20160422

L'associazione volontari pensionati lecchesi ricorda il 25 aprile del 1945 per non dimenticare



di Gianni Riva
LECCO - Lunga e avincente la storia della Lecco che ha combattuto l'occupazione nazista e fascista dal 8 settembre 43 al 25 aprile 45, A pochi giorni dal ricordo del 71mo anniversario della Liberazione l'associazione volontari pensionati lecchesi ha voluto ricordare quel lontano periodo dove i lecchesi si sono battuti anche con morti per far tornare la libertà. Nel 1976 Lecco ebbe la medaglia d'argento da parte dell'amato Sandro Pertini Al circolo anziani Il Giglio Piera Riva ha raccontato luoghi e vicende della Resistenza. Una platea di anziani,allora con pochi anni della loro vita, ha ricordato quel triste periodo. "Io incontro giovani studenti per far memoria di quel tempo - ha detto Piera Riva - incontrando voi per me è un arrichimento perchè avete conosciuto luoghi dove si è scritta la storia. Luoghi che nonostante l'urbanizzazione moderna ci sono ancora come per esempio la Caserma Sirtori". Il racconto della Riva è iniziato dal 9 settembre del 43 quando due personaggi, entrati nella storia, come Gaetano Invernizzi e Vera Ciceri in un discorso dissero agli abitanti invitandoli alla ribellione e alla lotta, Dopo pochi giorni i Tedeschi s'insediarono alla caserma Sirtori (ora diventata Questura di Lecco)  Poi al Pizzo  Erna,  il primo scontro nel Nord Italia,con molte perdite tra i partigiani; pochi riiscirono a sganciarsi dal nemico verso Morterone. Nel novembre 1943 nasceva  il C.L.N lecchese con rappresentanti di tutte le forze politiche, che cooperava coi partigiani.

 A Lecco si distribuitono giornali clandestini come “Guerriglia” e “Il ribelle”; alcuni numeri di quest’ultimo furono stampati proprio a Lecco in via Mascari 21, da Teresio Olivelli.Nelle fabbriche di Lecco (Bonaiti, Fiocchi, Badoni, File, Arlenico, Caleotto), controllate dai Tedeschi che minacciavano gli operai  di deportarli in Germania, Il 7-3-’44 ci furono degli scioperi bianchi (dei 24 deportati in Germania solo 8 torneranno dai campi come Pino Galbani che da testimone ha il compito e impegno nel raccontarlo ai giovani studenti, Ma nel racconto di Piera Riva anche il ricordo dell'odio dei fascisti e tedescgi dell'arma dei caarabinieri. Per loro trasloco a Rancio nella scuola ora  abbattuta per far posto a residenze. ALLA conclusione dell'incontro sono state distribuite delle mappe dei luoghi stampate dall'Anpi.