20160820

Nuova vita al rifugio S.E.L. Rocca-Locatelli ai PIANI RESINELLI


di Cesare Perego 
A due anni della chiusura per cambio gestione, la storica struttura di proprietà della Società Escursionisti Lecchesi di Lecco, ha riaperto al pubblico,  e la  gestione  affidata all’operazione Mato Grosso. Associazione questa, che ha come finalità il sostegno di progetti di volontariato  nel Mato Grosso, in Brasile, e nell’America Latina. Intento di questa nuova gestione è quella di inserirsi e contribuire alla crescita  in una realtà turisticamente importante con le sue complessità come i Piani Resinelli.

La struttura è completamente in muratura disposta su tre piani, ubicata a  1277 m presso il piazzale delle Miniere a Sud dei Piani Resinelli vicino al grattacielo,  poco a valle del boscoso pendio della Costa Coltignone e della Cima Calolden, inaugurato il 14 luglio 1908 porta  il nome dei due alpinisti che nel 1899 contribuirono alla fondazione del la Sel,  è aperta tutto l’anno dispone di 24 posti letto, riscaldamento centralizzato nonché servizio bar e ristorante. Vi si accede facilmente dalla viabilità ordinaria dei Piani Resinelli, in auto, moto, o bici, mentre per chi ama l’escursionismo, da Laorca di Lecco, in circa 2 ore attraverso un facile sentiero  dalla  Val Calolden.  

Lungo il percorso, si incontrano i resti della vecchia strada ferrata usata per il trasporto della galena dalle miniere della Val Calolden.  La struttura originaria della prima parte di rifugio, non era altro che la casa dei minatori che lavoravano nelle attive miniere, che  oggi sono meta di visite turistiche e culturali permettendo così alla località di riscoprire la sua identità economica e storica. Miniere che, citate dal visitatore fiscale P.A. Tartari nella sua relazione del 14 Gennaio 1686 scopre che in realtà quegli scavi sono antichissimi. Testimoniato questo, dai numerosi accessi alla miniera e le strade ricavate manualmente difficilissime da praticare.
Non può essere dimenticata la storia del due soci fondatori della Sel, Renzo Rocca e Umberto Locatelli per il loro valore umano, culturale, imprenditoriale e sociale.
Renzo Rocca ispettore della Sel negli anni della guerra fu deportato a Mauthausen da dove non fece ritorno. Al rifugio in quegli anni, fu ospitato un gruppo di partigiani e per questo,  Rocca pagò con la vita  questo suo impegno  per la libertà.

Di altrettanto spessore e importanza la storia di Umberto Locatelli. Figlio di Giovanni  imprenditore del formaggio, che partendo da Ballabio prima sede dell’azienda, passando per le casere di Maggio, “i Locatelli partirono per il mondo”, acquistando così una fama internazionale di notevole valore. Umberto, continuando la tradizione di famiglia,  portò l’azienda  al massimo fulgore, assorbendo le Fattorie Milanesi, e realizzando il complesso di Robbio Lomellina dal quale dopo la seconda guerra mondiale, usciranno due formaggi che diventeranno popolarissimi negli anni del bum economico: il formaggino Mio e la Paesanella. Nel 1939 fu nominato Senatore del Regno ed ebbe grandi onorificenze tra le quali quelle di grande ufficiale e di Cavaliere del Lavoro. La notizia della nomina a Senatore del Regno, nell’Agosto 1939, fu accolta con queste parole dalla stampa lecchese “La cittadinanza lecchese ha appreso con compiacimento di tale nomina: nel neo Senatore si annovera uno dei suoi migliori e benemeriti cittadini, il cui nome apre l’albo d’onore della città.

La famiglia Locatelli ha abitato la villa, in alto alla via Bovara di Lecco, oggi sede della Biblioteca civica Umberto Pozzoli; la direzione e gli uffici della ditta erano invece nell’altra Villa Locatelli, nella piazza della stazione, oggi sede dell’Amministrazione Provinciale di Lecco.