20160702

#Comosiamonoi, la fotografia insegna la solidarietà

Dal 2 al 17 luglio arriva a Como – presso lo “Spazio Natta” - la mostra fotografica #Comosiamonoi: comaschi fotografati insieme alle loro ombre, sullo sfondo di scorci cittadini, rappresentano l’individuo come essere umano, a prescindere da età, sesso e nazionalità. #comosiamonoi è un progetto che nasce dal desiderio di scattare un’istantanea di Como e dei comaschi di oggi,
ponendo l’accento sull’uguaglianza e le diversità del capitale umano di chi vive e lavora a Como dando - ogni giorno - linfa vitale alla città. Un’occasione per far riflettere e sensibilizzare l’opinione pubblica su valori come integrazione, accoglienza e rispetto, perché la città che ognuno di noi sente come propria è già una Como multiculturale e multietnica.  Secondo gli ultimi dati Istat disponibili (relativi a dicembre 2014) a Como vivono quasi 12mila stranieri residenti provenienti da 124 diverse nazionalità.
 La mostra avrà una connotazione prevalentemente fotografica con scatti – realizzati dal fotografo Simone Becchetti - ambientati nelle vie di Como ritraenti soggetti (le loro silhouettes e i loro primi piani) che vivono nel territorio comasco, ma provengono da oltre trenta Paesi del mondo. L’idea è nata dalla creatività e dalla sensibilità del collettivo Comodistrict formato da cinque giovani comaschi: Gabriella Mondelli, Matteo Cancellieri, Simone Becchetti, Michele Luppi e Alessio Cimino. Il progetto - organizzato con il Patrocinio del Comune di Como – rientra nelle iniziative promosse all’intero di “Intrecci di Popoli” e ha goduto della collaborazione di comunità migranti e associazioni del territorio. Un ringraziamento particolare va all’associazione Kibaré onlus e alla tipografia Banfi. L’apertura della mostra è stata preceduta da un’iniziativa di crowfunding che ha permesso di raccogliere, attraverso una campagna on-line ed alcuni eventi, i circa tremila euro necessari all’organizzazione dell’evento. Il grazie va allora ai circ cento comaschi che hanno creduto in questo progetto e a BeAtlas, start-up di banca BPER, che ci ha sostenuto da un punto di vista organizzativo e di comunicazione durante la raccolta fondi.