20161222

Confindustria Lecco e Sondrio e Unindustria Como delineano uno scenario generalmente stabile rispetto ad ottobre

Cristina Galbusera, Presidente di Confindustria Lecco e Sondrio



I dati elaborati nell’ambito dell’Osservatorio rapido relativo al mese di novembre 2016 condotto dai Centro Studi di Confindustria Lecco e Sondrio e Unindustria Como delineano uno scenario generalmente stabile rispetto ad ottobre.
Il giudizio prevalente delle imprese del campione delle tre province per gli indicatori associati a domanda, attività produttiva e fatturato, indica il mantenimento dei livelli. Nei casi di variazione, che assumono entità comunque elevata, le indicazioni riguardanti la diminuzione e l’aumento tendono a bilanciarsi, contribuendo a rafforzare l’effetto di stabilità generale.


Sul versante della domanda si registra un quadro stabile per quasi un’azienda su due (44%), sia a livello italiano, sia riguardo gli ordini esteri.
A livello domestico l’aumento degli ordini interessa il 26,1% del campione mentre la diminuzione incide per il 29,7%.


Nel caso delle esportazioni, invece, l’aumento è segnalato dal 29% delle imprese a fronte di un 26% di realtà che comunicano una riduzione.
L’indicatore associato all’attività produttiva segue sostanzialmente quanto esaminato per la domanda, con il 44% del campione indicante la stabilità, il 31,2% l’accelerazione e un’azienda su quattro (24,8%) il rallentamento.


La capacità produttiva mediamente impiegata dalle imprese si attesta a quota 77,6% del totale, sostanzialmente in linea con quanto registrato nella precedente edizione dell’Osservatorio congiunturale.
Il fatturato è, tra i tre indicatori, quello che registra la maggior eterogeneità dei giudizi con indicazioni di aumento, diminuzione e stabilità che pesano ciascuno per circa un terzo del totale.

Il sentiment di stabilità è rilevabile anche a livello previsionale, con quasi due imprese su tre (62%) che segnalano, per le prossime settimane, il mantenimento del quadro delineato in novembre. Anche in questo caso, le aspettative di crescita e di riduzione tendono ad assumere entità comparabili.
Le situazioni di insolvenza e i ritardi dei pagamenti da parte dei clienti, che penalizzano quasi un’impresa su due (45,1%), nonché la limitata visibilità sugli ordini, inferiore al trimestre per quasi il 90% del campione, rappresentano alcune delle principali criticità.
A ciò si aggiunge anche, in novembre, una tendenza all’aumento dei costi associati all’approvvigionamento delle materie prime, rilevati in crescita nel 40% dei casi. Sul versante dei rapporti tra le imprese e gli Istituti di credito le condizioni risultano diffusamente stabili; si riscontrano però segnalazioni di spread e tassi in aumento per il 6,3% delle aziende e di innalzamento delle spese e delle commissioni per un’impresa su otto (12,4%).
Anche i giudizi riguardanti l’andamento occupazionale mostrano una diffusa stabilità in novembre, così come le aspettative per i prossimi mesi.
“Le rilevazioni esaminate sono di tipo qualitativo e non forniscono quindi informazioni sull’entità effettiva delle variazioni indicate - commenta Cristina Galbusera, Presidente di Confindustria Lecco e Sondrio. Inoltre, in un contesto generale dove gli andamenti possono variare in modo anche sensibile da azienda ad azienda, in alcuni casi i giudizi risultano influenzati da fenomeni di stagionalità”.
“Guardando al prossimo anno - continua Cristina Galbusera - alcune delle misure contenute nella Legge di Bilancio crediamo andranno a sostenere la competitività delle imprese. Speriamo però che il 2017 possa vedere, finalmente, anche la nascita di un intervento organico di politica economica che punti a sciogliere i nodi della crescita ancora presenti nel Paese”.

GLI ORDINI
L’indicatore associato alla domanda mostra, per le imprese di Lecco, Sondrio e Como, una fase stabile rispetto ai livelli di ottobre, sia per quanto riguarda il mercato domestico, sia per l’export. Nel quadro delineato è rilevabile però una certa variabilità tra le realtà del campione.
A livello nazionale, il 44,2% delle imprese comunica stabilità degli ordini, il 26,1% un aumento, mentre il 29,7% delle aziende indica una riduzione.
Sul versante dell’export il giudizio prevalente si conferma essere la stabilità, indicata nel 45% dei casi, mentre i casi di incremento della domanda 29% bilanciano quelli di diminuzione 26%.

A livello lecchese e sondriese lo scenario assume toni simili; le indicazioni prevalenti riguardano la stabilità, sia a livello di scambi interni sia per le esportazioni; in caso di variazione si rileva una prevalenza di indicazioni di diminuzione rispetto a quelle di aumento.

LA PRODUZIONE
L’attività produttiva delle imprese dei tre territori descrive una fase di tenuta dei livelli rispetto ad ottobre.
In linea con quanto registrato per la domanda, il 44% delle imprese segnala la stabilità delle produzioni; in caso di variazione, il 31,2% del campione indica un aumento mentre il 24,8% una diminuzione.
Il tasso di utilizzo medio degli impianti produttivi nel mese di novembre si attesta a quota 77,6%, sostanzialmente in linea con quanto rilevato nell’ambito della precedente edizione dell’Osservatorio congiunturale (78%).


Le imprese di Lecco e di Sondrio confermano la prevalenza di giudizi di stabilità, indicati da circa un’impresa su due (47%). Nel caso di indicazioni di variazione, risulta prevalente la diminuzione (32%) rispetto all’aumento (21%).
La capacità produttiva mediamente impiegata a novembre dalle realtà dei due territori risulta pari al 76,3%.

IL FATTURATO
Le vendite delle imprese dei tre territori congiuntamente considerate risultano in linea con quanto già rilevato per la domanda e descrivono una quadro di generale mantenimento dei livelli.
Il 33,9% del campione comunica un fatturato stabile; in caso di variazione, i giudizi di vendite in aumento (34,8%) e in diminuzione (31,3%) assumono entità comparabili e, bilanciandosi tra loro, contribuiscono ad intensificare l’effetto di stabilità.

Il quadro per le imprese di Lecco e di Sondrio è il medesimo: la stabilità del fatturato è comunicata nel 29,8% dei casi, mentre l’aumento (34%) e la diminuzione (36,2%) assumono entità comparabili.

LE PREVISIONI
Le aspettative formulate per le prossime settimane dalle imprese di Lecco, Sondrio e Como delineano un quadro di mantenimento, con oltre sei imprese su dieci (62%) che indicano di attendere stabilità per il proprio settore di appartenenza.
L’ipotesi di stabilità risulta ulteriormente rafforzata dai giudizi di aumento dei livelli (17%) e di diminuzione (21%) che assumono entità simili.
La limitata visibilità sugli ordini continua a rappresentare un elemento di criticità per le imprese del campione globalmente considerate. Per oltre la metà dei casi (52,3%), gli ordini in portafoglio risultano sufficienti ad assicurare l’attività per un orizzonte temporale inferiore ad un mese mentre nel 35,8% dei casi la visibilità copre qualche mese. Nel restante 11,9% il portafoglio ordini risulta avere un orizzonte superiore al trimestre.


Sul versante previsionale le imprese di Lecco e di Sondrio rivelano giudizi simili; in tre casi su quattro (74,5%) le aspettative sono volte alla stabilità, con ipotesi di crescita (10,6%) e diminuzione (14,9%) che tendono a bilanciarsi.
L’orizzonte temporale di visibilità è inferiore ad un mese per un’impresa su due (51,2%), raggiunge alcuni mesi per il 34,8% del campione e supera il trimestre nel restante 14%.


LE MATERIE PRIME
Sul fronte del costo di approvvigionamento delle materie prime le realtà dei tre territori congiuntamente considerate segnalano una fase di aumento; a fianco del 56,2% di imprese che indica livelli stabili rispetto ad ottobre, il 40,2% indica listini in aumento, soprattutto nel caso delle commodities impiegate nel settore metalmeccanico e in quello tessile, mentre solo il 3,6% rivela una diminuzione.

Anche nel caso delle imprese di Lecco e Sondrio è riscontrabile un aumento dei costi delle materie prime, così come indicato dal 46,7% del campione. Livelli stabili sono stati indicati da un’azienda su due (51,1%) mentre solo il restante 2,2% delle aziende ha comunicato prezzi in diminuzione.
LA SOLVIBILITA’
I casi di insolvenza e di ritardo dei pagamenti rappresentano, oltre al limitato orizzonte di visibilità, un’ulteriore criticità per le aziende di Lecco, Sondrio e Como.
Quasi la metà delle imprese (45,1%), infatti, comunica di dover far fronte a insolvenze e a ritardi di pagamento da parte dei clienti. Durante il mese di novembre il fenomeno è rimasto invariato per l’86,1% del campione, è ulteriormente peggiorato per il 7,6% e si è attenuato per il restante 6,3%.
Lo scenario per le imprese lecchesi e sondriesi risulta sovrapponibile a quanto rilevato congiuntamente; è confermata infatti l’estensione del fenomeno delle insolvenze (oltre quattro imprese su dieci) e la dinamica pressoché stabile rilevata in novembre rispetto ad ottobre.

I RAPPORTI CON GLI ISTITUTI DI CREDITO
Anche nei giudizi riguardanti i rapporti tra le imprese di Lecco Sondrio e Como e gli Istituti di credito durante il mese di novembre prevale la stabilità. Le indicazioni riguardanti la natura delle condizioni praticate fanno emergere infatti un quadro di conservazione: nell’89,4% è comunicato il mantenimento delle condizioni, nel 6,2% un peggioramento e nel restante 4,4% un miglioramento.
Nel caso degli spread e dei tassi di interesse applicati è stato rilevato un aumento per il 6,3% delle aziende; il 12,4% del campione ha indicato invece un incremento delle spese e delle commissioni bancarie.
In merito ai giudizi formulati dalle aziende riguardo la propria liquidità aziendale, il 37,5% del campione indica soddisfazione, il 41,1% segnala una situazione normale mentre il restante 21,4% ritiene la situazione migliorabile.

I giudizi espressi dalle imprese di Lecco e di Sondrio sono riconducibili a quanto esaminato a livello congiunto. Nel caso dei rapporti con gli Istituti di credito, il 91,3% delle aziende rivela condizioni stabili, il 6,5% condizioni migliori mentre il 2,2% un peggioramento.

Non sono stati segnalati incrementi di spread e dei tassi applicati, mentre per il 4,3% delle aziende sono state riscontrate spese e commissioni bancarie in aumento.
I giudizi sulla liquidità aziendale hanno visto soddisfatto il 43,2% del campione, una segnalazione di livelli nella media per il 40,9% delle aziende e, infine, una situazione migliorabile per il restante 15,9% delle realtà esaminate.


L’OCCUPAZIONE
L’andamento occupazionale delle imprese dei tre territori globalmente considerate rivela stabilità durante il mese di novembre. Per oltre otto imprese su dieci (84,3%), infatti, il giudizio sulla situazione della forza lavoro risulta improntato al mantenimento dei livelli. In caso di indicazioni di variazione, si registra una diminuzione per il 10,4% del campione ed un incremento per il 5,3%.
Le aspettative occupazionali per i prossimi mesi e riguardanti il proprio settore di attività si mantengono orientate alla stabilità, indicata nell’82,6% dei casi. In tale quadro, i giudizi riguardanti una possibile diminuzione degli occupati (12,2%) si rivelano però superiori ai giudizi indicanti un aumento (5,2%).

Il quadro delineato per le realtà di Lecco e di Sondrio risulta sostanzialmente in linea con quanto esaminato a livello globale. L’80,9% del campione indica stabilità dei livelli, l’8,5% una crescita e il 10,6% una riduzione.
Anche sul versante previsionale è confermata la prevalenza di indicazioni di mantenimento occupazionale, così come indicato dall’87,2% delle aziende.