20161008

Colombo: "Ad avere dubbi sui dati del progetto di teleriscaldamento è solo il Comitato Rifiuti Zero"

"I dubbi sui dati del progetto di teleriscaldamento li ha solo il Comitato Rifiuti Zero. C'è a questo punto da chiedersene la ragione: confusione e incapacità di comprendere il progetto o sola demagogia e malafede?”.


Ad affermarlo è il presidente del Consiglio di amministrazione di SILEA S.p.A, Mauro Colombo, che interviene dopo le affermazioni espresse dal portavoce del Comitato in occasione del recente incontro svoltosi a Germanedo.
"Intervengo solo per amore di chiarezza e per rispetto nei confronti sia dei cittadini che dei Comuni nostri soci, oltre che per tutelare l'immagine della nostra Azienda. – continua Colombo - Non certo per rispondere alle dichiarazioni del Comitato Rifiuti Zero che contengono, una volta di più, dati falsati e distorti con il solo scopo di insinuare dubbi nell'opinione pubblica prima ancora che sulla scelta del teleriscaldamento, sulla trasparenza della nostra Società. E questo non lo posso accettare”.

Il presidente di SILEA S.p.A. spiega: "Innanzitutto, per attaccare sotto il profilo economico il progetto del teleriscaldamento, si indica una cifra assolutamente gonfiata. L'investimento previsto non è, come affermato dal Comitato, di 80 milioni di euro, ma di 48,7 milioni, cioè poco più della metà, derivanti da 35,5 milioni di investimento per la rete e 13,2 milioni per la centrale. Tale investimento, così come tutti gli investimenti effettuati in questi anni per l'ammodernamento tecnologico dei nostri impianti, non ricadrà né sui comuni soci, né sui cittadini, ma sarà effettuato, se il progetto sarà approvato, utilizzando le risorse di SILEA. Voglio sottolineare, infatti, che, a fronte degli investimenti significativi effettuati in questi anni, le tariffe non solo non hanno subito aumenti, ma si sono mantenute al di sotto dei valori di mercato”.
“In secondo luogo si sostiene che del teleriscaldamento beneficeranno solo 250 utenze, non dicendo che questo numero corrisponde a circa 20 Mila abitanti equivalenti. Inoltre, in merito all’efficacia del processo, si afferma che, a fronte della combustione di 105 Mila tonnellate, il calore per sette mesi sarà sprecato. Niente di più falso: come da studi effettuati (e grafico allegato – all 1), il teleriscaldamento a regime funzionerà utilizzando il gas metano come combustibile integrato solo per 6 giorni all’anno. Piuttosto bisognerebbe sottolineare che, in assenza di teleriscaldamento, oggi si disperdono ogni anno 70 Mila Megawatt/ore termici e che, a progetto ultimato, si risparmieranno invece 16 mila tonnellate di CO2 e 8 milioni metri cubi di gas metano, dal momento che l’impianto produrrà energia termica in inverno ed energia elettrica nei mesi estivi. Quanto alle tre caldaie a gas metano previste, esse funzioneranno solo in caso di fermate non programmate degli impianti per garantire il calore della rete”.

“Un ultimo chiarimento va fatto in merito alle tempistiche di attuazione del progetto. Anche in questo caso ci sorprende l’arroganza ideologica del Comitato che, in base non sappiamo a quali calcoli, definisce un cronoprogramma in base al quale “ce ne vogliano 144 di mesi”. Da parte nostra confermiamo i 54 mesi, in base a quanto previsto in autorizzazione: dunque potremo cominciare a distribuire calore nel 2021. Quando al completamento della rete, essendo una struttura dinamica, sarà in continua espansione come succede con qualunque altra rete distributiva”.
“L’arroganza ideologica del Comitato emerge, per altro, anche dalla pretesa di voler insegnare quale metodo debba essere utilizzato per eseguire l’indagine epidemiologica, sostituendosi addirittura all’ATS Brianza, che è l’ente preposto al controllo della salute dei cittadini. E, anche in questo caso, non mancano le accuse gratuite, che non tengono conto del fatto che l’impianto di SILEA SpA ha sempre ottenuto le autorizzazioni per il proprio funzionamento in base a severe normative regionali, nazionali e comunitarie, e che i continui adeguamenti tecnologici eseguiti  al termovalorizzatore si devono, prima ancora che per adempiere alle prescrizioni, per scelte lungimiranti effettuate dai Comuni soci. E ciò senza trascurare il fatto che il contributo del termovalorizzatore all’inquinamento atmosferico locale risulta insignificante nelle stime effettuate da ARPA, al contrario del riscaldamento domestico e del traffico veicolare che pesano in modo preponderante sull’ambiente che ci circonda, come si può vedere dal grafico allegato (all.2)”.
“Concludiamo rassicurando il Comitato che gli Amministratori di SILEA SpA hanno sempre informato nelle sedi opportune, in modo tempestivo ed approfondito, i propri Soci, ovvero i Comuni, di ogni nuovo progetto o intervento. E che, allo stesso modo, sullo specifico tema del teleriscaldamento ha fatto e continuerà a fare. Senza ricorrere a operazioni di marketing, con grande trasparenza e responsabilità, sapendo che è l’Assemblea dei Soci l’organismo cui spetta il controllo di indirizzo della Società”.