20161015

Alla Torre Viscontea in mostra la storia della Rocca delI'Innominato

In rassegna opere dei Padri Somaschi e un quadro prestatto dalla Deutsche Bank sconosciuti da molti


di Gianni Riva

LECCO - Nella foto di Gaetano Chiappa è stata naugurata ieri sera nelle sale della Torre Viscontea la mostra "La Rocca dell’Innominato tra paesaggio, storia e letteratura". Mostra visitabile fino al 6 novembre. Il fulcro della mostra è la cosiddetta Rocca dell’Innominato, celebre sito come luogo manzoniano analizzato dal punto di vista della sua ricca evoluzione insediativa e funzionale nelle diverse epoche storiche, nei suoi rapporti con il paesaggio, il territorio e le altre emergenze di un possibile nuovo “itinerario”.
Essendo posta, infatti, in una posizione sommitale, la Rocca di Vercurago ha sempre rivestito un ruolo chiave nella storia e nel panorama lecchese e ha conseguentemente lasciato numerosi reperti e testimonianze documentarie, storico-architettoniche, letterarie e artistiche, dall’età del Ferro fino al XIX secolo, la maggior parte dei quali sono conservati nei musei lecchesi arrichiscono il contenuto della mostra.Peculiarità dell’esposizione di quest’anno è proprio la presenza di testimonianze di immenso valore totalmente inedite per il pubblico: a questo proposito è impossibile non citare la tela di Mugrieri detto “il Peruggino”,Apparizione di Cristo ai santi Sebastiano e Rocco (1656), ordinariamente custodita nella sacrestia della Basilica dei Padri Somaschi, sempre a Vercurago e realizzata in occasione della cura delle epidemie di peste e l’opera di Giuseppe Canella L’Adda a Brivio (1843), facente parte delle collezioni artistiche della Deutsche Bank, e il Ritratto di Alessandro Manzoni di Giuseppe Molteni, normalmente esposto nel Museo Manzoniano di Lecco. Da aggiungere all’elenco dei ‘mai visti’, gli straordinari reperti dell’età del Ferro conservati nel Museo Archeologico di Lecco, un cippo di confine e una mappa del XVIII secolo.L’allestimento, è stato curato dalla giovane dottoressa in architettura Sara Fontanella. La 27enne nativa di Carenno con la sua tesi dedicata alla Rocca è stato il punto di  partenza del progetto, che aggiunge:  "La Rocca dell'Innominato è un altro valore che il territorio ha nel suo patrimonio artistico e della letteratura era giusto valorizzarla ancora di più".  La mostra propone  un percorso dei Luoghi Manzoniani totalmente inedito, in cui il sito della Rocca viene  messo in relazione con gli altri luoghi, vecchi e nuovi, selezionati non in base ai tradizionali criteri agiografici bensì per le reali valenze storiche e artistiche, All'inaugurazione della mostra presenti ieri sera l'assessore alla cultura Simona Piazza il  direttore del Sistema Museale Urbano Lecchese Mauro Rossetto, il presidente della Comunità Montana Val San Martino e sindaco di Vercurago Carlo Greppi e Padre Livio dei Padri Somaschi, che ha detto: "Fare un cammino verso la Rocca e la nostra Basilica fa bene a tutti". Infatti ci sarà un'appendice alla mostra al Santuario di S. Girolamo a Vercurago che sarà inaugurata il 13 novembre alle 16 e rimarrà visitabile fino all'11 dicembre. Alla mostra della Torre Viscontea dieci stidenti del Liceo Manzoni fanno un pervorso di arricchimento culturale,