20161110

La Provincia di Lecco entra nel comitato della Fondazione Comunitaria per San Pietro al Monte patrimonio dell'Unesco. Ieri sera la decisione



di Gianni Riva
LECCO - La Provincia di Lecco appoggia il progetto della Fondazione Comunitaria di Lecco ed entra nel comitato di San Pietro al Monte verso il suo ingresso nel patrimonio Unesco.. "Riconoscimento quale monumento simbolo della Provincia di Lecco". L'amministrazione provinciale di Villa Locatelli, con l'intero consiglio, ha approvato ieri sera alla maggioranza  il desiderio che il complesso benedettino di San Pietro al Monte sia considerato un patrimonio importante per il territorio. "Ci piacerebbe che l'immagine del complesso sia impresso anche nella carta ufficiale della Provincia": ha aggiunto il consigliere Ugo Panzeri consigliere delegato alla Cultura. Un passo significativo di Villa Locatelli quello di ieri sera in un iter lungo e tortuoso per il riconoscimento prestoigioso dell'Inesco. Il complesso di San Pietro al Monte ha tutte le carte in regola per poterlo affrontare e concluderlo, si spera, nel migliore modo possibile, entrando a far parte della lista dei patrimoni dell’Unesco. Le origini del complesso di S. Pietro al Monte non sono ancora chiare, tuttavia la sua fondazione viene fatta risalire ai tempi di Desiderio, re dei Longobardi. La leggenda narra che il figlio Adelchi (o Adalgiso) durante una battuta di caccia sul monte Cornizzolo, dopo aver inseguito un cinghiale, perse improvvisamente la vista, ma fu guarito per intervento Divino. Re Desiderio, a ricordo del fatto miracoloso e come ringraziamento, fece costruire una chiesa dedicata agli apostoli Pietro e Paolo. La struttura della chiesa, così come la vediamo oggi, non risale però all'VIII secolo; almeno altre due costruzioni l'hanno preceduta. Il complesso attuale è quindi il risultato di notevoli mutazioni avvenute lungo i secoli. La basilica rappresenta quanto resta di un più ampio complesso benedettino, comprendente anche la chiesa di S. Calocero. Con il complesso di san Pietro al Monte ci sono altre sette abbazie in Italia sorte sempre in quel secolo "Per quanto ci riguarda - conclude il consigliere Panzeri - San Pietro al Monte testimonia la presenza dei monaci benedettini in quei secoli in un territorio che si affaccia su uno straordinario paesaggio"