20160516

Parco delle Grigne, un patrimonio naturale unico al Mondo


di Cesare Perego
“Parco delle Grigne”  si dia avvio all’ampliamento e completamento con l’inserimento delle aree  montane dei Comuni di Lierna, Mandello, Abbadia, Ballabio, Lecco (aree Coltignone, San Martino, Val Calolden), ponendo così, l’area dei Piani Resinelli al centro di una nuova progettualità, complementare all’area Parco già operativa a Settentrione, gestita dalla Comunità Montana della Valsassina; si colga l’occasione della discussione  aperta per  la costituzione dell’Area Vasta in sostituzione della Provincia, aprendo così un nuovo percorso di razionalizzazione e valorizzazione.



In questi ultimi anni l’ambiente suscita  un interesse sempre crescente, tema sempre più sentito.
L’aumento del tempo libero, i maggiori livelli di scolarizzazione, la discussione su cosa e come produrre hanno contribuito a far maturare una più diffusa coscienza  dell’ambiente in cui si vive e della necessità di una sua salvaguardia e valorizzazione senza che ciò significhi un impossibile ritorno ad un passato senza macchine; ma intese viceversa come un diverso rapporto tra società industriale avanzata ed un ambiente modificato che esige nuove forme di rispetto, pena il suo rapido decadimento che metterebbe in crisi anche i livelli di crescita economica sin qui raggiunti.
            Proprio in questi ultimi anni, l’Europa ha individuato con la collaborazione dei paesi interessati numerose zone da sottoporre in qualche modo a forme ben articolate di protezione: da quelle in cui lo scopo prevalente fosse la salvaguardia del patrimonio genetico naturale, a quelle dove la tutela ambientale fosse compatibile con la presenza dell’uomo, fino all’individuazione di aree nelle quali possano essere previste funzioni economiche, sociali e ricreative, nell’ambito di particolari paesaggi naturali protetti.

            Le aree individuate sono state, prevalentemente, quelle dove erano presenti eccezionali ed unici elementi scientifici e biologici la cui protezione fosse indispensabile per salvaguardare l’evoluzione e la riproduzione di particolari specie o il mantenimento di determinati ecosistemi.
            In molti casi sono però stati sottoposti a protezione anche territori dove fosse ritenuta opportuna la conservazione o il ripristino delle potenzialità esistenti in natura, oppure territori di pregio per la varietà, la particolarità o la bellezza dell’ambiente naturale o ancora semplicemente territori particolarmente adatti, per caratteristiche naturali e paesaggistiche, alla creazione e all’uso del tempo libero.
            L’area del gruppo delle Grigne, è stata indicata da varie Associazione e Enti Locali, come una delle più importanti aree del Nord Italia da salvaguardare; oltre agli indiscussi pregi e valori paesaggistici che ne hanno fatto un territorio conosciuto ben oltre i confini regionali e molto frequentato da turisti ed alpinisti, sono rilevabili aspetti e fenomeni di grande interesse scientifico.
            Nel territorio appartenente al gruppo delle Grigne sono presenti elementi di notevole interesse:
-       paleontologico, ricchi giacimenti fossiliferi in Val Meria e nelle cave di Perledo ed in altre zone nella fascia compresa fra Mandello e Varenna con ritrovamenti di esemplari unici nel loro genere o caratteristici della zona ed in particolare fossili di molluschi e pesci.
-       mineralogico, calcari metalliferi nella zona di Esino, presenza di giacimenti di Galena, miniere della Val Calolden , oltre a numerose altre aree conosciute nei secoli scorsi ma di cui si è persa traccia.
-       speleologico, in tutto il massiccio il carsismo è estremamente sviluppato, in particolare nella zona del Mancodeno dove si raggiunge una densità di fenomeni tra le più alte in Europa con quasi 400 grotte; numerose delle quali sono presenti anche presso l’Alpe Campione, il rifugio Rosalba, il monte Fopp, il monte Albiga, nelle valli Monastero e Meria.
-       vegetazionale e floristico, con presenza di vasti faggeti ancora integri e di alcune emergenze floristiche endemiche.
-       faunistico, sono tuttora presenti specie importanti e caratteristiche della fascia alpina e prealpina quali: camosci, caprioli, faine, ghiri, martore, tassi, scoiattoli, volpi, gallo forcello, coturnice, pernice,  poiana, nibbio bruno; notevoli sono gli endemismi tra gli invertebrati: molluschi d’alta quota con esemplari tipici o esclusivi delle Grigne.
-       etnografico ed archeologico, sono state rilevate emergenze relative alla prima e seconda età del ferro e all’età romana.
Il Parco Regionale nella sua interezza, permetterebbe la coesistenza tra elementi di salvaguardia del patrimonio naturale, culturale e sviluppo delle attività economiche compatibili, agricoltura, artigianato, turismo, ricreazione e azioni culturali e di educazione ambientale.

            Si garantirebbe così,la protezione e salvaguardia soprattutto attraverso l’introduzione di meccanismi finanziari ed economici, che favoriscano l’estendersi delle attività compatibili, che contrastino l’abbandono dei territori montani e promuovano forme originali di compartecipazione alla gestione e conservazione del patrimonio ambientale..