20150110

Ai Resinelli una miniera di emozioni


di Claudio Redaelli
Poste a quasi 1.300 metri d’altitudine, nella splendida cornice del gruppo delle Grigne, le miniere dei Piani Resinelli vi aspettano in tutto il loro fascino. Si tratta di antiche miniere, sfruttate dal XVI secolo alla metà del Novecento, ed ora visitabili in tutta sicurezza, a tutte le età. Le guide accompagnano alla scoperta del duro lavoro che le ha create e dei segreti che la montagna nasconde nel suo grembo.
Una visita indimenticabile.


Lecco - Più avvincente di un libro di Jules Verne, il viaggio al centro della terra che vi aspetta ai Piani Resinelli, ai piedi della Grignetta. Un viaggio che terrà tutti, ma in particolare i bambini, anche i più coraggiosi, con il fiato sospeso. Una guida li condurrà nelle viscere di un’antica miniera, tra gallerie una volta buie e profonde ma oggi ben illuminate e percorribili in tutta sicurezza. E nella penombra è possibile vedere ancora qualche minatore, sotto le sembianze di uno gnomo, al lavoro…

Si indossa il casco di sicurezza e si parte insieme alla guida in questo viaggio avventuroso nel cuore delle miniera alla testata della Val Calolden. La discesa dalla struttura di accoglienza dura pochissimi minuti. Poi si entra nella prima galleria. La prima impressione è quella del buio. Ma non c’è da aver paura. E poi c’è la guida a spiegare che nei secoli passati, in quegli angusti cunicoli, lavorarono centinaia di uomini. L’estrazione del minerale era molto faticosa e complessa. Richiedeva tempi molto lunghi e scavi continui alla ricerca dei filoni di metallo.
Le guide che vi accompagneranno in questo meraviglioso viaggio vi spiegheranno che il minerale, nel territorio lecchese, era già usato in tempi molto antichi per la fabbricazione di armi e utensili d’uso comune. Vi diranno anche che, secondo gli archeologi, il minerale sulle montagne di Lecco si estraeva già nel secondo millennio avanti Cristo, quando da queste parti stavano popolazioni celtiche e ibero-liguri.

Una importante pagina di storia accompagna dunque questa avventura nelle viscere della montagna che prosegue a piedi, con calma. Non c’è nessuna fretta per tornare a rivedere la luce del sole, anche perché il viaggio si arricchisce di nuovi dettagli ad ogni passo. Se si riesce ad ottenere un silenzio assoluto, trattenendo anche il respiro, assicurano che si potrà udire il rumore ritmico del piccone di qualche minatore smarrito, tanti anni fa…
Sono questi, un po’ romanzati, i risultati di una scommessa lanciata dieci anni fa ai Piani Resinelli dall’allora presidente della Comunità Montana del Lario Orientale, Cesare Perego, che aveva intuito tutte le potenzialità - per un turismo culturale - di queste miniere quasi interamente conservate. Uno spettacolo in più, ai piedi della Grignetta, una montagna che abbraccia l’intera storia dell’alpinismo e continua a farlo senza soluzione di continuità, abbracciando qualche centinaio di anni di storia mineraria. Il 4 agosto di dieci anni fa, 2002, la scommessa viene lanciata. E dieci anni dopo la si rilancia. Forti anche di numeri che parlano di alcune migliaia di visitatori all’anno, soprattutto ragazzini delle scuole dell’obbligo, che poi tornano qui, alla domenica o durante le vacanze estive, portando i genitori e i fratelli, i cugini e gli zii. La ricaduta, sull’economia dei Piani Resinelli, è ormai evidente.
Cosa rende così straordinaria la miniera dei Piani Resinelli? Il fatto che non si visita un museo, bensì ci si immerge nel mondo delle miniere, toccando con mano il duro lavoro dei minatori impegnati nell’estrazione dei minerali dal sottosuolo. L’intera catena produttiva della miniera è sostanzialmente intatta. Le guide, poi, vi illustreranno l’intero processo, dall’estrazione, attraverso il problematico trasporto fino all’arricchimento del minerale, unitamente alle innovazioni tecnologiche che hanno caratterizzato soprattutto gli ultimi cento anni di attività.

Le visite guidate si effettuano in piccoli gruppi, con partenza dal centro per i visitatori aperto di fronte al parcheggio accanto al rifugio SEL. È un’escursione interessante per tutti: adulti, scolaresche e bambini. Anche perché il mondo della miniera evoca tantissime emozioni: l’entrare nelle viscere della terra, l’immergersi nel buio, l’essere rinchiusi ma anche protetti dal mondo esterno, e inoltre: la fatica del lavoro del minatore e il coraggio necessario per affrontarne i pericoli. Si ritorna all’aperto, dopo l’esauriente percorso nell’intrico delle gallerie, con la sensazione di aver fatto qualcosa di più che la consueta gita. 

La miniera si presta ad una visita fattibile da tutti (non occorre essere escursionisti) perché è un itinerario che non presenta nessuna difficoltà; si accede all’imbocco dopo un agevole sentiero nel bosco di circa 500 metri. Entrando ci si trova sottoterra dove si è pensato anche ai bambini attrezzando una kinder area dove gnomi minatori con i loro tipici attrezzi raccontano ai più piccoli, con il linguaggio delle fiabe, il mondo della miniera. Il complesso ha un ampio sviluppo di gallerie e spiazzi/caverne di dimensioni ragguardevoli che testimoniano un impianto tipico dell’epoca moderna: è uno sviluppo che permette di seguire i movimenti della vena mineralizzata (chiaramente visibile in molti tratti). Nel procedere lungo il percorso si ha modo di comprendere l’evoluzione delle tecniche nel corso del tempo, anche grazie ai vari attrezzi (martelli manuali o pneumatici, carrelli, lampade ad aria compressa, eccetera) opportunamente collocati e spiegati ai visitatori.

Parco minerario dei Piani Resinelli
Piazzale delle Miniere - Tel. 3389609824 / 0341590249 (biglietteria)
E-mail: miniere_resinelli@hotmail.it www.miniereresinelli.it

Apertura:
- da marzo a ottobre: tutte le domeniche
- luglio e agosto: sabato, domeniche e festivi tutto il giorno, altri giorni solo il pomeriggio
- da novembre a febbraio: solo su prenotazione
- per i gruppi: tutti i giorni su prenotazione

Orari: dalle 10 alle 12.30; dalle 14 alle 17 circa.