"Stac atent che m'an ciula^ el rifugio" è
il primo pensiero che mi frulla in testa all'uscita della funivia e non trovo
più Artavaggio. Una fitta nebbia, una pioggerellina insistente, impediscono di
vedere al di là di un palmo di naso. Ma per fortuna la cabina ha scodellato una
nuvola di altri escursionisti, mi accodo e, dopo aver attentamente evitato, al
bivio, la traccia che scende e mi porterebbe dritto in bergamasca, intravedo
improvvisamente una ringhiera di legno adorna di leggiadre cassette traboccanti
di variopinti gerani in pieno fiore. Dietro ci sta il rifugio Sassi Castelli.
di Ambrogio Bonfanti
Con questo tempo autunnale, convinto di trovare il rifugio
vuoto, percorso il breve tratto del bellissimo e nuovo terrazzo solarium (anche
se non c'è il sole), con i nuovi funzionali tavoli, entro: "cribbio, è
più pieno di un uovo pieno". Oggi, 17 giugno 2011, è una giornata
speciale; il Sassi Castelli è riaperto ufficialmente dopo sei mesi, rimesso
completamente a nuovo, dentro ha cambiato letteralmente faccia. Con la nuova
gestione e per ferma volontà del Consiglio SEL, soprattutto del Presidente
Pierantonio Mangioni, che, supportato da volonterosi soci, esemplarmente e
tecnicamente diretti dai nostri ingegneri Paolo Frigerio e Giuse Negri e dal
gestore Danilo Aluvisetti con il figlio Massimo e la nuora Serena, è stato
fatto il miracolo.
L'incontro con i nuovi e vecchi amici, ce ne sono tanti, è
quanto mai piacevole. Poi Danilo mi requisisce: l'ingresso con il bar si
presenta bello, con la vivace tinteggiatura, la potente stufa e l'adiacente
saletta adibita al ritrovo dei bimbi. Anche la sala da pranzo sfoggia una nuova
stufa; qui il soffitto è stato abbassato e tinteggiato dando più intimità
all'ambiente. Ma il fiore all'occhiello, è rappresentato dalla cucina;
totalmente rifatta, con nuove apparecchiature, a norma con le attuali leggi
regionali. E' il regno di Massimo e della moglie Serena che, a pranzo, ci
daranno una prova concreta e assai soddisfacente della loro abilità culinaria.
Poi si sale ai piani alti: al primo le stanzette, ritinteggiate, a due letti,
al secondo quelle a quattro letti. Ogni letto è nuovo, con doghe e materassi all'ultimo
grido. Ai piani, servizi e docce con acqua calda. Anche la sala Vico Fiocchi ha
assunto un nuovo aspetto. Tutta ritinteggiata, pulita, con il ritratto del
nostro benefattore, grande sportivo, imprenditore di successo, pioniere dello
sci, che troneggia sulla parete di fondo.
La struttura, funzionante dal 2 giugno è ormai completamente
operativa: l'affluenza è sempre in crescita, i pernottamenti pure, i
frequentatori molti soddisfatti.
Terminata la visita…"pastorale", sono
arrivate le undici e mezzo, si scende al bar dove i gestori offrono un sontuoso
aperitivo con un sacco di leccornie. Qualcuno, dato che è tutto gratis, ne
approfitta per abbuffarsi e risparmiare i soldi del pranzo (A pensa maa se
fa maa ma se induina!)
Ed eccoci alla celebrazione ufficiale. Apre la cerimonia
il Presidente della SEL Pierantonio Mangioni che, dopo aver ringraziato gli
intervenuti, e chi ha lavorato, rivolge il saluto di benvenuto al Vicesindaco
di Moggio Umberto Locatelli, esprimendo la riconoscenza all'Amministrazione di
Moggio per l'aiuto dato nello sveltimento e nella concessione delle varie
pratiche burocratiche. Il Vice Sindaco a sua volta ringrazia per l'invito, si
compiace per l'efficienza del rifugio e assicura l'aiuto dell'Amministrazione
comunale per future evenienze. Con compiacimento, Locatelli ricorda, come da
ragazzo, prima dell'avvento della funivia, accompagnasse il padre che, con il
mulo portava al rifugio Castelli materiali e alimenti. (qualche volta ha
portato su anche gli sci del sottoscritto). Simpaticamente ricorda pure i
custodi che hanno preceduto gli attuali: Costante Locatelli, Enzo Dal Fior,
Franco Marconcini, Giovanni Rusconi ed Oliviero Valassi. Chiude Danilo
Aluvisetti, illustrando il lavoro fatto ed annunciando le iniziative in
programma per le prossime stagioni.
Intanto, è arrivato il momento di mettere le gambe sotto al
tavolo. In ogni buco c'è un tavolo, lo staff di cucina ha fatto acrobazie per
accontentare tutti, la soddisfazione è completa.
Nel pomeriggio, Davide Mosca con la sua chitarra, affascina
e intrattiene il numeroso e attento pubblico, fra cui anche Enrico Aldeghi,
Presidente del CAI Lecco. Non mancano calorosi applausi.
Con la pioggia battente, si raggiunge la stazione
della funivia e si scende a valle.

