20161205

IL PATRIMONIO CULTURALE DI CIVATE visioni e prospettive


di Cesare Perego 
Uno dei grandi filoni della civiltà Medioevale è senza dubbio quella della”cultura monastica”, che si affaccia alla cosiddetta “cultura della cattedrali”. La civiltà monastica trasse vita dalla regola di San Benedetto e si sviluppò poi in modi particolari in tutta l’Europa occidentale. Questo faticoso ampliamento del regno di Dio in terra ha, tra i riferimenti italiani, il complesso monastico di Civate, costituito dall’abbazia benedettina di San Calocero, oggi nel cuore dell’abitato di Civate ospitante la Casa del Cieco, e delle chiese di San Pietro al monte e San Benedetto sulle pendici del monte Pedale o Cornizzolo. Le due chiese di San Benedetto e di San Pietro sono rilevanti testimonianze di quell’arte romanica che della medioevale spiritualità monastica è l’espressione più significativa.


Di questo e di tanto altro, si parlerà  Martedì 6 Dicembre a Civate in Villa Canali alla presentazione
del nuovo libro di Paolo Tentori e Salma Hasan un iniziativa editoriale curata da Novantiqua multimedia Lecco in collaborazione con La Nuova Poligrafica di Calolziocorte,208 pagine incentrate sugli studi più recenti in riferimento al monastero di Civate al commento alla regola di Ildemaro, allo scriptorium medioevale.


Il libro vuole essere anche un omaggio alle tante persone che da silenziosi volontari mantengono acceso un lumicino di grande importanza nelle storia culturale e religiosa del nostro territorio.
Più ci si addentra nell’esplorazione di quell’affascinante mondo artistico comunemente denominato romanico e più ci si rende conto che il comprenderlo richiede uno sforzo che va ben oltre il semplice tracciare dei confini stilistici.
Basta guardare, nel territorio lecchese, al complesso più importante per valori artistici e storici, quello benedettino di Civate appunto, per accorgersi che nessuna arte più di quella romanica è ribelle ad ogni formula, ad ogni schema: ogni volta che si prova a tracciarne uno, subito si scopre l’eccezione, la trasgressione, la novità.
Le pagine sono anche una cavalcata tra “pietre e parole” che da sempre sono presenti nella storia di Civate: le pietre sono ancora ben visibili; le parole disperse nel tempo e nei luoghi coi libri patristici e liturgici appartenenti allo scriptorium medievale che oggi sopravvive solo in tre esemplari (due codici patristici alla Deutsche Nationalbibliothek di Berlino e il Messale di Civate presso la Trivulziana di Milano) e poi  Ildemaro e il suo Commento alla regola di san Benedetto scritto proprio a Civate.

Ildemaro, è universalmente conosciuto come l’autore di uno dei commenti alla Regola di San Benedetto. Recenti studi di critica del testo e di filologia medievale tendono a far risalire al solo Ildemaro le tre versioni ufficiali. Un’ipostesi affascinante è quella di tre versioni diverse scritte da tre discepoli differenti sotto dettatura  di Ildemaro proprio a Civate
La presenza della professoressa  Mayke de Jong nella conferenza tenuta a Lecco, ospite mio e del compianto Angelo Sala , nel Marzo del 2006, è stata  occasione per una lezione interessante sull’attività innovativa di Ildemaro come magister pueri, prima a Brescia e poi a Civate. La formazione dei bambini oblati, pratica molto diffusa nel Medioevo, è stata molto approfondita  ed indagata. Ildemaro giungerà a Civate proprio dopo l’esperienza di Brescia e il suo operato ben illustrato dalla professoressa universitaria di storia medievale, in tutte le sue novità

Vista secondo questa ottica, su quanto conosciuto e i contenuti del libro, la realtà civatese si rivela come una straordinaria testimonianza della capacità dell’uomo medioevale di esprimere una reale armonia tra l’ambiente naturale, la storia, la cultura, la religione.. E v’è da domandarsi, grazie alle originali pagine di questo libro se il fascino che  san Pietro al Monte , l’oratorio di san Benedetto, l’abbazia di san Calocero, continuano ad esercitare anche oggi , non stia proprio nel desiderio, comune all’uomo di tutte le epoche, e che i complessi monumentali suscitano, di una armonia profonda con tutto il mondo. .