20160819

Sono 600 i migranti nella tendopoli di Como, l’area di accoglienza temporanea allestita in via Regina


Il prefetto di Como Bruno Corda e il sindaco Mario Lucini hanno determinato  l’area dove saranno posizionati i moduli abitativi per l’accoglienza temporanea dei migranti. L’area, convenzionalmente detta “San Rocco”, 2500 metri quadri, è di proprietà comunale e si trova in fondo a via Regina, di fianco al cimitero Monumentale.
E’ già dotata di sottoservizi (fognatura, allacciamento idrico e allacciamento elettrico) ed entro metà settembre sarà allestita per ospitare 300 migranti in 50 strutture. Nell’area, visionata nei giorni scorsi dal Dipartimento per le Libertà Civili e per l’Immigrazione, sarà allestito anche un ambulatorio sanitario. Tutti gli interventi saranno finanziati dal Ministero dell’Interno e la gestione sarà affidata alla Croce Rossa Italiana. “Da non comasco voglio innanzitutto complimentarmi con la cittadinanza per la compostezza con cui è stata gestita finora la situazione - ha spiegato il prefetto - Ho visto grande accettazione e grande pena nei confronti di queste persone e nessuna azione di disappunto. Il cuore dei comaschi non è mancato e in varie forme con cibo, soldi, medicine, interventi di volontariato, Como ha fatto sentire la sua vicinanza”. Il prefetto ha quindi ripercorso le tappe del fenomeno migratorio che ha iniziato ad interessare la città ai primi di luglio. Numeri inizialmente contenuti che sono via via aumentati e che hanno portato a rivedere l’iniziale organizzazione. “La risposta data è stata pronta e puntuale - ha proseguito Corda - D’intesa con noi, Prefettura, e con il coordinamento del Comune si è provveduto ad organizzare i vari servizi che hanno potuto contare sull’apporto fondamentale delle associazioni di volontariato. Lo Stato e la Regione sono sempre stati presenti e, ripeto, tutte le attività dei volontari rientravano e rientrano in una costruzione coordinata dal Comune”. Per quanto riguarda l’ordine pubblico, il prefetto ha sottolineato come non si siano mai verificati problemi e che l’unico episodio registrato, con l’intervento delle forze dell’ordine, che con un presidio fisso sono sempre presenti alla stazione di Como San Giovanni, non abbia riguardato migranti. A fine luglio, come detto, il numero dei migranti è ulteriormente aumentato, portando le istituzioni a dare corso ad una serie di ulteriori interventi volti a migliorare le condizioni igieniche del parco della stazione e con l’attivazione di una postazione sanitaria fissa grazie alla disponibilità della Regione, offerta dagli assessorati alla Salute e all’Immigrazione mediante l’impiego di personale individuato dall’Azienda di Tutela della Salute dell’Insubria, d’intesa con l’Agenzia socio-sanitaria territoriale, la Croce Rossa Italiana, l’Ordine dei Medici, l’Ordine degli Infermieri e Federfarma. Ai primi di agosto il numero delle presenze ha imposto la necessità di creare un centro temporaneo di accoglienza, nella prospettiva dell’inserimento dei migranti nel circuito ordinario dei richiedenti asilo, attraverso l’apporto anche di consulenti legali e mediatori affinchè possano raggiungere una scelta consapevole. Da questa necessità si è avviata la verifica delle aree disponibili. “Abbiamo valutato diverse soluzioni - ha spiegato Corda -  La prima ipotesi è stata quella della Caserma De Cristoforis, ipotesi non praticabile perché la struttura nella sua parte alloggiativa non è da tempo più in uso e necessita di numerosi interventi all’impianto idrico, all’impianto di riscaldamento e parzialmente all’impianto elettrico. Peraltro, se pur in parte, inoltre, la caserma è tuttora in uso e sarebbe risultata difficilmente enucleabile la parte attualmente occupata da quella destinata ai richiedenti asilo. In ogni caso i tempi di realizzazione di questi interventi non sono compatibili con le esigenze di immediata disponibilità. E’ stata scartata anche l’ipotesi dell’area dell’ex scalo merci perché in parte è vicina a binari utilizzati dalle Ferrovie con conseguenti elevati rischi di sicurezza. L’area ex Stecav, a fianco del Comando della Polizia Locale (ndr, attualmente utilizzata per ospitare in due tende della Croce Rossa donne e bambini), è troppo piccola; l’area di Sant’Abbondio, infine, è attualmente in uso all’Università. Da qui la soluzione dell’area “San Rocco”, la soluzione che potrà essere operativa il prima possibile”. “La risposta della città è davvero stata generosa - ha aggiunto il sindaco - Tutti sono stati presenti, i livelli istituzionali e i corpi sociali, dai singoli cittadini alle associazioni di volontariato. Ora sarà necessario seguire l’evoluzione dei flussi migratori perché solo così si capirà se la risposta sarà adeguata. Questo, del resto, è un fenomeno con il quale dovremo per forza misurarci, con responsabilità e consapevolezza”. Per quanto riguarda, infine, la situazione della stazione a seguito dell’avvio dei nuovi servizi di accoglienza, il prefetto ha spiegato “Viene data un’opportunità che sarà accompagnata da tutti i percorsi di assistenza, anche normativa. Con questa alternativa, quindi non si potrà continuare a restare nel giardino della stazione”. Nell’area della stazione, a seguito degli accordi presi con la Prefettura, ad un puntuale controllo a cura delle forze dell’ordine, sono previste attualmente le seguenti attività: per quanto riguarda il presidio sanitario mobile, è assicurata la presenza, dalle ore 20.30 alle 22.30, di un medico volontario, il quale effettua visite mediche, su richiesta degli interessati o su segnalazione del personale sanitario dell’Ats e/o dei volontari della Cri; messa a disposizione di un operatore  sanitario (infermieristico o medico) da parte di Ats, che ogni giorno, tra le 8.00 e le 10.00 del mattino, in concomitanza con la presenza dei volontari, effettua la sorveglianza sindromica mirata ad individuare eventuali sintomi di malattia acuta/infettiva meritevoli di approfondimento diagnostico urgente; attribuzione ai volontari del compito di attuare il primo approccio con i migranti,  individuando coloro che  richiedono assistenza o informazioni di tipo sanitario e segnalando agli operatori sanitari Ats eventuali casi che necessitino di  interventi/approfondimenti; attribuzione agli operatori Ats del compito di valutare, su un mezzo mobile presente in loco e fornito dalla Cri, i soggetti segnalati; messa a disposizione, da parte di Ats, di un’utenza telefonica dedicata; organizzazione, a cura di Asst, in collaborazione con Ats, di moduli formativi rivolti ai volontari Cri e delle Associazioni, per trasmettere loro le competenze di base per supportare  proficuamente gli operatori sanitari nelle attività di sorveglianza sanitaria; messa a disposizione di tutti gli operatori, da parte di Ats, di materiale informativo multilingue per un approccio facilitato con i migranti; attribuzione alla Cri di un ruolo di coordinamento delle associazioni di volontariato, anche nei confronti del  Comune; messa a disposizione, da parte dell’Ordine dei Medici, di professionisti sanitari, i quali supporteranno, su base volontaria, il presidio sanitario di cui si è detto, garantendo specifici turni di presenza presso la stazione di Como S. Giovanni; messa a disposizione, da parte di Federfarma, tramite la rete delle farmacie presenti sul territorio, di farmaci e altro materiale sanitario necessario per l’assistenza in loco (tutte le suddette misure saranno costantemente monitorate per verificarne l’efficacia, sì da procedere alla loro implementazione, in caso di necessità).
Per quanto riguarda le altre attività, il Comune di Como garantisce il coordinamento generale delle azioni e degli specifici servizi che vengono assicurati dai diversi enti, organismi ed associazioni interessati; la Croce Rossa Italiana funge da unico punto di riferimento per gli aspetti igienico-sanitari, gestendo il coordinamento delle relative azioni ed assicurando la presenza di un presidio mobile sanitario, nonché l’installazione di moduli di servizi igienici in prossimità della stazione, d’intesa con il Comune di Como e Centostazioni; la Caritas Diocesana coordina le attività relative alla preparazione e alla fruizione dei pasti, attraverso le mense già presenti sul territorio e la Rete dei servizi per la grave marginalità; la Caritas Diocesana coordina, altresì, la regolare fruizione delle docce presenti negli spazi messi a disposizione dal Collegio Gallio, nonché la distribuzione del vestiario, della biancheria e di altri generi di prima necessità raccolti dalla Croce Rossa Italiana. Cibo e acqua sono raccolti in via Italia Libera 11 a Como, nella sede della Croce Rossa. Le donazioni sono invece raccolte da Caritas attraverso il conto corrente bancario presso Credito Valtellinese - IBAN: IT 95 F 05216 10900 0000 0000 5000 intestato a Caritas Diocesana di Como - viale Battisti 8 - 22100 Como (nella causale indicare "emergenza stazione"). 
La rete dei Servizi per la grave marginalità vede in campo l’assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Como, la Fondazione Caritas Solidarietà e Servizio, l’associazione Piccola Casa Federico Ozanam, l’associazione Incroci, l’associazione Solidarietà Cooperazione Internazionale onlus, l’associazione City Angels Italia onlus, la Fondazione Somaschi onlus, il Comitato provinciale di Como della Croce Rossa Italiana. Della rete di volontari che affianca il Coordinamento fanno parte anche il gruppo San Vincenzo, il gruppo Legami, il Don Guanella, la parrocchia di Rebbio, i Lions Club e la cooperativa sociale Csls.