20160828

SARÀ IL CINE TEATRO PALLADIUM DI LECCO AD OSPITARE L’EVENTO ALPINISTICO DEI GAMMA DEL 2016.

Alle ore 21 di martedì 4 ottobre Colin Haley inizierà l’incantevole racconto
delle sue impressionanti arrampicate.




Mentre già sale la febbre tra i più fedeli appassionati d’alpinismo per l’approssimarsi dell’incontro con il formidabile alpinista di Seattle, anche tra chi guarda la montagna con minor ardore si sta accentuando l’interesse per l’arrivo di un grande personaggio come Colin Haley. È certo del resto che al trentaduenne alpinista americano non mancano i numeri per accattivarsi l’intensa brama di fare la sua conoscenza, con una forma che trascende molte altre aspettative.
Lo si deduce anche dal fatto che è bastato un semplice accenno della stampa, che ha ripreso il comunicato con cui i Gamma ne annunciavano il suo intervento a inizio estate, per accendere entusiasmi che non si riscontravano da tempo. Si tratta infatti di poter incontrare un alpinista fenomenale, tutto proteso alla esclusiva ricerca del nuovo, e per questo proiettato verso montagne che nascondono ancora suggestive possibilità di scoperta di grande interesse alpinistico, appunto le “salite estreme alle estremità del globo”, dove soltanto i puri come lui osano spingersi senza preoccuparsi delle condizioni climatiche atroci, con dislivelli vertiginosi, affidandosi unicamente alle proprie doti e ad una preparazione sovrumana e al proprio coraggio.
È breve la storia che di Colin possiamo raccontare, data la sua giovane età, ma anche perché lui non è di quelli che sprecano parole su di sé. A ben guardare, sembra che la sua inclinazione alla montagna, come lui l’ha impostata, abbia l’aspetto di una predestinazione. Nasce infatti e cresce all’estremo Nord degli Stati Uniti, vicino alle Cascades, che lui definisce “le uniche vere montagne degli Stati Uniti, eccezion fatta, ovviamente, per l’Alaska”. Su queste montagne, accompagnato dal padre, ha imparato a muoversi con qualsiasi tempo e qualsiasi condizione meteorologica. Dopo aver imparato a muoversi con scarponi, ramponi e piccozza, oppure con gli sci, dovranno passare ben nove anni prima di avere le prime scarpette da arrampicata.
Si è imposto all’attenzione dei circoli alpinistici, usando un gioco di parole, per le sue salite estreme alle estremità del globo: in Alaska e in Patagonia, dove oltre a prime ripetizioni e a prime invernali, ha aperto anche alcune prime assolute su pareti estremamente repulsive per difficoltà e condizioni.
Si è legato in cordata con personaggi del calibro di Kelly Cordes, Alex Honnold e Rolando “Rolo” Garibotti, tanto per citarne alcuni, e attualmente sta continuando una serie di “viaggi di ricerca”, con una certa predilezione per pareti che offrono arrampicare su roccia, in quanto, come ama dire, la scalata su roccia è il suo lato debole, sul quale vuole raggiungere lo stesso livello delle sue scalate su ghiaccio e misto. Quelle che lui cerca sono le montagne vere, e non semplicemente le enormi pareti strapiombanti, dove esibire le doti straordinarie dei climbers, come siamo abituati ad ammirare i giganti americani dell’arrampicata.
Se Colin Haley non nasconde il suo lato debole come alpinista, non troviamo forse in lui, ora che rincorre le pareti di roccia, lo stesso ragazzo che aveva amato ramponi e piccozza assai prima di avere delle scarpette di arrampicata? Ci sembra anche questa una coincidenza che ha contribuito a farne quell’alpinista particolare che gli appassionati apprezzano più di tutto.
Senza scendere ora nel dettaglio del suo lussuoso curriculum, vogliamo dare un’idea del suo valore riportando soltanto due delle sue più recenti imprese.



Nel 2016 ha effettuato, insieme ad Alex Honnold, la grandiosa traversata, sul remoto versante occidentale, della catena del Cerro Torre: in sole 20 ore e 40 minuti dal Colle Standhardt sono saliti su Cerro Standhardt, Punta Herron, Torre Egger e Cerro Torre. In sole 32 ore totali erano di nuovo al punto di partenza. Si tratta della stessa traversata che effettuata per la prima volta nel 2008 dallo stesso Haley con “Rolo” Garibotti, aveva richiesto il tempo di quattro giorni.
Sempre nel 2016 ha salito in solitaria il Mount Foraker, chiamato anche Sultana, per la via Infinite Spur, via di Lowe e Kennedy del 1977, percorrendola in sole 12 ore e 29 minuti dal crepaccio terminale alla vetta, con una discesa che ha offerto a Haley “una delle esperienze più intense della sua vita”: un’ascensione che, al confronto, gli ha fatto sembrare la via Cassin al Denali, conosciuto come Mount McKinley, …una passeggiata di salute.
Ci bastano queste premesse per essere certi che con lui ne vedremo delle belle e saremo grati ancora una volta all’iniziativa coraggiosa del gruppo Gamma. Ci voleva del fegato infatti per puntare ad un personaggio come Colin Haley, un alpinista prodigioso che va a ruba sulle piazze internazionali. Ma i Gamma ce l’hanno fatta, grazie all’ammirevole fiducia e comprensione ricambiata con i tre sponsor principali, che si sono rivelati poi essenziali per realizzare  questo straordinario exploit. DF Sport Specialist, Camp e Rock Experience sono risultati determinanti per un esito positivo, che si è pure avvalso del sostegno di Vinicola Mauri, Galvanica Brocca Giuseppe, ConfCommercio Lecco e della simpatica vicinanza di Icam e Carozzi, che hanno voluto essere presenti con il dono dei loro gustosi prodotti. La conferenza si svolgerà con la mediazione di un interprete preciso, deciso e sensibile, il poliglotta Luca Calvi già noto ed apprezzato da molti lecchesi per le sue qualità professionali che, quando si parla di alpinismo, rivelano in aggiunta la competenza e l’ardore di un focoso appassionato.
La serata è impostata per riuscire a soddisfare pienamente i buongustai delle vicende alpinistiche, ma soprattutto, come risulta esplicito nell’enorme impegno organizzativo dei Gamma, a rimanere, come evento, un punto fermo e di lunga durata per contribuire a far emergere, con una forza sempre maggiore, quell’attrattiva per l’alpinismo che tanta gloria ha portato al nostro territorio.




                       Renato Frigerio