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20120616

Germana Marini a Lecco con la sua “Odissea di un vinto”


Altra perla di valore aggiunta alla già lunga e splendida collana di opere letterarie di Germana Marini, poetessa, scrittrice, saggista e giornalista, vincitrice in carriera di oltre venti premi, nata a Racconigi, in provincia di Cuneo, e attualmente residente a Vercurago (Lecco). Questa volta si tratta di un romanzo, “Odissea di un vinto”con sottotitolo “La bufera che ha investito la società, la Chiesa, la famiglia”, pubblicato da L’Autore Libri Firenze e che l’autrice ha presentato venerdì 15 giugno nella Sala Consiliare del Comune di Lecco.
di Silvano Valentini 

Sono intervenuti nel merito dell’opera il sindaco Virginio Brivio, sostituito poi, a causa di impegni pregressi, dal presidente del Consiglio comunale Alfredo Marelli, lo scrittore Giuseppe Leone,coordinatore e principale relatore della serata, lo scrittore e saggista Paolo Gulisano, l’attrice e pittrice Bianca Banfi, che ha esposto alcuni quadri ispirati al romanzo e letto alcune pagine del libro, e il maestro Renzo Zugnoni, che ha intrattenuto con brani musicali il numeroso pubblico, presenti tra gli altri, oltre a fotografi e giornalisti, il prevosto di Lecco Mons. Franco Cecchin, il direttore del “Punto Stampa” Claudio Redaelli, la gallerista Gabriella Della Bella e la pittrice Adriana Borrello.
“Odissea di un vinto” è l’ultimo atto di una trilogia di “romanzi analitici”, come li definisce nella prefazione Virginia Ranieri Sabelli, dopo quelli del 1998 “Nonostante tutto… nata” e del 2011 “Eternare l’amore”, e narra le vicende di Fabrizio Fabiani, tra nevrosi, disagi individuali e sociali, ma soprattutto familiari (tanto che a questo punto viene spontaneo chiedersi se non si annidi proprio nella famiglia il male oscuro dei nostri tempi), momenti di “accidia” masochistica, tensione inespressa verso la fede, insomma la storia di un vintouna di quelle che tanto piacciono all’autrice, anche se alla fine il piccolo Franchino rappresenta un barlume di speranza e di pur tenue ottimismo.
Un romanzo, questo, che a detta di Giuseppe Leone “dovrebbero leggere gli economisti, perché possano capire quanta sofferenza creano i vari sistemi economici, come si può vedere anche dai numerosi suicidi di questi tempi”.
Germana Marini è una donna dolce e insieme forte, all’apparenza fragile ma ben determinata, e questo le consente di conoscere a fondo l’animo della gente e di avere per tutti quella giusta dose di compassione che si deve sempre provare per ogni essere umano, che si tratti di persone reali o personaggi di pura invenzione letteraria.
E questo lei riesce a farcelo capire e, in un certo senso, a farcelo gustare con la grande arte e l’intensa passione dei suoi numerosi scritti, dalla prima raccolta di poesie del 1973 “Disincanto” a“Controdiario” del 1979, da quella del 2000 “Presso me: nessuno” alla raccolta del 2006 “Vi supplico, convertitevi!”, da “Queste superbe, celebrate sponde” del 2008 alla più recente raccolta del 2011 “il Tuo amoroso assedio”ma solo per citare qualche titolo sparso fra i tanti, dai romanzi “Simbiosi” del 1974 a quelli del 1995 “La negazione” e “Il dente del giudizio”, dal “Passo a due” del 2003 alla già citata trilogia dei “romanzi analitici” fino al saggio “Dal mio letto di dolore il Tuo nome annuncerò” del 2008.
Un vero e proprio universo di sentimenti, emozioni ed esperienze che ci confortano e ci arricchiscono lo spirito.