20160611

Grande successo di pubblico alla serata con l'alpinista TIto Arosio presso il negozio df-Sport Specialist di Bevera di Sirtori.



Vie classiche, ghiaccio, misto, drytooling. Big wall in artificiale, pareti vergini ma anche freeride e canyoning. E’ stata una serata di montagna a 360° quella con Tito Arosio, giovane alpinista lombardo ospite del ciclo “A tu per tu con i grandi dello sport” di DF Sport Specialist giovedì 9 giugno 2016. 


Arosio, originario di Bergamo ma ora residente in Svizzera, è una delle più promettenti nuove leve dell’alpinismo nazionale. Unico italiano selezionato per la prima edizione del progetto “Mountain Academy” di Mountain Hardwear e già accademico del CAI a soli 28 anni, Arosio ha conquistato il numeroso pubblico del punto vendita Df con le immagini del suo percorso in alta quota e la sua naturale simpatia.
“Il progetto Mountain Academy – ha raccontato – mi ha portato per due anni in giro fra Alpi, Pirenei e Atlante marocchino con un team europeo di giovani alpinisti e istruttori del calibro di Ueli Steck e Simon Anthamatten: un’esperienza unica, che mi ha permesso di aprire la visione e conoscere altre culture e modi di arrampicare, imparando qualcosa da tutti”.
Cresciuto nella Bergamasca, ha ereditato la passione per la montagna dai genitori. Dal trekking in famiglia è passato presto allo scialpinismo e ad esperienze più tecniche esplorate in autonomia. “Anche quando salivo con le pelli capivo che erano le creste finali i tratti che amavo di più – racconta -. Mi piacciono le vie lunghe, le montagne remote, l’avventura”. Ma per affrontarla, occorre un bagaglio di tecnica e conoscenze che l’esperienza internazionale gli ha permesso di accumulare in tempi strettissimi.
I video mostrati a Bevera raccontano le sue salite sulle classiche delle Alpi e in Yosemite, “dove impari l’arrampicata su big wall: una scalata tutta in artificiale, più che altro motivata dall’idea di vivere in parete. Qui ho imparato tecniche fondamentali da applicare poi in percorsi più alpinisti”.

“Un buon alpinista è sempre un buon ghiacciatore – spiega Arosio sotto le immagini mozzafiato delle sue salite su cascate di ghiaccio -. Tutte le scalate più dure richiedono picche e ramponi”. Come quelle compiute in Perù con Saro Costa e Luca Vallata: sulla Cordillera Huayhuash, il team di studenti universitari partiti per montagne sconosciute con una spedizione “low-cost” hanno aperto "El malefico Sefkow” sulla parete ovest del Monte Quesillio (5600m): una salita valsa la nomination al Piolet d’Or e ad altri premi alpinistici.
Nonostante il calibro della sua formazione e della sua attività, ciò che conquista di questo alpinista è la schiettezza. Nel racconto ha dato spazio non solo a gloriose salite ma anche alla gioia e al divertimento provato in montagna, sulla neve in freeride oppure con un po’ di canyoning fra le gole. Autoironico e autentico, non ha nascosto errori e dubbi ma li ha mostrati con la stessa semplicità che ha accompagnato il racconto di salite come Li-Cuore sulla Nord del Monte Agner. Una cosa rara, e molto apprezzata dal pubblico di DF, che si è unito nel finale alle parole di ringraziamento di Sergio Longoni per la bella serata di alpinismo che anche stavolta è andata in scena nel punto vendita di Sirtori.
Il prossimo appuntamento sarà mercoledì 6 luglio con Simone Moro: una serata a dir poco imperdibile.