20160621

“Non solo poesie”. Gianna Era si racconta tra pensieri e frammenti

Per lei, un insieme di piccole cose lasciate in un cassetto


di Claudio Redaelli
E’ una pubblicazione di pensieri, frammenti e poesie. Un insieme di piccole cose lasciate in un cassetto. Una raccolta di composizioni che “raccontano” l’autrice e che lei dedica ai suoi cari nipotini.
Gianna Era torna protagonista con “Non solo poesie”, pubblicazione che racchiude numerose sue poesie, alcune delle quali di grande tenerezza, come appunto tenera è la dedica a Davide e Paolo.

Originaria di Lecco, Gianna Era nasce da madre lombarda e da padre sardo.
Insegnante di professione, ha collaborato con alcune testate giornalistiche tra le quali il mensile della Lombardia Il Punto Stampa, il Giornale di Lecco, Il piccolo bluceleste, Il piccolo delle Grigne e il Resegone, dove ha anche pubblicato alcuni suoi racconti.
Ha coltivato la passione per la poesia fin dagli anni della giovinezza e si è sempre interessata di letteratura, nutrendo anche una grande passione per il teatro e per la musica.
Ha preso parte a vari spettacoli teatrali a Lecco e in altri centri del territorio ed è stata premiata al concorso letterario “Luciano Lombardi” di Bellano per la narrativa, oltre che al concorso Club Amici Molisani di Annone Brianza per la poesia.
Sempre nell’ambito dei concorsi letterari, è stata premiata a Bari e al concorso “Selezione d’autore” a Roma per la poesia e la narrativa ed è stata inserita nell’antologia Very minimal people.
La copertina della sua pubblicazione “Non solo poesie” riproduce un bel dipinto della pittrice Mariella Figini.

Molte, si è detto, le sue composizioni capaci di ispirare tenerezza. Tra le altre, anche Un mondo migliore: “E’ così che vorrei scoprire un mondo migliore / un mondo di sogni e di amore / con un sole più giallo e una luna più grande. / Se la sabbia del mare e il greto del fiume potessero parlare / quante cose lieti e tristi potrebbero raccontare. / Vorrei che fosse sempre Natale / per schiacciare un pugno di neve tra le dita, / scuoterla tra i rami degli alberi / lasciarla cadere a terra come tappeto. / Vorrei che fosse eternamente primavera / per vedere i peschi fioriti, / per sentire il canto degli uccelli, / per sentire la voce delle campane, / campane a festa che riempiono il cuore di gioia / dimenticata ormai / tra le pagine di un ricordo”.