20160806

Ricordati dall'Associazione Mondo Giusto di Lecco i volontari uccisi in un agguato nello Zaire nel 1995, Una tragedia: morirono 4 adulti e due bambin



di Gianni Riva.
LECCO - 6 Agosto 1995-6 Agosto 2016. In una città semivuota per le vacanze estive il ricordo dell'Associazione Mondo Giusto di Lecco. In occasione dei 21 anni dalla terribile tragedia, che ha coinvolto i suoi volontari in un agguato dove  operano nello Zaire da oltre  30 anni, mella chiesa parrocchiale di Castello è stata officiata la messa di suffragio alla presenza dei parent ma in particolare del presidente dell'associazione Domenico Colombo. Persero la vita Michelangiolo Lamberti, 30 anni di Lecco, Adelio Castiglioni, 52 anni di Locate Varesino, i suoi figli Samuele di cinque anni e Roberta di undici, Luigi Cazzaniga, 67 anni di Sovico, Tarcisio Cattaneo, 45 anni di Calolziocorte.E a quest'ulltimo la scuola primaria della frazione Pascolo è dedicata alla “Associazione Mondo Giusto", in memoria del concittadino.
Una domenica, quella del 6 agosto 1995, con la visita  al parco naturale di Virunga per i  volontari al lavoro nello Zaire per costruire un serbatoio dell' acqua per le migliaia di profughi ruandesi scappati dalla guerra civile nel loro paese. Una domenica di vacanza che, in pochi istanti, si è trasformata in una tragedia, in un massacro. Lungo quella strada sterrata che ogni giorno percorrevano per raggiungere il campo di lavoro,  è scattato l' agguato. Bracconieri, forse, certamente rapinatori, probabilmente una banda di ex soldati ruandesi: in pochi secondi hanno bloccato la jeep guidata da Luigi Cazzaniga, tecnico elettricista e su cui viaggiavano oltre alla famiglia Castiglioni anche i due geometri Michelangiolo Lamberti e Tarcisio Cattaneo e un altro tecnico, Flavio Riva, facendosi consegnare tutto quello che avevano, soldi, macchine fotografiche, preziosi. Poi hanno aperto il fuoco, una pioggia di colpi contro gli italiani. Adelio Castiglioni ha tentato, col suo corpo, di proteggere Samuele e Roberta, la madre, Noella, zairese, con le mani protese contro gli aggressori, pregò che risparmiassero almeno i bambini.  Solo la donna (ora su una sedia a rotelle) e Flavio Riva di Valmadrera rimasto illeso erano riusciti a sfuggire al massacro. Noella, ferita gravemente, è rimasta per ore, a terra, a fianco della jeep, mentre Riva cercava aiuto. Li hanno trovati all' alba gli uomini dell' esercito zairese, messi in allarme dal responsabile dell' associazione di volontari, Renato Vivelzi, che era rimasto nella sede operativa dell' organizzazione umanitaria a Ruzuru. I funerali dei volontari uccisi furono celebrati nella Basilica di san Nicolò dove venne letto il messaggio di cordoglio di  Papa Giovanni Paolo II.