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20120716

STAC ATTENT CHE M'AN CIULA^ EL RIFUGIO! Ad Artavaggio il rifugio Sassi Castelli, riaperto alla grande. E' GIA' PASSATO UN ANNO


"Stac atent che m'an ciula^ el rifugio" è il primo pensiero che mi frulla in testa all'uscita della funivia e non trovo più Artavaggio. Una fitta nebbia, una pioggerellina insistente, impediscono di vedere al di là di un palmo di naso. Ma per fortuna la cabina ha scodellato una nuvola di altri escursionisti, mi accodo e, dopo aver attentamente evitato, al bivio, la traccia che scende e mi porterebbe dritto in bergamasca, intravedo improvvisamente una ringhiera di legno adorna di leggiadre cassette traboccanti di variopinti gerani in pieno fiore. Dietro ci sta il rifugio Sassi Castelli.
di Ambrogio Bonfanti 

Con questo tempo autunnale, convinto di trovare il rifugio vuoto, percorso il breve tratto del bellissimo e nuovo terrazzo solarium (anche se non c'è il sole), con i nuovi funzionali tavoli, entro: "cribbio, è più pieno di un uovo pieno". Oggi, 17 giugno 2011, è una giornata speciale; il Sassi Castelli è riaperto ufficialmente dopo sei mesi, rimesso completamente a nuovo, dentro ha cambiato letteralmente faccia. Con la nuova gestione e per ferma volontà del Consiglio SEL, soprattutto del Presidente Pierantonio Mangioni, che, supportato da volonterosi soci, esemplarmente e tecnicamente diretti dai nostri ingegneri Paolo Frigerio e Giuse Negri e dal gestore Danilo Aluvisetti con il figlio Massimo e la nuora Serena, è stato fatto il miracolo.
L'incontro con i nuovi e vecchi amici, ce ne sono tanti, è quanto mai piacevole. Poi Danilo mi requisisce: l'ingresso con il bar si presenta bello, con la vivace tinteggiatura, la potente stufa e l'adiacente saletta adibita al ritrovo dei bimbi. Anche la sala da pranzo sfoggia una nuova stufa; qui il soffitto è stato abbassato e tinteggiato dando più intimità all'ambiente. Ma il fiore all'occhiello, è rappresentato dalla cucina; totalmente rifatta, con nuove apparecchiature, a norma con le attuali leggi regionali. E' il regno di Massimo e della moglie Serena che, a pranzo, ci daranno una prova concreta e assai soddisfacente della loro abilità culinaria. Poi si sale ai piani alti: al primo le stanzette, ritinteggiate, a due letti, al secondo quelle a quattro letti. Ogni letto è nuovo, con doghe e materassi all'ultimo grido. Ai piani, servizi e docce con acqua calda. Anche la sala Vico Fiocchi ha assunto un nuovo aspetto. Tutta ritinteggiata, pulita, con il ritratto del nostro benefattore, grande sportivo, imprenditore di successo, pioniere dello sci, che troneggia sulla parete di fondo.
La struttura, funzionante dal 2 giugno è ormai completamente operativa: l'affluenza è sempre in crescita, i pernottamenti pure, i frequentatori molti soddisfatti.

Terminata la visita…"pastorale", sono arrivate le undici e mezzo, si scende al bar dove i gestori offrono un sontuoso aperitivo con un sacco di leccornie. Qualcuno, dato che è tutto gratis, ne approfitta per abbuffarsi e risparmiare i soldi del pranzo (A pensa maa se fa maa ma se induina!)
Ed eccoci alla celebrazione ufficiale. Apre la cerimonia il Presidente della SEL Pierantonio Mangioni che, dopo aver ringraziato gli intervenuti, e chi ha lavorato, rivolge il saluto di benvenuto al Vicesindaco di Moggio Umberto Locatelli, esprimendo la riconoscenza all'Amministrazione di Moggio per l'aiuto dato nello sveltimento e nella concessione delle varie pratiche burocratiche. Il Vice Sindaco a sua volta ringrazia per l'invito, si compiace per l'efficienza del rifugio e assicura l'aiuto dell'Amministrazione comunale per future evenienze. Con compiacimento, Locatelli ricorda, come da ragazzo, prima dell'avvento della funivia, accompagnasse il padre che, con il mulo portava al rifugio Castelli materiali e alimenti. (qualche volta ha portato su anche gli sci del sottoscritto). Simpaticamente ricorda pure i custodi che hanno preceduto gli attuali: Costante Locatelli, Enzo Dal Fior, Franco Marconcini, Giovanni Rusconi ed Oliviero Valassi. Chiude Danilo Aluvisetti, illustrando il lavoro fatto ed annunciando le iniziative in programma per le prossime stagioni.
Intanto, è arrivato il momento di mettere le gambe sotto al tavolo. In ogni buco c'è un tavolo, lo staff di cucina ha fatto acrobazie per accontentare tutti, la soddisfazione è completa.
Nel pomeriggio, Davide Mosca con la sua chitarra, affascina e intrattiene il numeroso e attento pubblico, fra cui anche Enrico Aldeghi, Presidente del CAI Lecco. Non mancano calorosi applausi.
Con la pioggia battente, si raggiunge la stazione della funivia e si scende a valle.