20161105

Situazione stabile anche in settembre dai dati rilevati dall’osservatorio congiunturale


I dati dell’Osservatorio rapido relativo al mese di settembre 2016 condotto dai Centro Studi di Confindustria Lecco e Sondrio e Unindustria Como mostrano, rispetto a luglio, un quadro caratterizzato principalmente dalla stabilità degli indicatori associati a domanda e attività produttiva.

Se gli ordini rivelano una contrazione a livello domestico, dove oltre un terzo del campione (36,8%) indica una decelerazione mentre il 27,4% segnala comunque un aumento, sul versante delle esportazioni si registra stabilità per quattro imprese su dieci (40,7%) ulteriormente rafforzata da indicazioni di aumento e diminuzione degli scambi che assumono entità comparabili.

L’attività produttiva risulta stabile per oltre un’azienda su tre (36,9%) mentre i giudizi di diminuzione (33,3%) e crescita (29,7%) tendono a bilanciarsi. In tale scenario, il grado di utilizzo medio degli impianti si attesta al 78% della capacità totale.
Sul versante delle vendite l’indicazione di crescita del fatturato si attesta al 30,8%, mentre la diminuzione è segnalata dal 44,4% del campione.


Anche a livello previsionale, i giudizi sono improntati al mantenimento dello stesso andamento: il 63,6% delle aziende indica stabilità mentre le indicazioni di crescita e diminuzione si bilanciano.
Continuano a rilevarsi criticità già evidenziate in termini di insolvenza e ritardi dei pagamenti da parte dei clienti, da un lato, e in termini di limitato orizzonte di visibilità degli ordini, dall’altro.


Più della metà delle aziende (55,6%) denuncia situazioni di insolvenza o ritardo dei pagamenti; in settembre il fenomeno si è ulteriormente intensificato per il 17,8% del campione.
Riguardo alla visibilità sugli ordini, circa un’impresa su due (45,6%) indica un orizzonte di poche settimane; la percentuale sale ad oltre l’87% nel caso si consideri un intervallo inferiore ad un trimestre.


Le imprese di Lecco, Sondrio e Como indicano diffusa stabilità rispetto al costo di approvvigionamento delle materie prime.
Nei rapporti tra le imprese e gli Istituti di credito emergono aumenti delle spese e delle commissioni applicate per il 18,6% delle aziende, in aggiunta incrementi di spread e tassi di interesse per il 7% del campione.

I giudizi riguardanti lo scenario occupazionale delineano un quadro caratterizzato da diffusa stabilità.
“I dati mostrano una situazione sostanzialmente stabile, tenendo anche in considerazione il fatto che le variazioni non sono quantificabili, basandosi su indicazioni di carattere qualitativo. Inoltre diverse realtà hanno segnalato una sensibile crescita, pur in presenza di casi in cui emerge ancora fatica, a conferma del fatto che il quadro resta variegato ma lascia emergere anche indicazioni positive – evidenzia Cristina Galbusera, Presidente di Confindustria Lecco e Sondrio. Queste rilevazioni, affiancate ai primi segnali di miglioramento che avevamo evidenziato nei mesi scorsi, ci dicono ancora una volta che il quadro resta complesso ma ci lascia sperare nella ripresa, che va necessariamente sostenuta con le misure per il rilancio dell’economia del Paese.”


GLI ORDINI
Per le imprese dei tre territori, a livello di commercio nazionale il 35,9% del campione comunica stabilità, mentre il 36,8% indica una diminuzione degli ordini e il 27,3% un incremento.
Per quanto riguarda le esportazioni, il giudizio prevalente è quello di stabilità, indicata da quattro imprese su dieci (40,7%); la quota di imprese che comunicano un incremento risulta invece essere pari al 27,8% e quella delle aziende che segnalano un rallentamento dell’export si attesta al 31,5%.

Quanto esaminato per le imprese globalmente considerate è rilevabile anche a livello delle aziende delle province di Lecco e di Sondrio; il giudizio prevalente è quello di mantenimento dei livelli, sia sul fronte nazionale che per l’export.

LA PRODUZIONE
L’indicatore associato alla produzione delinea, per le imprese lecchesi, sondriesi e comasche, un quadro di sostanziale mantenimento dei livelli. Al pari di quanto registrato per la domanda, il giudizio maggiormente indicato è quello di stabilità, come espresso dal 36,9% del campione. I giudizi di diminuzione (33,3%) e di aumento (29,7%) si bilanciano, contribuendo ad intensificare l’effetto di stabilità.
In media, la percentuale di utilizzo degli impianti produttivi nel mese di settembre si attesta a quota 78%.

Nel caso delle imprese di Lecco e di Sondrio emerge uno scenario dai toni simili: prevale la stabilità, indicata dal 45,5% delle imprese, mentre i segnali di aumento delle attività (25%) e di diminuzione (29,5%) tendono a bilanciarsi. La capacità produttiva mediamente impiegata in settembre dalle aziende risulta pari a 78,3%.

IL FATTURATO
Un’impresa su quattro (24,8%) del campione di Lecco, Sondrio e Como segnala fatturato stabile, mentre il 44,4% comunica una diminuzione delle vendite ed il restante 30,8% indica maggiori scambi.

A livello lecchese e sondriese si rilevano indicazioni di stabilità nel 36,2% dei casi, mentre la diminuzione è segnalata dal 38,3% delle imprese e l’aumento dal 25,5%.

LE PREVISIONI
Sul fronte previsionale le imprese dei tre territori congiuntamente considerate delineano uno scenario di conservazione; circa due imprese su tre (63,6%) comunicano infatti di attendersi stabilità. L’effetto di mantenimento sui livelli registrati in settembre è ulteriormente rafforzato dal bilanciamento dei giudizi di riduzione (segnalati dal 18,6% delle imprese) e da quelli di aumento (indicati dal 17,8%).

Considerando gli ordini in portafoglio, le realtà del campione comunicano di avere visibilità limitata. Nel 45,6% dei casi il portafoglio ordini è sufficiente a coprire un periodo di poche settimane (meno di un mese), nel 42,1% l’orizzonte è esteso a qualche mese mentre solo nel 12,3% la visibilità supera il trimestre.
Il quadro rilevato trova conferma anche per le aziende di Lecco e di Sondrio: le

aspettative sono improntate al mantenimento dei livelli, mentre l’orizzonte temporale di visibilità risulta limitato a poche settimane per oltre quattro imprese su dieci (42,2%) e supera il trimestre solo per il 15,6% del campione.

LE MATERIE PRIME
Le imprese di Lecco, Sondrio e Como indicano diffusa stabilità rispetto al costo di approvvigionamento delle materie prime: nel 78,8% dei casi viene segnalato infatti un mantenimento rispetto ai livelli di luglio.
In caso di indicazioni di variazione, le imprese segnalano prevalenza di crescita dei prezzi (18,8% del campione) rispetto ad un ribasso (4,3%).

Per le imprese lecchesi e sondriesi sono confermati sia il diffuso giudizio di conservazione (78,3% dei casi), sia la prevalenza di indicazioni di crescita (17,4%) dei prezzi delle commodities rispetto alle indicazioni di diminuzione (4,3%).

LA SOLVIBILITA’
La solvibilità dei clienti continua a rappresentare una criticità per le realtà dei tre territori. Oltre un’azienda su due (55,6%) è costretta a far fronte a casi di insolvenza e a ritardi di pagamento da parte dei clienti. Nel mese di settembre le criticità sopra menzionate sono peggiorate per il 17,6% delle aziende, sono rimaste stabili per il 78,8% del campione e sono infine migliorate per il restate 3,5%.

A livello lecchese e sondriese i ritardi di pagamento e le situazioni di insolvenza tra i clienti sono fenomeni rilevabili per il 44,7% del campione. In settembre la criticità è rimasta stabile per l’86,2% delle aziende mentre si è intensificata per il restante 13,8% del campione.

I RAPPORTI CON GLI ISTITUTI DI CREDITO
In settembre, i rapporti tra le imprese di Lecco, Sondrio e Como e gli Istituti di credito risultano caratterizzati da condizioni diffusamente stabili. Nell’89% dei casi le relazioni con le banche sono rimaste invariate, nel 6,8% sono state riscontrate condizioni peggiorative, mentre nel restante 4,2% è stato comunicato un miglioramento.
Sul fronte degli spread e dei tassi applicati il 7% delle aziende ha segnalato un incremento mentre, nel caso delle spese e delle commissioni bancarie, è stato rilevato un peggioramento, in termini di maggiori costi, per circa un’azienda su cinque (18,6%). Esaminando i giudizi espressi dalle aziende riguardo la liquidità aziendale, il 46,9% del campione segnala una situazione soddisfacente, il 44,9% comunica di operare nella normalità mentre il restante 8,2% ritiene la situazione migliorabile.


Le realtà di Lecco e di Sondrio descrivono un quadro dalle caratteristiche simili.
Per quanto riguarda il giudizio sui rapporti con gli Istituti di credito, il 93,6% del campione comunica condizioni stabili mentre il restante 6,4% condizioni meno favorevoli. Gli spread e i tassi applicati sono risultati in aumento per circa il 6,5% delle aziende mentre le spese e le commissioni sono cresciute per oltre un’impresa su cinque (21,3%). Sul versante dei giudizi riguardanti la liquidità aziendale, il 46,8% del campione esprime soddisfazione, il 44,7% segnala livelli nella media e il rimanente 8,5% condizioni migliorabili.



L’OCCUPAZIONE
A livello occupazionale, in settembre, è riscontrabile uno scenario stabile per le imprese dei tre territori. Il giudizio prevalente è quello di conservazione dei livelli, segnalato dal 73,6% del campione. In caso di indicazioni di variazione, i giudizi di crescita (11,6%) assumono entità comparabili con quelle registrate per i giudizi di diminuzione (14,9%). Le prospettive per i prossimi mesi e riguardanti il proprio settore di attività conservano il diffuso orientamento alla stabilità, così come comunicato da oltre tre quarti delle aziende (76%). I giudizi di riduzione dei livelli si attestano al 15,7%, mentre quelli di aumento all’8,3%.


Nel caso lecchese e sondriese le imprese confermano livelli occupazionali stabili in settembre: il 70,8% comunica un mantenimento mentre le indicazioni di diminuzione ed aumento assumono le medesime entità (entrambe al 14,6%).
Le previsioni per i prossimi mesi risultano orientate alla conservazione dei livelli per circa tre quarti delle imprese (72,9%). I giudizi di una possibile diminuzione si attestano al 16,7% e quelli di aumento al 10,4%.