20160418

“In nome di Satana”. In un libro di Michele Cervati l’omicidio di suor Maria Laura Mainetti



(C.Bott.) - Ha per titolo In nome di Satana e il sottotitolo è Il demoniaco nell’omicidio di suor Maria Laura Mainetti. Si apre con una frase pronunciata da Papa Paolo VI durante un’udienza del 1972: “Il demonio - affermava il pontefice - è un agente oscuro e nemico. Il male non è più soltanto una deficienza ma un’efficienza, un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore. Terribile realtà, misteriosa e paurosa”.

Quello scritto da Michele Cercati, avvocato di professione con studio a Colico e a Lecco, difensore dei familiari delle religiosa uccisa a Chiavenna la sera del 6 giugno 2000, è un libro che si legge con vivo interesse perché - come scrive nella presentazione Gianfranco Avella, procuratore della Repubblica di Sondrio all’epoca dei fatti - “la narrazione scorre limpida, precisa e offre una lucida, anche se non univoca, chiave di lettura del terribile episodio”.
Il corpo senza vita di suor Maria Laura Mainetti, Superiora dell’ordine Congregazione delle figlie della Croce di Sant’Andrea, venne trovato il mattino del 7 giugno appunto dell’anno 2000 in località Poiatengo. Fin  dall’inizio delle indagini emerse che la religiosa era stata attirata con un inganno fuori dal convento in cui prestava la sua opera da una giovane con la quale aveva avuto un precedente incontro, verosimilmente già finalizzato all’omicidio, poche sere prima.
In seguito vennero individuate tre utenze cellulari in uso ad altrettante ragazze minorenni che, in giorni e orari ritenuti sospetti, avevano effettuato tra loro una serie di conversazioni telefoniche, anche con scambio di Sms.
Le indagini successive permisero di appurare con quasi assoluta certezza che una delle tre giovani era la stessa che, sotto falso nome e simulando di essere in stato interessante e bisognosa di aiuto, si era incontrata con la suora.
Convocate il 28 giugno presso la caserma dei carabinieri di Novate Mezzola e interrogate dai magistrati della Procura di Sondrio, le tre giovani ammisero le loro responsabilità quali ideatrici ed esecutrici dell’omicidio di suor Maria Laura.
“Dell’omicidio già altri si sono occupati e hanno scritto prima di me - afferma Cervati nella prefazione - ma in pochi, o forse nessuno, hanno però affrontato da vicino il movente satanico di quello stesso omicidio così come emerge dalle carte processuali, a cui ho voluto dare voce dopo che la sentenza è passata in giudicato, consentendo la pubblicazione degli atti”.
“Il percorso che mi ha condotto alla pubblicazione di questo lavoro - aggiunge l’autore del libro - è stato piuttosto sofferto e meditato. Mi ha infatti riportato alla mente le emozioni provate nell’affrontare una vicenda giudiziaria così delicata ai primi anni di professione”.
Quindi una considerazione: “Ho limitato la pubblicazione, tra la mole di carte processuali rilette e riordinate, agli atti strettamente necessari ad analizzare con più esattezza il tema e il movente satanico o approfondire aspetti della vicenda mai del tutto chiariti. Senza pretese di sorta, l’auspicio è che questa analisi possa fornire un contributo alla migliore comprensione di un fatto di cronaca unico nel suo genere e capace, ancora oggi, di sconvolgere le coscienze”.

Significativo quanto scrive Cesare Truqui, missionario ed esorcista, nell’introduzione alla pubblicazione: “Testimone sbalordito dalle confessioni delle tre ragazze, e togliendosi la veste di giurista, Cervati scende in profondità a cercare le ragioni dell’irragionevole caso da lui seguito in difesa dei parenti della Mainetti. Il libro vale la pena di essere letto. Si tratta della ricerca di luce in un caso ammantato di buio e di non senso”.