20161227

E' morto Pino Galbani. L'unico dei sopravvissuti dal campo di sterminio di Mauthausen. Oggi mercoledì i funerali



di Gianni Riva
LECCO - Il 2016 nelle ultime sue ore ha reso più solo il capoluogo. Nel giorno di Natale è scomparsa una figura significativa di Lecco. Oggi mercoledì 28 dicembre alle 10,45 nella parrocchiale di Castello di Lecco si tengono le onoranze funrebri di Pino Galbani che si è spento a 90 anni, Era il 7 marzo 1944 quando venne arresato dai tedeschi con altri compagni e deportato nel campo di concentramento. Perchè? Giuseppe “Pino” Galbani, era nato a Ballabio il 10.10.1926, lavorava come operaio alla Rocco Bonaiti di Lecco (una fabbrica metallurgica dove oggi sorge l’Istituto Bertacchi), e il 7 marzo 1944 partecipò con molti suoi compagni di lavoro allo sciopero che in quei giorni scosse le fabbriche del Nord Italia, da Genova a Torino a Lecco si scioperava chiedendo l’aumento delle razioni alimentari, pace, riconoscimento degli organismi dei lavoratori e libertà. Il 7 Marzo di 72 anni fa , il lavoro alla Bonaiti venne sospeso, ma già poche ore dopo, una colonna armata di fascisti e militari, arrestarono lavoratori e lavoratrici delle fabbriche lecchesi in sciopero Rocco Bonaiti, Badoni, Caleotto e File, li portarono prima a Como dove furono costretti a sfilare legati tra loro per le vie della città, poi li trasferirono pochi giorni dopo a Bergamo dove furono consegnati direttamente ai tedeschi per il trasferimento nei lager. Pino Galbani fu mandato nel campo di sterminio di Mauthausen.internato con il n°5888.  Nel campo di Mauthausen-Guten  ha vissuto sulla propria pelle il dolore della deportazione e le violenze della prigionia 
Degli arrestati il 7 marzo 1944, 26 lavoratori furono deportati, 19 persero la vita e tornarono solo in 7,  Pino Galbani, fu l’unico dei sopravvissuti a quella drammatica esperienza di vita “Per moltissimi anni la gente ha fatto fatica a credere a quello che noi internati raccontavamo – così diceva Galbani  agli  studenti di oggi  - per questo a lungo noi tutti abbiamo fatto fatica a parlarne e ci siamo chiusi nel silenzio. E’ impossibile raccontare la vita dei deportati. Se ne può raccontare la loro storia, ma quella che ho vissuto nel campo non può essere chiamata “vita"  La Cgil di Lecco, in un suo messaggio ricorda  "Con la scomparsa di Galbani si è persa una figura che rimarrà nei cuori non solo di chì l'ha conosciuto".Ragazzi e  persone che in questi anni lo hanno ascoltato e hanno lottato con lui, per un futuro migliore sono in lutto. Anche l'Assoarma si associa alla scomparsa di Galbani Il presidente Filippo Di  Lellio aggiunge: "Ogni anno il 7 di marzo ci riuniva per raccontare la sua storia da ''Deportato'' nel campo ''Lager di Mauthausen. Una perdita che ci ha commosso''.