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20120702

Le marce di resistenza della S.E.L. considerazioni e curiosità


Salendo per la Calolden, domenica 1 giugno (Notiziario SEL, settembre 2003), e immaginando il tempo segreto di percorrenza, da centrare per potersi aggiudicare il Trofeo Giuseppe e Ida Pozzi, venivano alla mente certi programmi di "Marce di Resistenza in Montagna" che la S.E.L., sin dalle sue origini, proponeva ai soci e alle società consorelle.
di Ambrogio Bonfanti 

Prima però di organizzare una manifestazione in proprio, i soci della SEL, guidati dal suo Presidente Battista Turba, si erano fatti le ossa partecipando alla Marcia di Resistenza in Montagna, promossa dalla Società Escursionisti Milanesi il 23-24 luglio 1899. Da Milano, partenza ad ore 18, a Morbegno in treno, poi a piedi, salita ad Albaredo, Bocchetta di Trona, Bocchetta di Varrone, Lago delle Trote, Biandino, Introbio, e, rigorosamente a piedi lungo la provinciale, a Lecco. E' il "Corriere" che per la penna del suo inviato Gustavo Macchi, scrive: "IL dottor Carlo Porta (nipote del famoso poeta milanese) si esprime; c'è veramente da essere soddisfatti della tempra di questi giovani-che vanno dai dieciotto ai quarant'anni - e della loro resistenza morale e materiale."  La conclusione a sera del giorno dopo dove, è ancora il Corriere che scrive: "All'Albergo dell'Arpa tutte le categorie si ritrovarono a festeggiare gli Escursionisti Lecchesi i quali avevano vinto strenuamente la bandiera de La Bicicletta, essendo arrivati in 35 su 37 iscritti. (103 i partecipanti) ". E ancora:
" Il buon Turba, anima degli Escursionisti Lecchesi, raggiava di gioia nonostante l'ora tarda. E vi furono coloro i quali, in cerca di birra e di….altre cose, protrassero la festa fino a mezzanotte".

Il 26 luglio 1899, ancora un trafiletto del Corriere: "SPORT. Marcia di Resistenza in Montagna. La Marcia di 24 ore di resistenza in Montagna, indetta dalla Società Escursionisti Milanesi, ebbe ottimo esito, a dispetto di un temporale che colse gli alpinisti. Questi passarono il numero di cento. Sei fra questi dovettero fermarsi per indisposizione e stanchezza, e tutti gli altri compirono il percorso delle tre categorie. Questa quinta prova della Società Escursionisti Milanesi può contarsi come un nuovo trionfo. La bandiera del giornale La Bicicletta, per la società che avesse portato il maggior numero di soci alla meta di Lecco, fu vinta dalla Società Escursionisti Lecchesi. Sopra 37 iscritti di questa Società, 35 arrivarono colla prima categoria di 24 ore".
Un bell'esordio per la SEL, che era nata appena sei mesi prima (1 febbraio).
Nel 1901, la Società ancora lattante, e ancora sconosciuto il termine "trekking", mutuato un secolo dopo dal vocabolario anglosassone, la prima Marcia di Regolarità viene programmata per i giorni 21 e 22 settembre: Morbegno, Cà San Marco, San Pellegrino, Bergamo. Venti ore secche.
A Morbegno in treno, poi sino a San Pellegrino in Val Brembana a piedi, quindi in autobus a Bergamo e a Lecco in treno. Una ventina, i partecipanti, tutti partiti e arrivati.
Più dettagliate notizie le dà l'archivio circa la 2^ Marcia di Resistenza in Montagna. Si svolge il 7 e l'8 settembre 1902, e il ricco pieghevole, stampato dalla Tipografia Fratelli Grassi, caratteri e fregi puro Liberty, ci comunica, a mezzo lettera datata 19 agosto, firmata La Commissione, che: ".......dopo maturata riflessione, fra uomini pratici delle nostre pittoresche Prealpi, si è addivenuti alla scelta di un itinerario splendido. In codesta marcia-prosegue la lettera-tutto ciò che vi è di bello e di orrido sublime nelle nostre regioni, si manifesta man mano all'occhio confuso, estatico dell'alpinista. Non fumajoli testimoni del Genio dell'uomo, non sontuosi palazzi: nulla di Fatto, tutto di Creato".
Ed ecco ancora, si badi bene, sono cose scritte più di cento anni fa, ma di grandissima attualità: "...qui, l'aria non è inquinata dalle metifiche esalazioni della città e, diremmo quasi, quintessenziata nella purezza dell'ossigeno, è aspirata a pieni polmoni dai bravi alpinisti che traggono novello vigore, che si sentono felici, quasi purificati!
E per finire, un'esortazione: " Venite con noi, se volete riprovare l'intima soddisfazione di sentirvi uomini robusti, se volete cimentare i vostri muscoli e......le vostre mascelle; noi vi promettiamo un'ottima digestione senza il concorso di bibite corroboranti!  Venite con noi se non siete fiacchi di spirito e di corpo!".
Ed ecco il programma della gitarella: Dubino, Verceia, Capanna Volta, Pizzo Ligoncio, Val Codera, Novate Mezzola. Partenza da Lecco, il 7 settembre, in treno ad ore 19,43. S’inizia a camminare alle 22. Alle ore 5,30 del giorno 8 settembre, arrivo alla Capanna Volta, mt.2300, in Valle dei Ratti. 1° controllo e fermata di un'ora. La vetta del Pizzo Ligoncio, mt. 3032, sarà raggiunta alle 8,30. Sarà effettuato il 2° controllo e si riposerà per un'ora. La discesa per il Passo Ligoncio, Alpe Arnasca, Bresciadega, porterà i marciatori (42) a Codera, poi a Novate Mezzola, dove, dopo il 3° controllo, ci s’imbarcherà sul treno per raggiungere Lecco alle 21,05. A tutti medaglia e diploma; accompagnatore la Guida del C.A.I. Oregioni Battista.
Vengono due considerazioni: 1°. Centodieci anni or sono si parlava già di "inquinamento" cittadino; non c'erano ancora le automobili (a Lecco solo due), ma carrozze, cavalli, asini e muli. 2°. Non si fa cenno alla donna. Tutto il programma parla una sola lingua prettamente al maschile.
I vari Trofei, Kima, Vidini, Scaccabaroizzi, Ferrari, che dovevano ancora nascere, ora sono anche appannaggio delle donne.
Pensiamo solo modestamente al Trofeo Pozzi del 1° giugno del 2003, ai primi tre posti, troviamo tre nomi femminili: Paola, Angela, Elisabetta. Allora si sono invertite le parti, che il sesso così detto forte sia divenuto il più debole? E' di appena dello scorso giugno, 2012, la vittoria della lecchese Giovanna Cavalli al "Resegup". Da Lecco, piazza Cermenati alla vetta del Resegone e ritorno, in poco più di tre ore!!!
Anche nel 1903, la Terza Marcia di Resistenza in Montagna, non scherza: " Da Lecco ad Introbbio, proseguimento per la splendida Valle della Troggia, a Biandino, indi per bellissimo sentiero a Camisolo (il rifugio Grassi non c'era ancora). Qui si potranno visitare le miniere di galena argentifera della The Camisolo Mine Limited, e la ferrovia aerea pel trasporto del minerale da Camisolo ad Introbbio. Proseguendo per il Passo del Toro si scenderà ai Piani di Bobbio, visitando la località ove presto sorgerà la Capanna Lecco. Dopo un po' di sosta si passerà per la Bocchetta di Pesciola ed un piccolo sentiero porterà alla Casera dei Campelli, indi ad Artavazzo (!) e Maesimo, si giungerà alla Colmine di San Pietro: discendendo poi nella Valle della Remola si risalirà alla Forcella d'Olino e, per la Val Boazzo e Ballabio, si ritornerà a Lecco". Tempo massimo concesso: 24 ore. Marcia libera a tutti, purchè si abbiano sedici anni d’età. I non soci pagano £.3
E così avanti negli anni sino al 14, 15, 16 agosto 1914. La S.E.L. compie i quindici anni e, per celebrare l'avvenimento, è indetta una “Grande Escursione attraverso i Ghiacciai del Bernina”.
Posti limitati a 50, presidente del Comitato Organizzatore, l'ingegner Pietro A. Fiocchi. Dalla Val Malenco a St. Moritz, con pernottamenti a Lanzada e alla Capanna Marinelli. Tra le raccomandazioni d’equipaggiamento indispensabile, "..... scarpe con robusta chiodatura, bastone ferrato o piccozza, fasce per la neve e lanterna con due candele”. Quota di partecipazione, £.30,50 comprendente: viaggio in treno da Lecco a Sondrio e da St.Moritz a Lecco in treno speciale, pernottamenti e pasti, rifornimenti (piccola merenda e spuntino), medaglia e diploma. I non soci pagano £. 2,50 in più, a meno si associno entro il 10 agosto.
Tutto organizzato meticolosamente alla perfezione. Anche gli Antenati, come ora il Pippo Cattaneo, vicepresidente e programmatore delle gite SEL, sapevano fare le cose per bene!
Poi arriva la Prima Guerra mondiale, si va al fronte, si muore, si ritorna. Nell'intervallo fra le due guerre si organizzano ancora raduni e marce.
Nel 1945, la S.E.L. risorge. Nel 1949, propone, per i suoi primi cinquant'anni la Marcia di Resistenza “4 rifugi”, alla quale anche chi scrive, appena novello ragioniere, ha la fortuna di partecipare. Il percorso è quello, grosso modo, ma a ritroso, già effettuato nel lontano 1903, anche se Introbbio, nel frattempo ha perso una b.
Centoventisette i partecipanti, partiti da Piazza Sassi, la sera, ore 18, del 30 luglio. Centoventitrè che arrivano, a mezzogiorno del 31, al rifugio Alberto Grassi (poi scenderanno, a piedi, ad Introbio). Ricevono la medaglia e il Brevetto di “Ottimo Marciatore”, firmato dal Presidente cav.Arnaldo Sassi e dal Direttore di Marcia, Giovanni Rocca. L'indimenticabile don Giuseppe Tagliabue, fresco di ordinazione sacerdotale, sale al Grassi a celebrare la Messa e a ricevere i suoi ragazzi dell'ESA che, in ventitre felicemente arrivati, conquistano il 1° Premio.
Dal notiziario (ottobre-dicembre 1949), l'avvocato Bruno Furlani ci comunica che il più giovane partecipante è stato il quindicenne Dino Corti, il più anziano, il Maggiore degli Alpini Antonio Greppi, e unica donna, Rosina Panzeri del C.A.I. Olginate.
La Coppa "Quattro Rifugi" va all’Escursionisti Stella Alpina dell'Oratorio San Luigi di Lecco. La S.E.L. ha partecipato alla marcia, fuori concorso, ma con i migliori fra i suoi elementi, per anzianità ed esperienza alpinistica.
Il 7 giugno 1959, la Società ha appena compiuto sessant'anni ed ecco la “ Marcia del 60°”. Il percorso questa volta, è diviso a metà in due itinerari. I gruppi, da Versasio per il Resegone e la Culmine di San Pietro, o da Introbio passando da Camisolo e Bobbio, convergeranno su Artavaggio al rifugio Nino Castelli. Il Presidente della S.E.L. che convalida il Brevetto di “Ottimo Marciatore, è ancora il cav. Arnaldo Sassi, mentre il Direttore di Marcia è Carlo Villa, futuro Presidente.
Sarà Carlo Villa, da Presidente, che inventerà, qualche anno dopo l’" Andiamo in Calolden".
Oggi, anno 2012, vive sempre l'augurio con il quale veniva presentata la Grande Escursione dell'agosto 1914.
" Sventoliamo il nostro vessillo che sa le carezze dei venti delle Prealpi Lombarde. Plaudiamo al passato, preparandoci per l'avvenire del nostro Sodalizio, che da queste escursioni deve trarre gli auspici più lieti".