20170102

COMO, LECCO - AL VIA IL PIANO "SALVA PASCOLI": VERTICE CON I SINDACI DELLE VALLI


Al via il piano #salvapascoli. Il progetto è stato presentato da Coldiretti Como Lecco nel vertice che si è tenuto a Gravedona, nei saloni di Palazzo Gallio, e che ha visto la partecipazione dei Sindaci e delle Comunità Montane delle valli comasche e lecchesi. L’obiettivo è tutelare lo straordinario patrimonio collettivo degli alpeggi lariani, rilanciare l’economia di montagna preservandone lo spopolamento e salvaguardare il paesaggio contrastando le speculazioni.
A Como e a Lecco, infatti, esistono decine e decine di alpeggi pubblici adibiti a pascolo, in alcuni casi con lotti di centinaia di ettari. Queste aree sono diventate, però, oggetto di attenzione da parte di realtà provenienti da fuori provincia e ancor più spesso da fuori regione che, con un elevato numero di animali e non disponendo di superfici sufficienti alla conduzione, hanno ‘drogato’ il mercato degli affitti offrendo anche cifre che mettono fuori mercato gli allevatori locali e l’economia del territorio.

“È inutile parlare di turismo di valorizzazione delle produzioni agroalimentari, di ambiente, di tutela della montagna, di prospettiva per le nuove generazioni e di rilancio economico, se poi cediamo alla tentazione di qualche euro in più. – sottolinea Fortunato Trezzi, Presidente di Coldiretti Como Lecco –  Quando tra qualche anno questi speculatori lasceranno le nostre zone, noi che facciamo? Alpeggi deserti e imprese agricole chiuse?”. Nel vertice di Palazzo Gallio, la Coldiretti ha quindi sollecitato le amministrazioni locali affinché la concessione di queste aree pubbliche non sia ispirata unicamente a logiche di profitto, ma nella definizione dei bandi di gara, i criteri di scelta dovranno favorire l’imprenditoria locale e gli interessi collettivi.

Tuonano in coro Sindaci, Comunità Montane e loro delegati presenti a Palazzo Gallio: i soggetti disposti a pagare a caro prezzo l’affitto dei nostri pascoli sono tanti e noi dobbiamo difenderci altrimenti rischiamo oltre al danno per il deperimento delle aree causato dalla loro incuria, la beffa di dover sostenere i costi per il ripristino dell’ecosistema ambientale.

“Il dovere di una forza sociale come Coldiretti – prosegue Trezzi – non è però soltanto quello di condannare pratiche scorrette ma, soprattutto, quello di proporre argomentazioni tecniche e strumenti utili affinchè chi governa un territorio sia in grado di operare anche eticamente. Ci siamo quindi resi parte diligente, sicuri di trovare il sostegno dei Sindaci e delle Comunità Montane, e ieri abbiamo piantato il primo seme che darà vita al progetto #SALVAPASCOLI”. Si tratta – spiega la Coldiretti lariana – di uno schema di lavoro sulla concessione e la gestione degli alpeggi per le amministrazioni locali per orientarsi facilmente nel complesso panorama legislativo e di attuare politiche a tutela degli interessi territoriali.

“Nella mia comunità – interviene Marco Braga, Sindaco di Garzeno (CO) – che conta meno di mille abitanti ma una superficie di 30 chilometri quadrati, grande come l’intera città di Como, abbiamo realizzato un bando di gara per la concessione dei pascoli che premia principalmente l’offerta gestionale e solo in minima parte l’offerta economica; solo così possiamo evitare le speculazioni e tutelare gli interessi dell’economica locale, del tessuto sociale, l’ambiente e il paesaggio. Quindi non posso che sostenere l’avvio di questo progetto di Coldiretti che alimenterò con le mie proposte e valorizzerò con azioni concrete”. Aggiunge Alberto Vitali, Responsabile Tecnico dei Comuni di Premana e Pagnona in Val Varrone (LC): “La possibilità di avere un ‘bando tipo’ come strumento di governo etico degli alpeggi, è una novità davvero molto importante per i “piccoli comuni montani perché sostiene quelle Amministrazioni che, non volendo perseguire esclusivamente la logica del solo profitto, hanno l’obiettivo di salvaguardare l’agricoltura di montagna svolta con metodi tradizionali da aziende locali che sanno ottenere dei prodotti caseari tipici dell’alpeggio. Tali prodotti, se venduti direttamente in casera mantengono vive le tradizioni storico culturali dell’acquisto in malga, mentre se venduti nei negozi ancora presenti in paese mantengono attiva la filiera corta del c.d. prodotto a Km. 0.”

Conclude il Presidente Trezzi: “Entro i primi mesi del 2017 consegneremo ai Sindaci e alle Comunità Montane il documento definitivo che rappresenterà uno strumento di lavoro sia per le amministrazioni ma anche per le impreseL’alpeggio, infatti, è un sistema complesso, inserito all’interno di una filiera produttiva che non si esaurisce in quei mesi dell’anno in cui gli animali vengono portati al pascolo, ma è un tassello della programmazione gestionale di tutte quelle imprese che operano in territori montani”.

In tema di difesa del suolo e delle comunità locali, già lo scorso aprile Coldiretti, manifestando al Prefetto di Como la necessità di tutelare la gestione locale del territorio, aveva sottolineato che se la crescita delle imprese agricole lariane fa registrare un +27,9% nell’ultimo decennio (in netta controtendenza con la decrescita media regionale del -23,5%) trova però difficoltà nella progressiva diminuzione degli spazi, anche perché la superficie agricola delle province lariane è calata del 6,2% nell’ultimo decennio, il dato peggiore della media lombarda pari al -5,1%.