20160726

“Casa don Guanella”, in bici da Lecco al Ghisallo per ricordare gli amici del ciclismo e della comunità educativa

(C.Bott.) Ancora una volta pellegrini in bicicletta da Lecco alla Madonna del Ghisallo per ricordare chi “è andato avanti”. Pellegrini fino al santuario caro a tutti gli appassionati dello sport del pedale per onorare tutti gli amici scomparsi e celebrare una messa in loro suffragio.


“Casa don Guanella” ha rinnovato l’appuntamento che da alcune stagioni estive porta appunto fino al Ghisallo numerosi ciclisti “per fare memoria dei defunti e vivere - come sollecitato in apertura di cerimonia da don Agostino Frasson, direttore della comunità educativa lecchese - un momento di comunione che può dare grande forza a ciascuno di noi”.
Raggiunto il Ghisallo salendo da Onno, Valbrona e Barni, i ciclisti si sono raccolti in preghiera all’esterno del santuario. Con loro tre ex corridori professionisti, tre campioni di un passato non così lontano ma, prima ancora, tre amici del “Don Guanella” e di don Agostino: Claudio Chiappucci, Gianni Bugno e Tino Conti.

E’ stato don Agostino a leggere i nomi di tutti gli amici da ricordare: Renata Giannerini, Claudio Pontiggia, Renato Barilani, Vincenzo Galli, Vincenzo Torriani, Fiorenzo Magni, Tiziana Pozzi, Brasilina Oricchio, Roberto Sangiorgio, Carlo Ballabio, Alberto Frigerio, Pier Carlo Spinelli, Fabio Casartelli, don Luigi Farina, Giacomo Bugno, Ugo Balatti, Valerio Zeffin, Marco Panzeri, Francesco Ferranti, Renzo Gilardoni, Oreste Castelnuovo, Luciano Polvara, Roberto Pelacchi, Giorgio Frigerio, Paola Corti, Elide Bolis, Patrizio Bartesaghi, Giuseppe Galbiati, Nikolin Doncevic, Simone Tomi e Diego Pellegrini.

Poi ancora Luigi Visini, Piotre Fuksiewicz. Livio Giordani, Daniele Ferrario, Sebastian Tubiana, Fulvio Stropeni, William Viola, Alessandro Sironi, Roberto Donati, Pino Tocchetti, Virginio Pozzi, Rolando Lodola, Umberto Colombo, Elide Bolis, Elio Bolis, Giuseppe Scaccabarozzi, Giuseppe Valsecchi, Enrico Angioletti, Ivan Fiorini, Vincenzo Somaschini, Giacinto Santambrogio e Gianni Pozzi.
“Tutti amici - ha detto don Agostino, che era affiancato all’altare da don Marco e don Nando - che sono accanto a noi”.

“Salendo in bicicletta verso il Ghisallo - ha aggiunto il direttore di “Casa don Guanella” - l’amico Claudio Chiappucci mi diceva che sua madre per lui è sempre stata un angelo custode che l’ha accompagnato lungo il cammino della vita”.
“Dio ci viene incontro - ha detto il sacerdote - e fatica a non amarci e allora prendiamo questa ventata di misericordia che la Chiesa ci regala in questo anno giubilare. Sì, Dio è sempre con noi e ci sostiene”.
Nell’omelìa di don Agostino non è mancato un riferimento ai migranti e a quanti hanno perso la vita “nei loro viaggi della speranza”. “Coloro i quali raggiungono le nostre coste - ha affermato - sono nostre sorelle e nostri fratelli e noi, come ci ha ricordato di recente Papa Francesco, siamo tutti viaggiatori di speranza”.
Al termine della celebrazione eucaristica tutti i presenti hanno letto la preghiera per la pace composta dal pontefice. “Rendici disponibili ad ascoltare il grido dei nostri cittadini che ci chiedono di trasformare le nostre armi in strumenti di pace, le nostre paure in fiducia e le nostre tensioni in perdono”, recita l’invocazione.

Poi il segno della croce e la foto ricordo davanti al santuario, prima di tornare in sella e di raggiungere a Valmadrera cascina don Guanella.