20170121

Al Cenacolo Francescano grande successo per il docufilm in prima assoluta a Lecco sulla vita dell'alpinista Gigi Alippi. Cinque minuti d'applausi da parte del pubblico



di Gianni Riva  LECCO - "Le generazioni passano ma l'alpinismo verso grandi imprese rimane". A dirlo il noto alpinista bergamasco  Simone Moro alla conclusione del bel docufilm IL SENSO DELLA LIBERTA' dedicato all'lalpinista  mandellese Luigi "Gigi" Alippi scomparso l'anno scorso a 80 anni. Dall'opera della regista lecchese Paola Nessi ne esce un'immagine di Alippi dolce e nello stesso tempo umile come del resto lo sono i grandi alpinisti. Ad Alippi,  uno dei personaggi che hanno fatto la storia alpinistica e turistica del Novecento della Grignetta, e non solo la Nessi con la collaborazione del figlio dell'alpinista ha dedicato un lavoro di primo livello. Nel docufilm è lo stesso Alippi a raccontare le  arrampicate, ripetizioni di vie classiche, prime salite, prime invernali, nuove vie aperte sulle Grigne, sulle Dolomiti e sulle Alpi, ma pure in Africa, Nord e Sud America, Asia, ai Poli. 
Condusse il rifugio di famiglia ai Piani Resinelli e fu Guida alpina per oltre cinquant’anni. Per molte edizioni fu istruttore alla scuola Nazionale di roccia dei Ragni, formando un’intera generazione di alpinisti prevalentemente lombardi. Ha arrampicato con i nomi più significativi tra i personaggi lecchesi, alpinisti per eccellenza, come Riccardo Cassin, Carlo Mauri, Casimiro Ferrari, Giulio Bartesaghi, Cesare Guidici, Annibale Zucchi, Det Alippi, Giuseppe Lafranconi, Giorgio Redaelli, Jack Canali, Romano Perego, Benvenuto Laritti, ma anche con monzesi, milanesi e bergamaschi, quali Romano Merendi, Luciano Tenderini, Walter Bonatti, Bruno Ferrario, Gianni Arcari, Giuseppe Pirovano. Notevole l’attività svolta in campo extra-europeo. Nel 1961 con la spedizione “Città di Lecco”  la storica conquista sulla parete Sud del McKinley in Alaska, nel 1966 vince il Monte Buckland nella Terra del Fuoco in Cile, nel 1969 vince il Nevado Jirishanca per il versante Ovest nella Cordillera di Huayhaush in Perù, nel 1972, sempre sulle Ande Peruviane, nella Cordillera Blanca, conquista il Nevado Huantsan Ovest, nel 1974 partecipa alla storica conquista dell’impossibile versante Ovest del Cerro Torre, in Argentina, la più ambita vetta patagonica,  nel 1975 partecipa alla spedizione del CAI Nazionale con obiettivo l’inviolata parete Sud del Lhotse. Il tentativo giudato da Riccardo Cassin si arresta a 1000 metri dalla vetta a causa di una serie di catastrofiche valanghe, nel 1976 partecipa alla spedizione scientifica e alpinistica organizzata da Renato Cepparo, attiva nei dintorni dell’arcipelago delle Shetland australi, nel 1983 partecipa alla spedizione del CAI Sezione di Lecco che ha per obiettivo la Cima Est del Lhotse Shar, respinta a circa 1200 metri dalla vetta per le condizioni climatiche particolarmente avverse,  nel 1985 prende parte con un gruppo composto da bergamaschi e altri lecchesi, alla spedizione diretta alle Isole Svalbard, nei territori artici, ai limiti della banchisa polare, nel 1986, ricopre il ruolo di capospedizione, conseguendo un altro successo con la conquista del Sarmiento Nordovest, in Terra del Fuoco, ai confini con la Cordillera di Darwin. Ma se Alippi ha fatto tutto questo lo deve anche alla moglie Aurora scomparsa prima di lui. "Mi commuovo ancora quando durante una salita in Kenia in vetta mi diede un bacio": racconta commosso. L'opera della Nessi ha aperto la rassegna "Ciak Cenacolo". Si tratta di  una nuova proposta dedicata ai film realizzati da registi del territorio. Organizzata dal Cenacolo, in collaborazione con la Lecco Film Commission e con il patrocinio del Comune, Provincia di Lecco e Acel.