20160615

Incontri d’autore su quell’altro ramo del lago di Como


Zelbio, un piccolo paese di grande bellezza a 800 metri d’altezza sul ramo comasco del Lario, ospita il festival “Zelbio cult - Incontri d’autore su quell’altro ramo del lago di Como”. Giunto alla nona edizione, è organizzato dal Comitato cultura con la Pro Loco e la Biblioteca comunale ed è curato dal giornalista Armando Besio, responsabile delle pagine culturali milanesi della “Repubblica”; innamorato di Zelbio fin da bambino, ha deciso con un gruppo di amici di farlo diventare il palcoscenico di incontri colti e divertenti, invitando protagonisti del mondo culturale, mischiando i generi e giocando con le contaminazioni.

Il Festival si apre con una serata in collaborazione con il progetto “Popoli-Amo - la biblioteca degli incontri”, che si occupa del tema della multiculturalità e  coesione sociale in biblioteca: sabato 9 luglio l’incontro con Shady Amadiche racconta il suo esilio fatto di partenze e incontri, di sconfitte e di resistenza civile. Nato in Italia da madre italiana e padre siriano, Amadi è diventato in questi anni, a dispetto della giovane età,  un punto di riferimento per la causa siriana in Italia e un attivista per i diritti umani. Autore di “La felicità araba. Storia della mia famiglia e della rivoluzione siriana” ” e di “Esilio dalla Siria. Una lotta contro l’indifferenza” (entrambi pubblicati da add editore), la sua testimonianza permette di capire che cosa sia oggi la Siria, e come sia difficile la lotta contro l’indifferenza quotidiana. 
Venerdì 15 luglio appuntamento con Giacomo Poretti, “il 33 per cento” del popolare trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo. Forse non tutti sanno che Giacomo, oltre che attore, è scrittore. Collabora con La Stampa e Avvenire. Ha scritto due libri: l’autobiografico “Alto come un vaso di gerani” e, di recente, il romanzo “Al Paradiso è meglio credere”, pubblicati da Mondadori. A Zelbio racconterà la sua vita a tutto tondo, dal primo lavoro come infermiere al successo nel mondo dello spettacolo, dalla riscoperta della fede alla passione per l’arte. Sempre con un sorriso.     
Si prosegue venerdì 22 luglio con un evento dedicato alla musica classica: da quest'anno, infatti, anche Zelbio entra a far parte della rete del Festival di Bellagio e del Lago di Como, ospitando un concerto dell'orchestra ospite in residenza nel Festival per l'Edizione 2016. L’Orchestra milanese “I Pomeriggi musicali”, guidati per l'occasione dalla bacchetta di Benjamin Bayl e con la partecipazione solista della violinista, Laura Bortolotto, propongono un programma con la Serenata per archi di Dvorak, il Concerto per violino e orchestra di Mendelssohn e la  Serenata per archi di Ciaikovskij."
“Le sette meraviglie di Brera”, da Raffaello a Caravaggio,  daranno spettacolo sabato 23 luglio nel racconto illustrato di James Bradburne, nuovo direttore generale della Pinacoteca milanese e della Biblioteca Nazionale Braidense. Canadese di cittadinanza britannica, ha studiato a Londra, Amsterdam e Los Angeles e ha lavorato come manager della cultura in varie istituzioni internazionali. Arrivato a Milano pochi mesi fa dalla Fondazione Palazzo Strozzi di Firenze,  è uno dei venti “superdirettori” di musei italiani nominati dopo un concorso internazionale in seguito alla riforma del ministro dei beni culturali Franceschini.
Venerdì 5 agosto una serata dedicata al grande tennis, tra sport, letteratura, società.  Il vicedirettore dellaRepubblica” Dario Cresto-Dina rievoca in “Sei chiodi storti” (66thand2nd) la prima e unica vittoria italiana in Coppa Davis, quarant’anni fa, nel 1976, a Santiago del Cile. Una vittoria esaltante ma anche amara, accompagnata dalle polemiche sull’opportunità o meno di partecipare alla finale nel Cile del dittatore Pinochet. Il racconto della partita nelle pagine di Cresto-Dina diventa il ritratto di un’epoca e di una generazione, anche attraverso le testimonianze dei quattro giocatori – Panatta, Barazzutti,  Bertolucci e Zugarelli – e del capitano Pietrangeli. Sulla scia del bestseller “Open” di Andre Agassi, un altro gran bel libro sul tennis come metafora della vita.   
Mercoledì 13 agosto una serata al sapore di mare e di soap: Marianna de Micheli, popolare attrice televisiva, era la Carol Grimani di Centovetrine, racconta in “Centoboline” (Nutrimenti edizioni) il lungo viaggio per mare compiuto all’indomani della chiusura del programma:  il giro d’Italia in barca a vela in solitaria (unica compagnia, un gatto), dalla Liguria a Trieste, dalla Giraglia alla Barcolana. Avventure, incontri, imprevisti, riflessioni. Con serietà e leggerezza. 
Sabato 20 agosto arriva a Zelbio un uomo dalla storia molto speciale: Salvatore Striano, ex galeotto diventato attoreNato nel cuore di Napoli, dove ha rubato e spacciato droga, inseguito dalla giustizia italiana, scappato in Spagna, arrestato, incarcerato a Rebibbia, in prigione ha incontrato un maestro, Fabio Cavalli, che gli ha fatto scoprire la letteratura, Shakespeare, il teatro. Da qui, riacquistata la libertà, ha iniziato una nuova vita di attore, recitando tra l’altro nei film “Gomorra” di Matteo Garrone e “Cesare deve morire” dei Fratelli Taviani. Di tutto questo parla nel suo potente libro autobiografico  “La tempesta di Sasà. Il romanzo di una vita salvata da Shakespeare e dall’amore per i libri” (Chiarelettere): un libro sul potere delle parole e della letteratura, sull’amore per i libri che può cambiare la vita.
Sabato 27 agosto Marco Balzano, uno dei migliori giovani scrittori italiani, racconta la sua vita tra la scrittura e l’insegnamento. Balzano, professore di italiano in una scuola media di Bollate, ha vinto il Premio Campiello 2015 con “L’ultimo arrivato” (Sellerio), la storia di un bambino di 9 anni che nell’Italia degli anni Cinquanta parte da un paesino del Sud per cercare fortuna a Milano. Sulla scia del successo al Campiello la casa editrice Sellerio ha appena ripubblicato anche il primo romanzo di Balzano, del 2010, “Il figlio del figlio”: una storia privata, quella di una famiglia, ma anche pubblica, quella di un Sud abbandonato al suo destino. Un viaggio nella memoria dei luoghi e degli affetti attraverso tre generazioni sullo sfondo di una Barletta descritta con accattivante crudezza.


Domenica 28 agosto chiusura nel segno della musica, com’è ormai tradizione del festival di Zelbio: Arianna Mornicoterrà un con concerto di arpa celtica nella chiesa parrocchiale di San Paolo .