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I bersaglieri lecchesi verso un “grande” 2012

FotoLariana


L’ormai imminente nuovo anno 2012 vedrà i bersaglieri lecchesi particolarmente impegnati in una serie di celebrazioni per l’85esimo di fondazione della locale sezione e per il 15esimo di rifondazione della fanfara “Guglielmo Colombo”. di Aloisio Bonfanti 

      Nelle vicende trascorse dei fanti piumati lecchesi spiccano cinque raduni regionali organizzati nell’arco di tempo che corre dal 1960 al 2000. Il primo raduno è stato, infatti, nel giugno 1960; il quinto nel giugno 2000. Confluirono in città gruppi di bersaglieri e fanfare da tutte le province di Lombardia. L’ultima edizione di ormai quasi dodici anni or sono vide un corteo che attraversò il centro cittadino per giungere in piazza Garibaldi dove, dopo i discorsi di circostanza, vi fu un concerto di fanfare, seguito dal rancio cremisi aperto a tutti i partecipanti.
      Merita di essere ricordato anche il raduno del 25 giugno 1972, che assunse le dimensioni di raduno interregionale organizzato dalla sezione presieduta da Silvio Magnani.  In quella circostanza furono particolarmente ricordati alcuni bersaglieri lecchesi reduci della prima o della seconda guerra mondiale, come Bixio Rusconi, Giovanni Battista Frigerio, Carlo Galli, Domenico Corti, Luigi Gilardi.
      Nell’albo d’onore della storia dei bersaglieri lecchesi si evidenzia la figura di Lorenzo Balicco, patriota risorgimentale, difensore della Repubblica romana. Vi è poi la medaglia d’oro Aminto Carretto, al quale è dedicata la sezione lecchese. Era alla guida del 3° bersaglieri sul fronte russo nel 1941/1942. Era lecchese, del quartiere San Giovanni, il cappellano dei bersaglieri don Edoardo Gilardi, che si distinse ripetutamente nella prima guerra mondiale, con diverse decorazioni al valor militare. Don Gilardi è stato poi il fondatore negli anni ’30 del Novecento della benemerita Casa del Cieco di Civate, ospitata in un complesso storico di ex monastero olivetano e che continua tuttora un’opera di assistenza e di accoglienza veramente meritevole, andando incontro a persone inferme e bisognose. Era pure lecchese, della contrada Lazzaretto, oggi via Leonardo da Vinci, il tenente Emilio Marella, decorato di croce di guerra al merito. E’ rimasto per sempre ad El Alamein, dove cadde nella storica battaglia del deserto nord africano. Riposa nel grande sacrario dei caduti di quella titanica battaglia, mentre una stele lo ricorda presso la tomba di famiglia nel cimitero monumentale di via Parini.
      La fanfara dei bersaglieri lecchesi è dedicata al ricordo del fante piumato Guglielmo Colombo, classe 1879. Fu il fondatore dei bersaglieri lecchesi nel 1926 e tra i promotori della lapide a Lorenzo Balicco, nel 1936, lapide che si trova lungo la via a monte della stazione ferroviaria, un tempo via Cantarelli poi dedicata a Balicco perché vi abitò nella villa Borletti negli anni del suo soggiorno lecchese. Balicco è sepolto presso la cappella centrale del Monumentale.
      La fanfara è ora guidata da Luca Losa e si è distinta negli ultimi anni per la partecipazione a raduni e caroselli internazionali in varie nazioni europee ed anche in Corea.
      Il programma definitivo delle manifestazioni 2012 sarà reso noto entro il prossimo mese di gennaio. Stanno operando in tal senso i dirigenti della sezione di Lecco, guidati dal presidente Piergiuseppe Mapelli, con i principali collaboratori Maurizio Piazza, Fabrizio Plati, Felice Malugani ed altri.
      Nella storia di ormai 85 anni dei fanti piumati lecchesi non mancano eventi singolari e curiosi. Uno riguarda il bersagliere ardito Pietro Castelli, classe 1895. Balzò agli onori della cronaca cittadina negli anni ’60. La vigilia del 4 novembre era giunto a Redipuglia per prendere parte alle celebrazioni della Vittoria, ma non trovò alloggio. Passò la notte accampato all’aperto nel Sacrario, con la mantella del 1915 ed il berretto piumato come quando stava in trincea. Castelli disse: “Sono stato vicino a tanti miei commilitoni, che in quelle tombe riposano per sempre”.