20161023

Sangalli: "Valorizzare le città significa valorizzare il commercio"

Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha partecipato a Roma  all'assemblea pubblica della Fipe sul tema "Il valore dei pubblici esercizi per l'identità e l'attrattività dei centri storici". "Il ruolo delle associazioni d'impresa nel tempo è cambiato – ha detto Sangalli - e noi siamo cambiati. Siete testimoni di una storia che viene da lontano e che mette in risalto l'importanza del vostro ruolo, quello di essere una componente rilevante e significativa della nostra famiglia. Siamo il motore dell'economia.
Un'economia che oggi mostra, purtroppo, segnali tangibili di un nuovo rallentamento.  Un rallentamento che, certamente, sconta ancora gli effetti di uno scenario internazionale che, tra crisi dei migranti, recessione in alcuni paesi emergenti, Brexit e attentati terroristici, ha reso la situazione più incerta e complessa. E il crollo della fiducia dei consumatori negli ultimi mesi ne è, forse, il sintomo più evidente". "Ma c'è, per fortuna – ha aggiunto Sangalli -  anche qualche indicazione positiva, che non va trascurata, come il miglioramento ad agosto della produzione industriale e dei consumi, come risulta dal nostro indicatore congiunturale. E un aiuto per trasformare questa debole ripresa di oggi un una crescita più robusta può venire anche da alcune misure contenute nella Legge di bilancio che sicuramente contribuiscono a irrobustire il sistema produttivo nel suo insieme premiando quelle imprese che scommetteranno sulla ripresa. Mi riferisco, ad esempio, all'aver scongiurato l'aumento dell'Iva, all'Iri, al bonus ristrutturazione per gli alberghi. Tutte misure che le imprese del commercio, del turismo, dei servizi e dei trasporti aspettavano da tempo". Sangalli ha poi osservato che "bisogna attrezzarsi bene per affrontare al meglio le sfide che ci attendono e creare opportunità di crescita e sviluppo per i nostri settori, per il Paese.  Il compito è difficile, ma possibile: migliorare l'efficienza del commercio, del turismo e dei servizi, favorire gli investimenti e l'innovazione, valorizzare tutta la filiera turistica, e l'enogastronomia in particolare, e contribuire a restituire competitività all'Italia dipende anche dalle azioni che, come associazioni di categoria, riusciremo a mettere in campo insieme al Governo, alle istituzioni, alle parti sociali e a tutti i soggetti interessati".  "E, a proposito di azioni, questa assemblea mette al centro le città. E con esse il mondo dei pubblici esercizi rappresentato da Fipe. Ma, se permettete, mette al centro l'intero mondo del commercio perché città e commercio sono elementi che stanno assieme. Valorizzare le città significa valorizzare il commercio e viceversa.  Oggi assistiamo a numerosi fenomeni negativi. Il primo, come emerge dalla ricerca, è quello della delocalizzazione delle attività commerciali che è anzitutto un pericoloso punto di discontinuità nel rapporto secolare tra città e commercio con effetti in termini di impoverimento del tessuto urbano, del tessuto sociale e della percezione di sicurezza.  Per fortuna, questo fenomeno non riguarda i pubblici esercizi che, anzi, proprio nei centri storici continuano a crescere. La Confederazione proseguirà l'impegno su questi temi, peraltro già da tempo avviato con una serie di iniziative: il Patto per le città con l'Anci per progettare insieme gli spazi di vita e d'impresa, ma anche per spendere di più e meglio i fondi strutturali dell'Agenda urbana europea, e il progetto Urban Pro per la riqualificazione e la rigenerazione urbana. E, a questo proposito, apprezziamo la misura contenuta nella Legge di Bilancio appena approvata che prevede la riqualificazione delle aree periferiche delle città". "L'abusivismo è un'altra piaga che danneggia le imprese perché genera concorrenza sleale e deturpa l'immagine delle città. E qui – ha aggiunto il presidente di Confcommercio - voglio ribadire che le nostre imprese sono un patrimonio delle città e crediamo che il pluralismo distributivo abbia soprattutto un valore sociale e culturale prima ancora che un valore economico. Professionalità, pluralismo, centralità dei consumatori significano, in sostanza, qualità dell'impresa e del lavoro, e quindi qualità della vita nelle nostre città. Oggi occorre una profonda riflessione sul rapporto tra città e commercio anche alla luce dei cambiamenti introdotti dalle norme che regolano le attività commerciali".  "Ripensare questo rapporto – ha concluso Sangalli - non significa reintrodurre forme di burocrazia che appartengono oramai al passato ma riconoscere la necessità di nuovi strumenti di governo del territorio. Perché i negozi, i pubblici esercizi sono molto di più di un'attività economica e proprio per questo richiedono visione ed approccio che non risponda alla sola efficienza tecnica del mercato".