20160420

METALMECCANICI

Un tema sentito nelle nostre province, dove è alta la concentrazione delle imprese del settore

Tocca molto da vicino le province di Lecco e di Sondrio dove, come noto, è elevata la concentrazione di imprese del settore, la trattativa per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale dei Metalmeccanici in atto in questo periodo e condotta fra gli altri da Federmeccanica.

La trattativa si inserisce in un quadro dove il settore deve fare i conti con un calo - registrato dal 2007 ad oggi - del 30% della produzione industriale a livello nazionale, con conseguente perdita di aziende e di posti di lavoro. Uno scenario determinato dalla crisi che non ha lasciato immune il nostro territorio che, comunque, ha saputo resistere meglio di altri anche grazie ad una alta qualità delle competenze ed alla sua propensione all’export.
“La proposta di Federmeccanica tiene ovviamente conto di questo contesto e parte dalla consapevolezza di come sia necessario un cambiamento sostanziale anche nelle Relazioni Industriali - commenta il Presidente dei metalmeccanici di Lecco di Confindustria Lecco e Sondrio, Lorenzo Riva. Questo a partire da un principio semplice: distribuire la ricchezza se è stata prodotta, dove è stata prodotta e dopo che è stata prodotta. Il nuovo modello è una proposta organica, che punta ad investire sulle persone per garantire il futuro loro e delle imprese”.
“Noi per primi saremmo contenti di aumentare le retribuzioni – sottolinea il Presidente dei metalmeccanici di Sondrio di Confindustria Lecco e Sondrio, Paolo Mainetti. Vogliamo farlo però in una maniera “sana” e cioè attraverso la condivisione dei risultati raggiunti, in una logica di partecipazione, che significa responsabilizzazione, condivisione di obiettivi e risultati. Gli incrementi salariali devono, insomma, tenere conto delle differenti condizioni di aziende e persone”.
Nello spirito di Federmeccanica, il Contratto Nazionale deve avere una funzione innanzitutto di garanzia: “il nostro obiettivo – evidenzia Lorenzo Riva - è quello di difendere le imprese e tutelare, al contempo, il potere di acquisto delle persone utilizzando gli strumenti previsti dalla legislazione che consentono di abbattere il cuneo fiscale. La proposta punta a garantire che tutti i lavoratori abbiano un salario adeguato all’andamento del costo della vita, incrementando quindi tutte le retribuzioni individuali inferiori ai minimi di garanzia che verranno aggiornati ogni anno”.
“Quello che proponiamo è un modello che tuteli le imprese che si trovano, quando non producono profitto, nella impossibilità di aumentare le retribuzioni - continua Paolo Mainetti - pur consentendo ai lavoratori di ricevere aumenti salariali reali più elevati rispetto alla tassazione ordinaria degli incrementi contrattuali, grazie alla tassazione
agevolata dei premi di risultato e del welfare. Inoltre si punta ad offrire ai dipendenti, attraverso il fondo mètaSalute, una ulteriore tutela di grande valore: una copertura sanitaria a totale carico delle aziende ed estesa anche ai familiari. La nuova proposta di Contratto pensa sia alla salute, con l’assistenza integrativa ma anche con un potenziamento della previdenza complementare, sia alla formazione, riconoscendo a tutti i lavoratori il diritto ad un monte ore di formazione su base triennale”.