20160723

“BEN MOON – dal punk al futuro dell’arrampicata” di Ed Douglas

312 pagine – 32 tavole di foto b/n e a colori – copertina con 2 alette –
Formato cm. 20x12,5 – Euro 19,90 –
Collana “I Rampicanti” – Edizioni Versante Sud




Raccontata dalla penna esperta di uno scrittore accattivante come Ed Douglas, la biografia del fenomeno britannico del’arrampicata diventa un libro documentario, ma che va a fondo nella ricerca di tutto ciò che lo può spiegare. Del resto l’autore di questo libro può vantarsi di sapere meglio di tanti altri che cosa comporta parlare di montagna, dopo che ha dedicato all’argomento già ben otto dei volumi che ha scritto. E per fare piena luce sul protagonista è per questo che, prima di arrivare a Ben, scandaglia le origini particolari in certo senso ereditate da lui sotto l’aspetto delle sue inclinazioni e delle sue doti nell’ambito delle due generazioni che lo hanno preceduto. Anche questo approfondimento risulta molto interessante da conoscere e spiega diverse cose che certamente hanno contribuito a renderlo quel climber dalla genialità incantevole e dallo stile elegante e inimitabile. Per conoscere questo caposcuola dell’arrampicata pura bisogna partire dalla sua precocissima attrazione per la montagna, come lui la descrive più tardi: “Fin dall’esatto momento in cui per la prima volta misi piede su roccia, alla tenera età di sette anni, l’arrampicata è stata la cosa più importante della mia vita”. Da quel giorno Ben Moon iniziò a crescere rapidamente e incessantemente: non come alpinista come forse lui intendeva, bensì come top climber, al quale bastavano i pochi metri di un boulder o di una breve salita per far pensare inverosimile quello che aveva realizzato. Come quando, nel 1990, su quel sasso di Raven Tor, nel Peak District, un muro strapiombante di calcare zebrato, a 24 anni face sua una cosa impossibile: gli bastarono due impressionanti minuti per accreditarsi la prima di “Hubbe”, riconosciuta come la prima via al mondo di grado 9a. Per riuscire nell’impresa, era certo indispensabile essere già ben oltre la bravura degli altri e avere inoltre a disposizione la sua fantastica forza naturale. Ma qui si trattava di Ben Moon, un climber che arrampicava sempre al limite: anzi, che arrampica, perché, a cinquant’anni è tuttora sulla breccia con la sua inesausta forza e immaginazione. Si comprende allora perché il libro che lo presenta possa tenere in apprensione e tensione fino all’ultima pagina, per riprenderlo poi nuovamente in mano appena terminato per gustarselo con rinnovato piacere.



            Renato Frigerio