rioni della città.
di Giuseppe Conti Architetto
Lo sforzo che ora bisogna fare è rendere lo strumento tecnico, cioè tutto quel complesso di materiale tecnico che si è prodotto, tavole, disegni e procedure, aderente e compatibile con il mandato che il Consiglio Comunale, nel luglio 2010, ha affidato alla struttura tecnica e che si articolava su alcune indicazioni ben precise:
- non bisogna consumare nuovo territorio e difendere i valori territoriali e paesaggistici anche con l’introduzione di nuovi strumenti (perequazione, compensazione ed incentivazione, che ora la legge prevede)
- non bisogna prevedere, a differenza del PRG oggi in vigore, indici molto elevati;
- è necessario ancorare le scelte ad una politica di individuazione di servizi per la città che diano risposte ai bisogni primari dei cittadini e all’aspirazione ad una qualità dell’organizzazione urbana più vicina di adesso ai parametri europei;
- bisogna prevedere procedure snelle, certe e eque; norme semplici e precise ma non tiranniche o astruse;
- bisogna premiare la qualità, l’innovazione, la riqualificazione;
- la città non deve diventare un museo ma deve essere possibile operare in essa; quindi niente ingessature e capacità di governo della trasformazione;
- è necessario ridare spazio e respiro alla città produttiva.
E’ questa la parte del lavoro che mi sembra deve ancora essere svolta appieno, cioè verificare se la parte tecnica supporta il progetto che gli amministratori e la città hanno in mente e di cui si sono fatti portatori.
Ecco, la fase attuale del PGT deve uscire dalle dispute specialistiche per ridare fiato alla politica ed ai cittadini.
Sarebbe importante, ad esempio, mettere in campo ora quell’urban center che si aveva in animo di aprire, per avvicinare la città intera alla tematica della sua trasformazione.
E sarebbe di grande aiuto, a mio parere, ricostruire a breve quei tavoli, delle categorie economiche e sociali, che hanno il polso dell’economia, della situazione sociale, delle esigenze del tessuto cittadino.
Per il PGT di Lecco è venuto il momento di riemergere dagli uffici, provare a camminare per la città e vedere di dipanare i nodi con chi dovrà attuarlo.
Il PGT non è un esercizio tecnico o accademico, deve diventare un momento decisivo di crescita equilibrata e sostenibile: tornare alla città e ai cittadini è il modo migliore per accelerarne l’approvazione.

