20170115

CENTRO PSICOSOCIALE DI MERATE E DONAZIONI




Di Enrico Magni ((scrittore psicoterapeuta)  La storia del disagio psichico nel territorio lecchese, dopo la  legge 180, è l'espressione di un disagio culturale, politico e sociale.
A Merate il primo ambulatorio di salute mentale, come intervento territoriale dell'Ospedale psichiatrico di Como, è stato aperto presso l'allora Municipio di Merate, Villa Confalonieri (1913). Solo con la nascita dell'Unione Socio Sanitaria Locale 14, con presidente l'ingegnere Luigi Zappa e poi con Sandro Cesana, sono state avviate le procedure per istituire un presidio di salute mentale presso l'USSL 14.  Alla metà del millenovecentottanta si è aperto un ambulatorio presso i poliambulatori con personale psichiatrico proveniente dall'USSL16 di Lecco.  

Alla fine degli anni ottanta, l'USSL 14 diventa proprietaria dello stabile della Tipografia Bertoni, situata in via Parini, grazie alla sua donazione: è uno stabile spazioso, su due piani, della prima metà del novecento con un tratto liberty e fa angolo con via Manzoni che è la via-centro di Merate.
La decisione di ristrutturare lo stabile coinvolse gli operatori sanitari e sociali del settore. Gli amministratori e gli operatori decisero di collocare il nuovo Cps nell'ex tipografia e di mettere il nuovo Sert nell'ex dispensario in Via S. Maria di Loreto, compiendo una ristrutturazione e riqualificazione dell'immobile in funzione della sua nuova attività.
L'apertura del Cps nell'ex tipografia Bertoni rispose ad un'analisi degli amministratori e degli operatori: lo scopo era di progettare un servizio territoriale attento a evitare il più possibile ricoveri ospedalieri e di tenere sotto soglia lo stigma del disagio della salute mentale; i posti letto quando venne aperto il reparto psichiatrico all'interno dell'ospedale di Merate  erano  solo sei. Solo in seguito sono stati aumentati.  Oggi, la struttura oltre al Centro Psicosociale, è occupata anche dalla neuropsichiatria infantile.
L'altra struttura integrante del Cps  è il Centro Diurno che è era collocato all'interno dell'ospedale. Alla fine degli anni novanta il CD è stato trasferito a Cernusco Lombardone (attuale CRA): anche questo  stabile è il frutto di una donazione.
La psichiatria di Merate, a differenza di quella di Lecco, si è mossa su un modello psicodinamico centrato sul bisogno dell'individuo con la scopo di prevenire il ricovero ospedaliero, mettendo al centro l'operato  del Centro Psicosociale e non il reparto.
L'ospedale di circolo di Merate, gli stabili riguardanti la psichiatria e non solo sono il risultato di donazioni da parte di soggetti provenienti del mondo liberarle e cattolico-sociale. L'attuale nuova piastra radiologica è la conseguenza della donazione di 2miliardi del 1985 del commendatore dott. Luigi Rusca.



Ospedale di Merate

Tutto questo non è accaduto a Lecco e non sta accadendo.
Anche l'altro giorno (12 gennaio 017), l'ultima proposta dell'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera, in visita all'ospedale Manzoni, nel proporre il trasferimento del Centro Psicosociale di Lecco e il Centro Diurno presso la struttura storica dell'ex sanatorio, dell'ex reparto di psichiatria in via Tubi accanto al Sert, persegue una logica post manicomiale e assistenziale.

E' il solito modo ottimale per continuare sulla strada della marginalità.
Un anno prima  si voleva trasferire il Cps di Lecco e il Centro Diurno in via Fratelli Cairoli/Marco D'Oggiono (ex Politecnico); adesso quella sede interessa al Comune di Lecco perché intende trasferire una serie di uffici e il Consiglio Comunale; invece qualche anno prima il Cps doveva essere trasferito, dopo una bella ristrutturazione, a villa Eremo.
I vari personaggi regionali, i vari Direttori Generali della sanità che passano da  Lecco a  Milano  disegnano nell'aria un progetto che non tiene in considerazione l'ambiente e la storia della sanità locale.


                                                                             Ex cps