20160617

Gli artigiani alla scoperta dei misteri del rating


Tutto esaurito in Confartigianato Lecco per l’incontro dedicato ai rapporti tra imprese e banche, organizzato in collaborazione con il Credito Bergamasco. Oltre sessanta associati sono accorsi per capire qual è la logica con cui gli istituti di credito “giudicano” gli artigiani che richiedono un finanziamento. 

“E’ di estrema importanza – ha detto il presidente Daniele Riva - comprendere  i criteri e gli elementi che le banche prendono in considerazione per valutare le imprese nella formazione del rating e nella determinazione del merito creditizio. La conoscenza di questi meccanismi da parte dei piccoli imprenditori che operano con le banche è fondamentale per poter avere una maggiore consapevolezza al momento di domandare un finanziamento”.
 
L'incontro è stato introdotto da Edoardo Persenico, responsabile dell'ufficio Credito, che ha sottolineato il ruolo dell’ufficio Credito di Confartigianato Lecco, in grado affiancare gli artigiani nelle decisioni riguardanti i piani di sviluppo, di investimento o di ristrutturazione del debito: “Partendo da un’analisi della situazione finanziaria, possiamo indicare le potenzialità di crescita e i punti di criticità, consigliando le linee di credito più adeguate e accompagnando l’imprenditore nelle scelte e nei rapporti con le banche”. 
E’ toccato ad Andrea Ferretti, docente universitario e giornalista, il compito di illustrare alla platea i misteri del rating: “Il rating – ha spiegato - è la sintesi di un insieme coerente di valutazione di tutti gli elementi di giudizio tradizionalmente utilizzati per determinare il merito creditizio. Le quattro componenti sono rappresentate dal bilancio dell’impresa; dallo score qualitativo, ossia dalle caratteristiche del settore di attività e dalle specificità dell’azienda rispetto al mercato, dalle sue capacità produttive e dalle politiche organizzative e di marketing; dalla “centrale rischi”, cioè la posizione totale e gli utilizzi verso il sistema finanziario; infine dal cosiddetto “andamentale interno”, ovvero lo storico che si ha con la propria banca. 
“Per sostenere le necessità di credito degli Associati – ha concluso il segretario generale Vittorio Tonini– mettiamo a disposizione lo strumento della garanzia, che agevola le imprese nell’ottenimento dei finanziamenti. Con il servizio dei Confidi possiamo garantire fino all’80% della cifra erogata, alle migliori condizioni presenti sul mercato”.