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20120710

SAGRA 2012 una valle in vetrina

Veduta aerea della Sagra - Foto Locatelli Kreo Photographic - Lecco

Barzio (Lecco) - Puntuale come le stagioni, e sicuramente meno imprevedibile delle condizioni meteo a cui ci stiamo abituando, riecco apparire all’orizzonte la Sagra delle Sagre. 
Certo, metà agosto è ancora avanti, ma l’11 non è così troppo lontano e presto alla Fornace inizieranno i lavori, comparirà il caro vecchio scheletro di tubolari, poi le tettoie, le pareti colorate di bianco e rosso che terranno compagnia alla Valle per qualche settimana sino a quando, dopo la chiusura del 19 agosto, la 47.ma edizione sarà archiviata.
di Riccardo Benedetti 

Già, 47 edizioni: una vita, una storia, per certi versi una leggenda. A volte sopportata, a volte vituperata, spesso criticata, quasi mai santificata tranne dagli espositori che ne ricavano puro ossigeno per la loro attività. Da sempre, da allora, quando a Renato Corbetta venne l’idea e ai suoi amici dell’Elma non rimase che seguirlo in quello che sarebbe diventato, in pochissimi anni, l’evento più importante dell’estate lecchese.
Onore al merito, insomma, e guai a dimenticarsene. Oggi, ad esempio, il ricordo di Giulio Selva - che della Sagra fu segretario negli anni.. in bianco e nero - è sbiadito, ma basta avere la fortuna di leggere alcuni suoi articoli sulla Valsassina per rendersi conto che dalla sua penna uscivano verità ancor oggi di straordinaria attualità.
È vero, la Sagra è cambiata. In meglio o in peggio dipende dai punti di vista. È cambiato anche tutto il contorno: IPad, IPhone, Blackberry. E pensare che una volta chi organizzava faceva fatica a farsi mettere un telefono pubblico a gettoni. Meglio? Peggio? È il progresso, piaccia o non piaccia, e bisogna adeguarsi ai tempi salvaguardando taluni valori e non dimenticando le radici che, non dimentichiamolo mai, in questa terra di Valsassina sono profonde.
La Sagra è un bel pezzo di storia nostra, una storia che ne racchiude dieci, cento, mille; un crogiuolo che ogni estate fonde un popolo proveniente dai posti più impensati, gente attratta dalla gente, folla in festa e perlopiù sorridente, anche se di questi tempi c’è poco da sorridere.
Ogni anno ci si chiede se sarà un successo e ogni anno, almeno per quanto riguarda il numero di visitatori, lo è, con limiti fisiologici che qualche volta vengono anche superati.
E quest’anno sarà un banco di prova speciale. La crisi, la Grecia, la Spagna, l’Imu, Monti-Passera-Fornero, il terremoto: saprà la Sagra essere più forte di questo crepuscolo che sta durando più del dovuto e del sopportabile?
Abituata com’è a navigare tra gli scogli, la Sagra sicuramente non farà la fine della “Concordia”, oggi addormentata sui cuscini del Giglio. Ce la aspettiamo invece in piena forma a sperimentare, per la prima volta, una nuova palazzina che la renderà certamente più accogliente e pronta a regalare ai suoi visitatori (ottanta, novanta o centomila sono dettagli che non importano) un po’ di meritata serenità.
Degli espositori, degli spettacoli e delle novità parleremo sul prossimo numero. Per ora è sufficiente annotarsi le date sul calendario: sabato 11 l’apertura e domenica 19 la chiusura.  Ovviamente con i botti e con l’estrazione dei biglietti della lotteria.