20160729

Gli ottanta anni della strada Ballabio Piani Resinelli


di Cesare Perego - Ottanta anni fa, il 7 e 8 Agosto 1936, dopo due anni di lavori, veniva aperta al traffico veicolare, quella che all’epoca venne apostrofata “un’opera ardita”. La vera e propria inaugurazione avvenne il 18 ottobre 1936.

Questa importante opera, venne decisa dal consorzio intercomunale, formato da Lecco, Abbadia Lariana,Mandello e Ballabio, ovvero i quattro comuni che avevano come oggi porzioni di territorio ai Piani Resinelli.
Incaricato del progetto fu l’ing. Bernardo Sironi di Lecco, quindi a lui la scelta di proporre e attuare scelte tecniche per  dare corso a questa opera complessa e collegare i Piani Resinelli con Ballabio quindi dare nuova vita alla località sempre più meta turistica.
Fino ad all’ora, si saliva dalla faticosa Valcalolden o per la più comoda Val Grande. Alpinisti e turisti arrivavano da ogni parte attratti i primi da quella magnifica palestra di roccia che è la Grignetta, i secondi dalle passeggiate e dai soggiorni in mezzo al verde dei pascoli alpini.
Ci sono volute le gare per i campionati Lombardi di sci, organizzati dallo sci club Lecco nel 1933, per affrontare e avviare a soluzione il problema della strada per i Piani Resinelli. Per queste gare, erano presenti S.E. Terruzzi, e il Prefetto di Como Ing. Chiesa che giunti a Piani a cavallo di mulo, fradici per l’imperversare di una tormenta di neve che li ha accompagnati per tutto il tragitto, davanti al camino in casa Gerosa fu perorata la causa della strada ottenendo una promessa destinata a realizzarsi ne 1935 quando i primi mezzi meccanici giunsero finalmente ai Piani Resinelli, dopo un lento e faticoso lavoro dell’impresa Gerosa-Crotta di Laorca/Lecco. La lunghezza finale sarà di oltre otto kilometri, con una pendenza media del 7%, toccando la massima, in qualche punto, con il 9%. La strada superava un dislivello di 630 metri, 14 tornanti e una larghezza di cinque metri e mezzo. Era tutta in terra battuta, l’asfalto arriverà nel dopoguerra 1945.


Era una strada di ”pedaggio”,  presso la casa cantoniera di Ballabio superiore, coloro che salivano con automezzi verso i Piani dovevano pagare alla “barriera” il biglietto di transito. Un pedaggio durato fino agli anni 70 quando venne abolito. La strada “ardita” all’ombra della Grignetta non mancò di suscitare attenzione nella stampa del tempo. Un quotidiano sottolineò che l’automobile poteva portare comodamente, escursionisti e gitanti, da Milano a Piani Resinelli, in un ora e mezza. Prima della strada c’erano solo i cavalli o i muli  che permettevano di raggiungere i Piani lungo gli impervi sentieri. La strada rappresentò sicuramente  un grande strumento di valorizzazione dei Piani che già conoscevano tra il 1934/36 il primo bum  alpinistico con le imprese dei rocciatori lecchesi sulle guglie della Grigna. La località, vedeva da decenni, alcuni rifugi come quelli della Sem, Sel,  Cai Milano, e accoglieva nell’estate turisti  raffinati a soggiornare  in alpestri villette. La strada facilitò enormemente il turismo, l’arrivo dei rocciatori, le camminate degli escursionisti, la pratica dello sci, sui campi come quello di Prà Pessina che avevano visto realizzare uno dei  primi trampolini fissi di salto. La strada consentirà, dal 1961, la disputa delle diverse edizioni della cronoscalata motociclistica Ballabio/Piani Resinelli. Nel 1962 l’arrivo di  tappa del giro d’Italia.