20161115

“IL GRANDE DET – Giuseppe Alippi alpinista e contadino: una storia italiana” di Giovanni Capra

210 pagine – copertina rigida – illustrazioni con foto b/n – sovraccopertina con 2 ante –
formato cm. 14,5x21 – Euro 18,60 –collana “Exploits” – casa editrice Corbaccio



di Renato Frigerio - Non sarebbe potuta essere più fortunata di così la combinazione che ha consentito all’autore, intenzionato a narrare una nuova storia di alpinismo, di incontrare questo di alpinista, tra i tanti della numerosa schiera degli arrampicatori lariani che hanno riempito di ammirazione e di gloria il loro territorio negli anni seguiti immediatamente al secondo dopoguerra mondiale. Non si può dubitare che, a ridosso delle più celebri pareti, Giuseppe Alippi, il “Det”, abbia lasciato innumerevoli segni della sua invidiabile classe: ma è altrettanto vero che non lui soltanto potesse essere riconosciuto meritevole di accreditarsi l’onore di venire ricordato attraverso le pagine di un libro a lui dedicato.
La differenza con altri ci sta nel fatto che nel Det, come si andrà a leggere, oltre alle grandi qualità alpinistiche innate, e che sono poi diventate come un prolungamento della sua istintiva frequentazione di ogni asperità delle montagne di casa, si evidenzia la rara peculiarità di una persona che dell’alpinismo ha fatto un momento di evasione e di divertimento soltanto dopo aver esaurito i faticosi impegni che lo assorbivano nelle lunghe giornate di duro lavoro come contadino a tempo pieno. Sotto questo aspetto scorrono tutte le pagine del volume dove, a partire dagli anni della fanciullezza, la sbalorditiva storia alpinistica del Det si intreccia con lo sviluppo del suo tempo, nel quale si vedeva trasformarsi gradualmente tutto l’ambiente sociale.
In questa evoluzione, descritta con tratti sempre interessanti, risalta con quanta decisione l’alpinista-contadino avesse posto come punto di riferimento i valori tradizionali della sua gente, quali la fedeltà assoluta alla famiglia, il legame alla terra, l’apertura al rispetto e alla solidarietà.
È così che una vita semplice, dove l’attaccamento ad un lavoro che richiedeva ogni giorno rinunce e sacrifici, ma non negava però le soddisfazioni e la gioia delle esaltanti vittorie in montagna, diventa un racconto appassionante ed avvincente, grazie anche alla evidente sintonia che si è stabilita tra un “vecchio” alpinista e l’autore che, avvicinandolo, lo ha compreso fin nelle sue profonde radici.



            Renato Frigerio