20161013

La Rocca dell’Innominato tra paesaggio, storia e letteratura. Mostra alla Torre Viscontea da venerdì 14 Ottobre


di Gianni Riva
LECCO - C'è molta attesa per gli amanti dell'arte per quanto accadrà da venerdì prossimo. In mostra quadri risalenti al 500-600 patrimonio dei Padri Somaschi di Vercurago e uno di proprietà della Deutsche Bank di metà 800 raffiguranti la Rocca dell'Innominato. Opere  non mote al grande pubblico di estimatori. Con venerdì 14 ottobre prende il via la nuova edizione di "Lecco città dei Promessi Sposi" una lunga serie di eventi destinati a ogni tipo di pubblico e caratterizzati da un’ampia varietà di argomenti e incontri. Tutto incomincia venerdì a partire dalle 18 con l'inagurazione della mostra “La Rocca dell’Innominato tra paesaggio, storia e letteratura”, allestita alla Torre Viscontea fino al 6 novembre, con un’appendice aggiuntiva al Santuario di S. Girolamo a Vercurago che sarà inaugurata il 13 novembre alle 16 e rimarrà visitabile fino all'11 dicembre.
Le sale espositive della Torre viscontea sono aperte il martedì e il mercoledì dalle 9.30 alle 14, il giovedì, il venerdì, il sabato e la domenica dalle 15 alle 18.
Il fulcro della mostra sarà la cosiddetta Rocca dell’Innominato, celebre sito che verrà analizzato dal punto di vista della sua ricca evoluzione insediativa e funzionale nelle diverse epoche storiche, nei suoi rapporti con il paesaggio, il territorio e le altre emergenze di un possibile nuovo “itinerario”. Essendo posta, infatti, in una posizione sommitale, la Rocca di Vercurago ha sempre rivestito un ruolo chiave nella storia e nel panorama lecchese e ha conseguentemente lasciato numerosi reperti e testimonianze documentarie, storico-architettoniche, letterarie e artistiche, dall’età del Ferro fino al XIX secolo, la maggior parte dei quali sono conservati nei musei lecchesi e andranno ad arricchire il contenuto della mostra.Peculiarità dell’esposizione di quest’anno è proprio la presenza di testimonianze di immenso valore totalmente inedite per il pubblico: a questo proposito è impossibile non citare la tela di Mugrieri detto “il Peruggino”,Apparizione di Cristo ai santi Sebastiano e Rocco (1656), ordinariamente custodita nella sacrestia della Basilica dei Padri Somaschi, sempre a Vercurago e realizzata in occasione della cura delle epidemie di peste; l’opera di Giuseppe Canella L’Adda a Brivio (1843), facente parte delle collezioni artistiche della Deutsche Bank, e il Ritratto di Alessandro Manzoni di Giuseppe Molteni, normalmente esposto nel Museo Manzoniano di Lecco. Da aggiungere all’elenco dei ‘mai visti’, gli straordinari reperti dell’età del Ferro conservati nel Museo Archeologico di Lecco, un cippo di confine e una mappa del XVIII secolo.
L’allestimento, curato dalla giovane dottoressa in architettura Sara Fontanella, sarà molto diverso dalle mostre tradizionali e coinvolgerà il visitatore in una fruizione del percorso espositivo non solo intellettuale, ma anche emozionale, in cui realtà storica e funzione letteraria si incontreranno in un rapporto dialettico per suscitare nello spettatore una riflessione più profonda. Al contempo, la mostra proporrà un percorso dei Luoghi Manzoniani totalmente inedito, in cui il sito della Rocca verrà messo in relazione con gli altri luoghi, vecchi e nuovi, selezionati non in base ai tradizionali criteri agiografici bensì per le reali valenze storiche e artistiche. La mostra legata  a "Lecco città dei Promessi Sposi" è stata presentta in sala consigliare da Simona Piazza assessore alla cultura dal  direttore del Sistema Museale Urbano Lecchese Mauro Rossetto e dal sindaco di Vercurago Carlo Greppi, Fra gli interessanti contributi alla rassegna anche la presenza quest'anno della Deutsche Bank.