20160602

Referendum: Api Lecco dalla parte del cambiamento

Sabadini: “Ci aspettiamo procedure più snelle in materie vitali per le imprese”


L’Api di Lecco prende posizione sul Referendum confermativo di ottobre, affermando il proprio assenso sulle modifiche proposte dal Governo relativamente alla seconda parte della Costituzione.
 
“Vista la portata di questa consultazione referendaria – ha spiegato Luigi Sabadini, Presidente dell’Api di Lecco, – sono convinto che un’Associazione come la nostra, da sempre impegnata a ogni livello istituzionale, non possa esimersi dall’esprimere un giudizio. In questo caso, infatti, non si tratta esporre un semplice parere circa una particolare misura, bensì decidere delle “regole del gioco” che quotidianamente dirimono la nostra convivenza civile e, soprattutto, di settori strategici per il futuro delle imprese e del Paese”.

Di particolare interesse per gli imprenditori la riforma del Senato e della dinamica legislativa, e le specifiche sul Titolo V della Costituzione. “La fine del bicameralismo perfetto – ha continuato Sabadini – potrebbe, infatti, consentire uno snellimento importante delle tempistiche dell’organo legislativo, fattore, com’è noto, determinante per accelerare la ripresa economica fornendo strumenti legislativi adeguati alle necessità delle aziende, in tempi che saranno auspicabilmente più brevi e determinati”.


Le modifiche alla Costituzione proposte dalla Riforma Boschi conferiranno, inoltre, maggiore stabilità alle dinamiche parlamentari assegnando alla competenza statale una ventina di materie oggi contese con le Regioni, situazione che attualmente provoca continui conflitti di attribuzione, con conseguenti ritardi applicativi e disparità di trattamenti tra diverse aree del Paese. Sarà quindi garantita una maggiore uniformità del corpus legislativo e maggiore adesione alle esigenze e alle tempistiche delle imprese: “L’auspicio è quello che innanzitutto si faccia chiarezza sulle procedure circa temi di fondamentale interesse per le aziende come ambiente, innovazione, occupazione e formazione professionale, trasporti, produzione e distribuzione dell’energia, commercio estero – ha continuato Sabadini – “consentendo, di conseguenza, quella programmazione strategia che fino ad oggi è mancata, e sulla cui implementazione non vi saranno più alibi”.