20160612

Pressing di Api sul Governo per le aziende energivore

Bonfanti (Consorzio Adda Energia): “Chiediamo che i contributi promessi siano liquidati in tempi certi”.

Le Api – Associazioni delle Piccole e Medie Industrie italiane hanno scritto formalmente al Ministero dello Sviluppo Economico e all’Autorità per l’Energia, il Gas e il Sistema Idrico sollecitando un intervento per sbloccare le agevolazioni da tempo promesse alle cosiddette “aziende energivore”. “Queste imprese stanno aspettando ormai da troppi mesi che il Governo mantenga i propri impegni nei loro confronti” ha dichiarato Ambrogio Bonfanti, Presidente del Consorzio Adda Energia dell’Api di Lecco.
 
Quella dei contributi destinati alle imprese a forte consumo di energia elettrica è, infatti, una vicenda cominciata con il decreto ministeriale del 5 aprile 2013.
Alla luce dell’importanza della spesa energetica in Italia, se paragonata con gli altri Paesi europei (la sola componente energia costa circa il 30-50% in più rispetto a Francia e Germania), il Governo, cercando di migliorare la competitività delle nostre imprese sul mercato europeo, aveva concesso un’agevolazione sugli oneri di sistema relativi alla fornitura elettrica. Per poter accedere al contributo, le aziende erano quindi tenute a fornire una dettagliata documentazione attestante l’appartenenza al settore manifatturiero, un utilizzo minimo di energia elettrica superiore a 2,4 milioni di kWh/anno e un rapporto fra spesa energetica e fatturato non inferiore al 2%. Oltre a ciò, requisito essenziale era il rilascio di una fidejussione di durata biennale a garanzia dell’importo ricevuto.

Dopo essere stata concessa una prima liquidazione, relativa al secondo semestre del 2013, le agevolazioni sono state prorogate anche relativamente all’anno 2014, ma alle proroghe non è più seguita l’erogazione dei contributi promessi. Il sistema si è infatti bloccato dopo il 17 aprile 2014, quando il decreto fu sottoposto alla Commissione Europea perché ne verificasse la compatibilità dei contenuti in base alla normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato. Le agevolazioni sono state, infine, differite “a data da stabilirsi” da una circolare ministeriale dello scorso mese di marzo.

“Gli imprenditori hanno già sostenuto molti oneri – ha spiegato Bonfanti – in primo luogo in spese di consulenza, ma anche per il rilascio e il successivo obbligo di rinnovo delle fidejussioni. Inoltre è stato loro chiesto di realizzare un audit energetico entro il 5 dicembre del 2015 per studiare come ottimizzare i consumi e quindi rientrare nei parametri green imposti dall’Unione Europea”.

“È tempo ormai di sollecitare la Commissione a pronunciarsi, in modo da sbloccare questi contributi destinati alle aziende energivore – ha dichiarato Bonfanti – anche perché a essere coinvolto è l’intero sistema industriale. Questo decreto ha gravato, infatti, anche sul bilancio delle aziende non energivore che hanno continuato ad alimentare la Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali (ex cassa Conguaglio per il Settore Elettrico) fino al 31 dicembre dello scorso anno, tramite un consistente contributo addebitato direttamente in bolletta.


Per queste ragioni, a seguito delle recenti dichiarazioni del neo-Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, che sembrano collocare il regolamento sugli energivori tra le priorità dell’azione ministeriale, tutte le Api nazionali hanno voluto ribadire l’urgenza che la Commissione Europea concluda positivamente la procedura di verifica cui ha sottoposto la normativa nazionale oppure che sia adottato un provvedimento alternativo che almeno consenta la piena erogazione di quanto preventivato e su cui migliaia di imprese (oltre 3000 nel 2013, tra le quali circa una trentina associate all’Api di Lecco) hanno fatto legittimo affidamento.