20160721

Preoccupa l’aumento esponenziale dell’uso dei voucher

L’aumento esponenziale dell'utilizzo dei voucher in questo 2016, preoccupa molto la Cisl. «I dati del 2016  - ha dichiarato Rita Pavan, segretaria generale della Cisl Monza Brianza Lecco - mostrano che i voucher stanno sostituendo almeno in parte l'abrogazione del contratto a progetto e, in alcuni settori e per alcun lavori discontinui, sono serviti a “sanare” sacche di lavoro totalmente in nero».

I dati del Lecchese
I dati forniti dall’Inps regionale e che riguardano la provincia di Lecco sono espliciti: nel 2015  sono stati venduti complessivamente 982.794 voucher,  rispetto ai 545.068 venduti nel 2014 con un incremento pari a +80%. Sempre nel 2015 si sono registrati 2.298  committenti tra aziende e persone fisiche (erano meno di 1000 nel 2014). Nel  primo trimestre 2016 sono ben 4.251 i committenti già registrati.
«I pericoli che possono celarsi sono stati più volte ricordati – ha continuato Rita Pavan -  ovvero che lavoro dipendente, che ha maggiori garanzie,  possa essere sostituito con lavoro accessorio, bisogna evitare o quanto meno limitare il più possibile abusi di qualsiasi genere, è vero che  nel contesto attuale c'è assoluto bisogno di lavoro e di reddito per quanti l'hanno perso ma nel rispetto delle leggi e della dignità delle persone».
Tracciabilità e settore agricolo
Nell'ambito del confronto nazionale su lavoro e previdenza, il ministro ha insistito nel ritenere necessario solo un intervento sulla tracciabilità, che consisterà nell’obbligo di comunicare alla sede territoriale dell’Ispettorato nazionale del lavoro, almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione lavorativa, i dati del lavoratore nonché luogo e durata della prestazione. Ciò però non varrebbe per gli imprenditori agricoli, i quali inoltre sarebbero esonerati dal limite massimo di 2000 euro valevole per gli altri imprenditori. «La Cisl, pur valutando positivamente l’intervento sulla tracciabilità, si è detta fortemente contraria alle ipotesi di esonero relative al settore agricolo – precisa ancora Rita Pavan - Non solo abbiamo chiesto che per il settore agricolo restino tutti i limiti previsti, sia quelli specifici, sia quelli generali relativi al limite massimo di 2000 euro, ma abbiamo insistito per una rivisitazione in senso restrittivo del campo di applicazione dei voucher in tutti i settori, che ne consenta l’utilizzo solo per attività realmente occasionali, eventualmente stabiliti dalla contrattazione».
Alcuni dati nazionali
Dal mese di agosto 2008 (mese di inizio della vendita dei voucher in occasione della sperimentazione per le vendemmie) al 31 dicembre 2015, risultano complessivamente venduti  277,2 milioni di voucher di importo nominale pari a 10 euro. Nel corso del 2015 sono stati venduti 115,1 milioni di voucher di importo nominale pari a 10 euro, con un incremento del 66% rispetto al 2014, a conferma di una diffusione sempre crescente del lavoro accessorio, anche grazie alle numerose modalità di distribuzione dei voucher,  attualmente la modalità prevalente è attraverso il circuito dei tabaccai, a seguire altri circuiti come poste, circuito telematico, banche e sedi Inps (vedi esempio sul 2015: Tabaccai  78.139.845, Uffici postali 11.366.442 , Procedura telematica 10.529.842, Banche 8.237.617, infine sedi INPS con 6.805.967). Il numero di lavoratori interessati nel 2015 a livello nazionale, ammonta a oltre 1.380.000 (erano 1.017.000 nel 2014 ), di questi 119.000 sono lavoratori extracomunitari, pari al 8,6% del totale. La percentuale delle donne è progressivamente aumentata ed ormai è superiore al 50% ( era del 33% nel 2008 rispetto agli uomini).