Mandello Lario - Un rito semplice, proprio come lui avrebbe voluto. Una cerimonia dominata dal silenzio, dalla preghiera e dai canti che hanno accompagnato la liturgia. Così Mandello Lario ha dato oggi l'estremo saluto al professor Riccardo Zelioli, stimato imprenditore e uomo di cultura, scomparso martedì alla soglia dei 101 anni.
di Claudio Bottagisi
Il rito funebre è stato celebrato nella chiesa di Somana, dove non tutti hanno potuto trovare posto. All'altare soltanto il parroco don Massimo Rossi, perché così voleva Zelioli, che proprio a quella piccola e tanto dinamica parrocchia aveva dato moltissimo, sostenendo tra l'altro in modo tangibile anche l'asilo della frazione. Davanti all'altare la bara del professore, semplice a sua volta, coperta da un cuscino di fiori bianchi, come bianchi erano gli addobbi floreali della chiesa e le orchidee collocate davanti al feretro dalla sezione mandellese della Lega navale, di cui proprio Zelioli era stato tra i fondatori.
In chiesa vi erano poi i gonfaloni del Comune di Mandello e del Comune di Lierna e i labari del Soccorso degli Alpini, del Corpo musicale mandellese, del Cai Grigne e della Polisportiva, soltanto alcune delle associazioni che lui, grande quanto discreto mecenate, aveva sostenuto.
"Devo essergli riconoscente in prima persona - ha detto il parroco all'inizio della cerimonia - ma a lui devono essere riconoscenti l'intera comunità e la società civile". Poi la prima lettura, tratta dal libro di Giobbe, e il Vangelo di Matteo, quindi l'omelìa, semplice ma toccante, com'è nello stile di don Massimo. "Anni fa il professor Zelioli era venuto da me - ha affermato - e aveva disposto per lui un funerale serio e sobrio perché la morte, mi aveva detto, è qualcosa di troppo importante per essere sovrastata dalle parole". "Ma l'abbraccio a Riccardo - ha aggiunto il sacerdote - è in questo momento piena realtà".
La corale di Somana ha quindi ben eseguito il Salmo 41 "Come una cerva" incluso nella Passione composta da Giuseppe Zelioli, padre del compianto professore, nel 1921. Poi la benedizione del feretro, il segno della croce e l'ultimo viaggio dalla chiesa al camposanto di Somana, dove la salma di Zelioli è stata tumulata nella cappella di famiglia.