20160614

Musa, vent'anni di pittura alla galleria Pozzoni

Fabrizio Musa è un artista che non ha bisogno di presentazioni. Vent'anni dopo l'esordio della sua carriera, come recita il titolo della nuova mostra "Vent'anni dopo" allo spazio di Carlo Pozzoni a Como in via Monti 41, si è tentato ambiziosamente di ricostruire l'evoluzione di questo artista vulcanico con un percorso che ci porta attraverso le sue diverse fasi espressive.
Esponendo anche le opere meno note al grande pubblico, abbiamo voluto qui riprendere i passaggi attraverso cui Musa è arrivato ad affermarsi a pieno
titolo nel mondo dell'arte contemporanea. Dalle prime sperimentazioni giovanili, alle prime esposizioni che omaggiano la pop art e le icone del cinema riprodotte su tavola di legno, alle contaminazioni e collaborazioni con il mondo dell'architettura. Come ha notato il critico Roberto Borghi, Musa è allo stesso tempo un artista della sua generazione e un innovatore: le sue opere tematizzano il paradosso con cui l'arte contemporanea guarda il reale
attraverso mezzi sia tecnologici che tradizionali, ma hanno l'originalità di tematizzare proprio l'ambivalenza di questo sguardo. È in questo senso che vanno interpretati anche gli omaggi alla tradizione architettonica, le cui opere diventano, con le parole di Lorenzo Morandotti, "icone del presente e della memoria", a seconda che si tratti di reinterpretazioni delle ormai classiche costruzioni di Giuseppe Terragni o della collaborazione sempre attiva
con il celebre architetto Mario Botta. La mostra rimarrà aperta fino al 17 luglio.