20170205

Al Palazzo delle Paure di Lecco inaugurata la mostra “Don Milani a Barbiana: il silenzio diventa voce”


Don Lorenzo Milani e i suoi ragazzi


di Gianfranco Colombo
Nella sede espositiva di Palazzo delle Paure a Lecco, si può visitare la mostra “Don Milani a Barbiana: il silenzio diventa voce”. In occasione dei cinquant’anni della morte del priore di Barbiana, Lecco propone  un evento espositivo promosso dall'amministrazione comunale e dal SiMUL. L'iniziativa rientra nella rassegna Leggermente, di Confcommercio Lecco, il cui tema quest'anno è rappresentato dal “confine”.
La mostra sulla scuola di Barbiana, curata dalla Fondazione Don Milani, racconta la vita del priore: la sua giovinezza, il seminario, l’arrivo a Barbiana, la nascita della scuola e i suoi sviluppi. Si tratta di scatti che si concentrano soprattutto sugli anni trascorsi proprio a Barbiana, il luogo, i volti e le atmosfere che don Lorenzo Milani trovò in quel pezzo di mondo ai margini della società. L'esposizione presenta un itinerario di 28 pannelli; le frasi di don Lorenzo, in calce ad ogni pannello, danno voce e risalto all’esperienza educativa, scolastica e religiosa del sacerdote a Barbiana e la mostra fotografica ha una valenza didattica e divulgativa, pensata per le scuole, le parrocchie e i gruppi culturali. «La mostra è stata fortemente voluta dall'amministrazione comunale – ci ha detto Simona Piazza, assessore alla cultura del Comune di Lecco - per ricordare, a 50 anni dalla sua scomparsa, don Lorenzo Milani, sacerdote “rivoluzionario” capace di dar vita anche a un nuovo pensiero pedagogico, fortemente centrato sull'inclusione e sull'attenzione nei confronti degli ultimi. E’ poi significativo che l'iniziativa rientri nella rassegna Leggermente, il cui tema quest'anno è rappresentato del “confine”.
Gianni Bolis, La stanza del priore, china su cartoncino

 La mostra intende infatti contribuire a una riflessione sul concetto di confine, come quel limite che, sia esso tangibile o invisibile, è spesso motivo di esclusione. Vogliamo portare una riflessione proprio su questo elemento concettuale, per fare in modo che diventi sempre più un termine di inclusione». A rendere la mostra ancora più significativa contribuiscono le opere di Gianni Bolis, Luigi Erba e Dolores Previtali. I disegni a china di Gianni Bolis, ci parlano con grande intensità della “stanza del priore”. Nella loro bianca immobilità ci parlano di un’assenza, ma vogliono anche rimandare alla concretezza di una lezione che continua a dare i suoi frutti. «Ho avuto l’occasione di vedere la stanza di don Milani – ha detto Gianni Bolis - e la sua essenzialità, la sua povertà mi ha rimandato ad altre simili stanze della mia infanzia in Val Imagna. I miei letti sono in memoria di una somiglianza di sentimenti profondi». Accanto ai “letti” di Gianni Bolis, troviamo la “Grande barca” di Dolores Previtali, una scultura che richiama al percorso dell’uomo verso la salvezza. E’ l’opera di un’artista che si è profondamente ritrovata nel pensiero di don Milani e che in questa umanità “in viaggio” ha voluto fissare il tragitto di tante vite unite da un senso comune di fratellanza. Infine, ci sono le fotografie di Luigi Erba, scatti d’autore dentro la realtà di Barbiana, in una giornata dell’ottobre scorso: «Non mi sono sentito mai così inadeguato come nei confronti della figura di don Milani a Barbiana. 
Dolores Previtali Granse barca, 2016 Terra cotta bianca e ferro

Sono stati scelti poco più di venticinque scatti per una delle poche volte che ho utilizzato il colore. Ho tentato di raccontare un’esperienza non facendo pesare la mia fotografia interpretativa, di usare la leggerezza, di lasciare scorrer le cose limitandomi a quell’aula didattica. Gli oggetti costruiti, i cartelloni, gli arredi in un rapporto di interno esterno con la natura, il mappamondo come segno di una conoscenza che da quella piccola fascia di terra è diventata infinita, senza confini». La mostra resterà aperta sino al 30 aprile con i seguenti orari: martedì, mercoledì e venerdì  9.30-18; giovedì 9.30-18 e 21-23; sabato e domenica 10-18; chiuso il lunedì. In questo periodo, a corollario dell’evento espositivo, saranno proposti numerosi incontri ed eventi. Ricordiamo i primi due che si svolgeranno, rispettivamente, al Collegio Villoresi San Giuseppe a Merate, il 3 marzo, e al Campus universitario di Lecco il 23 marzo. Entrambi proporranno una riflessione sull’attualità del pensiero educativo di don Milani ed avranno come protagonisti Agostino Burberi, uno dei primi studenti della Scuola di Barbiana, e Innocente Pessina della Fondazione Don Milani.