20161205

“FERMATA STAZIONE FERROVIARIA DI BELLANO” MOSTRA PERMANENTE DI ART BRUT O ARTE MARGINALE



di Enrico Magni
 Basta attraversare la piazza della stazione di Bellano, entrare dentro l'atrio inaugurato il 1892,  girare lo sguardo a sinistra verso lo scalone che porta alla biglietteria per restare catturati da una serie di quadri appesi alle pareti che si snodano attorno al grande scalone.

Il poster  al primo gradino informa che la mostra è stata voluta e allestita dall'Associazione Sociale, Culturale, Artistica per il Benessere Mentale 'Sesto Senso' in memoria di Osvaldo Gaddi paziente del Centro psicosociale di Bellano. Osvaldo con la sua esigua ma importante donazione permette all'Associazione di operare in autonomia e di essere indipendente da qualsiasi finanziamento pubblico.
Sono passato ormai quattro anni da quando Sesto Senso, in collaborazione con l'Amministrazione di Bellano, il 15 dicembre 2012 inaugurò la Mostra Permanente di Art Brut o Arte Marginale. In quell'occasione Sesto Senso donò al Comune una serie di opere artistiche da mettere all'interno della stazione ferroviaria. I dipinti erano stati prodotti all'interno di un laboratorio di arte terapia espressiva chiuso tra quattro mura dell'ospedale.
Lo scopo della mostra è quello di coniugare emozioni visive e sensoriali in un luogo non luogo  in modo tale di mettere a contatto energie abbandoniche materiali e sensoriali per favorire  emozioni ecologiche e mentali in grado di rigenerare l'ambiente e invitare il passante transuente a essere colto da un soffio di piacere estetico.



La prima collezione di Art Brut risale al 1945, è di Jean Dubuffett in Svizzere (Losanna). Da  allora si sono sviluppate collezioni come Abcd Art Brut a Parigi, a Munster in Germania, a Mosca, a Chicago negli Stati Uniti. Il  Museo della casa degli artisti Gugging (Austria), ex manicomio, è una miniera di atti espressivi inimmaginabili. Ci sono posti  in cui queste opere sono considerate importanti e c'è un mercato d'arte che le promuove.
A differenza del pittore, artista, così detto normale, che alle spalle possiede una bagaglio formativo accademico o scolastico, queste opere sono il prodotto di un atto creativo che prende forma dall'automatismo grafico, cromatico, pittorico ed emozionale e non sono soggette a contaminazioni stilistiche: sono atti espressivi che sottostanno all'espressione del bisogno espressivo inconscio.
E' possibile cogliere in queste opere tratti pittorici e grafici che richiamano artisti come Paul Kli, Andre Breton, Dubuffet e tutta l'arte contemporanea.
I quadri bisogna guardarli per comprenderli con l'occhio della mente: ascoltare il colore con mani da vasaio, interpretare l'ombra del nascosto con lo sguardo del cieco, sentire il profumo dei pastelli con la lingua del bimbo. 



Dietro a queste forme si nasconde il paesaggio primordiale ed evolutivo della mente umana. Si sentono le emozioni negate, frustrate, traumatiche; si percepisce nel segno e nel colore l'ossessione, l'inganno, la tragedia della famiglia, l'amore mancato.
Guardare con attenzione i segni, le forme, l'intensità dei colori, la deformità dei volumi e degli oggetti è utile per cogliere in quella impronta una nota di Sé. E' un po' come guardarsi allo specchio senza accorgersi di essere osservati dallo stesso specchio. E' il gioco del rimbalzo tra frammenti che sobbalzano.
Ogni atto espressivo, disegno, dipinto racchiude un mondo di sofferenza psichica e fisica, custodisce silenzi incolmabili, notti di disperazione, suoni e voci inudibili, sguardi di fantasmi ed ombre impenetrabili.

Le opere collocate all'interno di uno spazio marginale, residuale come è la stazione nei confronti del centro cittadino e dei consumi intendono partecipare a recuperare  la marginalità ambientale e ridare un senso di presenza, ascolto, vicinanza al viaggiatore.
L'ambiente necessita di essere recuperato con atti espressivi che sollecitano nel cittadino un richiamo alla dimensione del rispetto del bene pubblico.
E' indispensabile promuovere una ecologia della mente che favorisca attenzione nei confronti dell'ambiente.
L'Associazione Sesto Senso è convinta che questo tipo di intervento potrebbe essere  sviluppato per risvegliare l'attenzione e il rispetto ambientale&mentale per una ecologia della mente. Sesto Senso è disposta a collocare ancora le opere che possiede lungo le stazioni: Lecco, Colico, Morbegno, Sondrio. Per realizzare questo museo di Art Brut artistico-ambientale e del viaggiante è necessaria la partecipazione  dei comuni interessati  e  diTrenord.